Pubblicato in: Ven, Giu 14th, 2013

I BAR E IL GIOCO D’AZZARDO A LECCE…C’È CHI DICE NO

Si verificano delle ricadute come avviene per le altre dipen­denze?

Le dipendenze sono per defini­zione malattie croniche recidivanti, e spesso si verifica un viraggio da una dipendenza all’altra.

Quali sono le differenze e le so­miglianze con le altre dipenden­ze?

Nella maggior parte dei casi c’è una psicopatologia di base e fattori psico-socio-familiari scatenanti. Per quanto riguarda le differenze la droga e l’alcool comportano dipen­denza da una sostanza, la cui assun­zione tende ad aumentare nel tempo per ottenere gli effetti gratificanti desiderati e per evitare l’eventuale insorgenza di una sindrome da asti­nenza, mentre il gambling è una di­pendenza comportamentale somme di denaro sempre maggiori al fine di ottenerte l’eccitazione ricercata, e nonostante le perdite si continua a giocare sperando di vincere per re­cuperare quello che si è perso.

Ricorda un’esperienza persona­le di cui mi vuole parlare?

Si , ho avuto in cura un ragazzo che ha cominciato a giocare a 15-16 anni, poi è stato bene per sette-otto anni e successivamente ha avuto una ricaduta.

Mi delinea le caratteristiche del gambler?

E’ un soggetto che generalmente utilizza vari tipi di gioco d’azzardo, dedica molto tempo al gioco e gio­ca molto frequentemente spenden­do grandi quantità di denaro Pre­valentemente è un giovane adulto maschio che gioca per sfuggire ai problemi, o per alleviare uno sta­to d’animo disforico, per esempio sensazioni d’ansia, di impotenza, colpa, depressione. Spesso proprio a causa ha compromesso o perso una relazione importante, il lavoro o delle opportunità di studio o di carriera del gioco.

Esistono già, in questo momen­to storico, delle Comunità che potremmo definire “monotema­tiche” che si occupano di que­sto problema come accade per la droga?

No, ancora non ci sono nella nostra Regione, ma alcune comu­nità esistenti offrono dei percorsi e dei setting specifici per questa pato­logia. La Asl di Lecce sta cercando di favorire la cura risolvendo an­che problemi logistici legati alla attivazione di sedi specifiche con percorsi differenziati per i gambler spesso restii a rivolversi al Sert. Oggi i n particolare, all’interno del Dipartimento Dipenze Patologiche, i centri di psicoterapia familiare di Muro e di Lecce, quest’ultimo nel­la struttura del vecchio Vito Fazzi ,rappresentano accanto ai Ser.T. una importante opportunità di cura.

NELLA STORIA/SLOT MACHINES GIÀ NEL 1895

Il termine “azzardo” deriva dal francese “hasard”, a sua volta parola di origine araba, “az-zahr”, che significa “dadi”, infatti i più antichi giochi d’az­zardo si facevano utilizzando i dadi. Il gioco d’azzardo risale agli inizi dell’umanità. Si presume che il suo scopo fosse quello di conoscere il volere divino.

I primi dadi sono stati rinvenuti in Cina, e risalgono a più di 5000 anni fa; anche se ci sono state scoperte relative al gioco d’azzardo a partire dal 4000 a.C. anche in Egitto, India e Giappone. Ritrovamenti di dadi sono stati at­tribuiti ai Sumeri, agli Assiri e ai Babilonesi. Già tra i Greci troviamo i primi segni di gioco d’azzardo utilizzato in modo eccessivo. La Roulette risale a più di 2000 anni fa, più precisamente al tempo dei legio­nari romani.

Caravaggio-I bari

Nel corso del tempo ha subito notevoli cambiamenti assu­mendo l’aspetto moderno solo nel XVII secolo, quando Blaise Pascal6 inventò il meccanismo della roulette studiando i moti perpetui e introdus­se la pallina d’avorio. Il Black Jack ha un’ origine francese. Nato in un casinò intorno al 1700 con il nome di “Vingt-et-un” e dal 1800 inizia ad essere giocato anche in America dove riceve il suo nome attuale. Le prime impronte certe del gioco del Lotto, come lo conosciamo oggi, risalgono intorno al 1734 a Venezia.

Nel resto d’Italia invece, il gioco del Lotto non era ben visto, perché considerato contrario all’etica. An­che nello Stato Pontificio il gioco fu bandito fortemente e per lungo tempo. Nel 1728 il Papa Benedetto XIII arrivò addirittura a minacciare la scomunica per chiunque vi aves­se preso parte. Papa Clemente XII invece tre anni dopo lo approvò. La Slot Machines è stata inventata da Charles Fey nel 1895. Nel 1910 la Millis Novelty Company produsse una nuova macchina che migliora­va notevolmente l’ingresso per le monete,e introdusse per la prima volta i simboli della frutta utilizzati anche oggi.

FENOMENOLOGIA DEL GAMBLING/IL PERCORSO A STRATI DIVERSIFICATI

Il Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, GAP, Ludopatia o Pa­thological Gambling ha trovato un difficile inquadramento nell’attuale nosografia psichiatrica.

Gli esten­sori del DSM IV (Manuale Diagno­stico e Statistico dei disturbi mentali) hanno classificato il Gap tra i “disturbi dell’impulso Non Altrimenti Specifi­cati” (NAS) mentre la quinta edizione del DSM inserisce il Gambling tra le “Dipendenze Senza Sostanza”. Risulta molto difficile tracciare con chiarezza una linea di confine tra normalità e patologia nell’ambito del gioco.

Il percorso evolutivo che alcune persone vulnerabili possono intraprendere nel momento in cui vengono a contatto con il gioco d’azzardo può manife­starsi in modi diversificati, in base alle caratteristiche dell’individuo e a quel­le dell’ambiente in cui vive.

slot2

Spesso si verificano situazioni di comorbidità con altre patologie psichiatriche.Per prevenire lo sviluppo del disturbo si cerca di agire: sia direttamente sull’in­dividuo con interventi precoci quali i training per il riconoscimento preventi­vo delle situazioni di rischio, il rinfor­zo delle funzioni di autocontrollo e di coping, la correzione delle distorsioni cognitive e delle false credenze, delle probabilità e abilità di vincita; sia sulla società tramite campagne pubblicitarie sul gioco responsabile, e ultimamente anche con un iter legislativo che mira a informare, prevenire e curare.

Nell’approcciare la cura e la riabilita­zione di questi pazienti, è necessario tenere in considerazione che gli inter­venti, per essere efficaci, dovrebbero agire su due livelli in maniera integra­ta: il primo livello riguarda le funzioni cognitive, al fine di poter meglio con­trollare i disordini comportamentali; il secondo livello concerne le neuro-strutture e la compresenza di patologie psichiatriche che possono trarre, a volte, un beneficio da contemporanei e integrati interventi farmacologici di supporto a quelli psicologici e socio-ambientali.

Le ricerche scientifiche hanno dimo­strato che varie persone che giocano d’azzardo, sono particolarmente vulnerabili a sviluppare dipendenza patologica. Tutti i giochi con vincite in denaro possono essere molto attrattivi fino a far sviluppare una dipendenza patologica, che è una vera e propria malattia. Essa si manifesta principalmente con comportamenti di gioco ripetuti, non controllabili con la propria volontà. Questo comportamento può provo­care rischi per la salute della perso­na, la sua socialità, la sua famiglia, e perdita di ingenti somme di denaro. 

I principali segnali che il tuo com­portamento di gioco sta diventan­do un problema o una patologia sono:

1. Spendere sempre più denaro e dedicare sempre più tempo a giocare.

2. Sentire un forte desiderio di giocare e diventare nervosi se non si gioca.

3. Pensare di poter recuperare le perdite continuando a giocare sperando in supervincite.

4. Pensare di poter controllare o influenzare la propria fortuna a volte anche con riti scaramantici.

5. Cominciare a mentire a fami­gliari ed amici.

6. Iniziare a fare debiti o commet­tere illegalità per procurarsi il denaro.

GIOCATRICE

Il giocatore problematico può facil­mente evolvere in giocatore patolo­gico se continua a giocare. I possibili rischi correlati al gioco d’azzardo sono: sviluppo di dipen­denza patologica, stress psicofisico, depressione e altri disturbi psicologici e psichiatrici, perdita della credibilità personale, conflitti familiari insuccessi personali, sociali, lavorativi indebitamento problemi legali.

Il gioco d’azzardo patologico è spes­so associato anche ad altre patologie: dipendenza da sostanze stupefacenti e/o alcol, disturbi psichiatrici e dell’umore. La reale probabilità di vincere ai giochi d’azzardo è estremamente bassa e comunque sempre molto minore della probabi­lità di perdere che è elevatissima. I giocatori d’azzardo patologico inde­bitati sono spesso preda di usurai e strozzini.

LOCALI ETICI/ATTIVITÀ COMMERCIALI E LUDOPATOLOGIE 

L’inchiesta nasce dalla volontà di individuare la fisionomia del “Bar Etici”, nella convinzione di poter fornire delle discriminanti su scelte importanti che mortificano il lucro per la ricerca di un bene supremo collettivo.

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L’intento iniziale è smarginato in una approfondimento giornalistico di più ampio respiro che ha mirato a rivelare tutti gli aspetti relativi al fenomeno del Gioco d’Azzardo Patologico: la fenomenologia, la storia, e la fisiono­mia patologica nella prevenzione, l’individuazione e la cura. 

UNA FINESTRA APERTA/CONOSCERE IL FENOMENO INDUCE ALL’ATTENZIONE 

Il lavoro finale ci ha aperto una finestra su un’informazione che è diventata formazione in itinere. La ricerca di un aspetto sociale ha palesato inaspettate conoscenze in differenti ambiti, tutti concomitanti a una crescita culturale e umana.

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Le nozioni di base, le informazioni tecniche e il percorso guidato del dottor Salvatore della Bona sono risultati funzionali alla realizzazione di un’indagine poliedrica funzionale a una conoscenza, al con­tempo, specifica e generale del fenomeno indagato. 

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