I BAR E IL GIOCO D’AZZARDO A LECCE…C’È CHI DICE NO
Parla Salvatore Della Bona, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche della ASL di Lecce.
AL SERT TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA. GIÀ I PRIMI GRUPPI DI AUTOAIUTO
“I fattori di rischio sono di varia natura: biologica, psico-sociale, personale, familiare e sociale. In questa fase anche la crisi economica rappresenta un elemento incentivante”.
Al fine di comprendere il Gambling abbiamo chiesto l’ausilio del dott. Salvatore della Bona, direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche di Lecce. Della Bona è specializzato in medicina legale e criminologia clinica e forenze, lavora all’interno della Asl dall’1988, prima nei G.O.T. (Gruppi Operativi Tossicodipendenze) odierni Ser.T (Servizio per le tossicodipendenze), e ci ha guidato in un percorso ragionato ed esplorativo di ampio raggio all’interno del fenomeno.
Cosa si intende per Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, GAP, Ludopatia o Pathological Gambling?
Il GAP è un disturbo del comportamento che assume le caratteristiche di una patologia comportamentale e rientra nella categoria diagnostica dei disturbi ossessivi-compulsivi. Il gioco nella misura in cui conserva la primordiale funzione ricreativa e di passatempo è un’attività normale, quando smargina nel disturbo del controllo degli impulsi diventa una patologia.
Da quanto tempo se ne occupa il Sert? Potrebbe abbozzarmi una prima statistica del fenomeno?
Già da qualche anno. In modo specifico da gennaio 2013 in seguito all’entrato in vigore del decreto Balduzzi che ha inserito questa patologia trai i L.E.A. cioè i Livelli Essenziali di Assistenza. Prima del decreto per questa patologia non era garantita l’assistenza gratuita, ora le Asl in seguito a un piano di convergenza delle spese del Servizio Sanitario Nazionale possono offrire gli stessi servizi riservati alle altre dipendenze.
Nel 2011 per questa patologia si sono rivolti al Sert circa sessanta soggetti, non abbiamo ancora i dati del 2012 ma sappiamo per certo che nel 2012 e nei primi mesi del 2013 c’è stato un aumento della domanda per un intervento specifico. Questo grazie ad una maggiore informazione e all’azione svolta anche dai medici di base. Più in generale, sulla popolazione generale si è verificato un incremento del fenomeno dall’1,5% al 3,5%.
Quali sono le terapie che vengono adottate, e quali sono più efficaci?
Non esiste in assoluto una terapia migliore dell’altra, i trattamenti devono essere personalizzati sulla base delle caratteristiche del paziente. Qui a Lecce vengono attuate: terapie individuali, di coppia, familiari e si stanno formando gruppi di auto-aiuto.
Quali sono i maggiori fattori di rischio?
I fattori di rischio sono di varia natura: biologica, psico-sociale, personale, familiare e sociale. In questa fase anche la crisi economica rappresenta un elemento incentivante.
C’è comorbidità (compresenza) con altre patologie?
Si, sicuramente. Il Gap è concomitante con molte altre patologie psichiatriche. Esiste una labile linea di confine con i disturbi d’ansia,deficit dell’attenzione, iperattività, disturbi alimentari, schizofrenia, disturbi bell’umore e depressione.
















