Pubblicato in: Ven, Giu 14th, 2013

I BAR E IL GIOCO D’AZZARDO A LECCE…C’È CHI DICE NO

Parla Salvatore Della Bona, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche della ASL di Lecce. 

AL SERT TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA. GIÀ I PRIMI GRUPPI DI AUTOAIUTO 

“I fattori di rischio sono di varia natura: biologica, psico-sociale, personale, familiare e sociale. In questa fase anche la crisi economica rappresenta un elemento incentivante”.

dott. Della Bona

Al fine di comprendere il Gambling abbiamo chiesto l’ausilio del dott. Salvatore del­la Bona, direttore del Dipartimento delle Dipendenze Pa­tologiche di Lecce. Della Bona è specializzato in medicina legale e criminologia clinica e forenze, la­vora all’interno della Asl dall’1988, prima nei G.O.T. (Gruppi Operativi Tossicodipendenze) odierni Ser.T (Servizio per le tossicodipendenze), e ci ha guidato in un percorso ragio­nato ed esplorativo di ampio raggio all’interno del fenomeno.

Cosa si intende per Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, GAP, Ludopatia o Pathological Gambling?

Il GAP è un disturbo del com­portamento che assume le caratte­ristiche di una patologia compor­tamentale e rientra nella categoria diagnostica dei disturbi ossessivi-compulsivi. Il gioco nella misura in cui conserva la primordiale funzione ricreativa e di passatempo è un’atti­vità normale, quando smargina nel disturbo del controllo degli impulsi diventa una patologia.

Da quanto tempo se ne occupa il Sert? Potrebbe abbozzarmi una prima statistica del fenomeno?

Già da qualche anno. In modo specifico da gennaio 2013 in segui­to all’entrato in vigore del decreto Balduzzi che ha inserito questa patologia trai i L.E.A. cioè i Livelli Essenziali di Assistenza. Prima del decreto per questa patologia non era garantita l’assistenza gratuita, ora le Asl in seguito a un piano di convergenza delle spese del Servizio Sanitario Nazionale possono offrire gli stessi servizi riservati alle altre dipendenze.

Nel 2011 per questa pa­tologia si sono rivolti al Sert circa sessanta soggetti, non abbiamo an­cora i dati del 2012 ma sappiamo per certo che nel 2012 e nei primi mesi del 2013 c’è stato un aumen­to della domanda per un interven­to specifico. Questo grazie ad una maggiore informazione e all’azione svolta anche dai medici di base. Più in generale, sulla popolazione gene­rale si è verificato un incremento del fenomeno dall’1,5% al 3,5%.

Quali sono le terapie che ven­gono adottate, e quali sono più efficaci?

Non esiste in assoluto una te­rapia migliore dell’altra, i tratta­menti devono essere personalizzati sulla base delle caratteristiche del paziente. Qui a Lecce vengono at­tuate: terapie individuali, di coppia, familiari e si stanno formando grup­pi di auto-aiuto.

Quali sono i maggiori fattori di rischio?

I fattori di rischio sono di varia na­tura: biologica, psico-sociale, per­sonale, familiare e sociale. In questa fase anche la crisi economica rap­presenta un elemento incentivante.

C’è comorbidità (compresenza) con altre patologie?

Si, sicuramente. Il Gap è con­comitante con molte altre patolo­gie psichiatriche. Esiste una labi­le linea di confine con i disturbi d’ansia,deficit dell’attenzione, ipe­rattività, disturbi alimentari, schi­zofrenia, disturbi bell’umore e de­pressione.

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