Pubblicato in: Ven, Mar 14th, 2014

I Concerti del Conservatorio/“Per dirigere un’opera non basta agitare una bacchetta”

Il 19 marzo si esibiscono quattro giovani cantanti lirici con al pianoforte Vincenzo Rana. 

“Per condurre orchestra, solisti, coro, non basta nemmeno essere fini musicisti ma bisogna avere una grande personalità. I più bravi si riconoscono perché oltre a saper dirigere sanno cos’è la fatica del palcoscenico”. 

Continuano gli appuntamenti con i concerti promossi dal Conservatorio “Tito Schi­pa” di Lecce. Dopo il suc­cesso della scorsa settimana del sassofonista Francesco Macrì e delle pianiste Luisa Carluccio e Ma­ria Chiara Manco che hanno pro­posto un programma a specchio tra Spagna e Francia, è giunto l’ottavo appuntamento all’insegna della tradi­zione lirica. Mercoledì 19 marzo alle ore 20,30, presso la Biblioteca Carac­ciolo di Lecce, si esibiranno quattro giovani promettenti artisti, ancora allievi del Conservatorio Tito Schi­pa.

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Saranno protagonisti Valentina Iannotta soprano lirico – leggero e Qu Yujie soprano lirico allieva della prof.ssa Virna Sforza, Silvia Susan Rosato Franchini soprano – allie­va della prof.ssa Gabriella Sborgi e Salvatore Saracino sopranista, allievo di Canto Rinascimentale e Barocco nella classe della prof.ssa Anna Aurigi. Si alterneranno nel corso della serata cimentandosi in un repertorio che va dal barocco fino alle espressioni più audaci del Novecento di Bernstein. Salvatore Saracino sarà accompagnato al cembalo da Fran­cesco Scarcella e le altre artiste al pianoforte da Vincenzo Rana inter­vistato da “L’Ora del Salento”.

Maestro, ci può raccontare come è nata la sua passione per la musica?

Mio fratello più grande iniziò le lezioni di pianoforte, ed io avevo circa sei anni quando rimanevo in piedi tutto il tempo accanto a lui mentre studiava. Diciamo che lui è stato qua­si il mio primo maestro!

E per la musica lirica?

Quella è arrivata molto dopo con un’Aida (naturalmente in vinile) pre­statami da un amico pianista appassionato di Opera.

C’è stato un evento che è sta­to determinante nella scelta di questa carriera musicale?

Il Teatro Petruzzelli di Bari cerca­va un pianista e, pur non avendo nes­suna esperienza, mi assunse. Il mondo dell’Opera poi mi ha completamente rapito… è stata lei che ha scelto me!

Lei vanta un’intensa attività in Italia e all’estero. C’è un’opera o una produzione a cui è parti­colarmente legato?

Sempre Aida in una produzione “faraonica”, è il caso di dirlo, del Teatro Petruzzelli al Cairo, precisa­mente alle Piramidi di Giza nel 1987. Un’esperienza indimenticabile.

RANA

C’è stato qualche percorso al­ternativo durante gli studi? Mi riferisco a diversi generi o stili musicali.

Da ragazzo, durante gli studi di Conservatorio e di perfezionamento, suonavo in una compagnia di Ope­retta, insomma il lato leggero della musica. Accanto a Beethoven poteva coesistere anche Carlo Lombardo con la sua Cincilà!

Cosa pensa dello stato della musica e dei teatri in Italia e all’estero?

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare di uno Stato e di una classe politica che ha di fatto, distrutto l’educazione musicale, l’I­talia continua a produrre grandissimi talenti che fanno la loro fortuna so­prattutto all’estero e che mantengono alta la considerazione degli italiani nel mondo. I Teatri, dal canto loro, versano in situazioni debitorie che impedisce loro di programmare a lun­ga scadenza, le Orchestre sono tutte in situazioni precarie. Se non si educa un nuovo pubblico capace di distin­guere e apprezzare più un Pollini che un Allevi, allora della nostra cultura musicale secolare rimarrà solo un debole ricordo in Italia e apprezzata nel resto del mondo.

Che tipo di percorso offre oggi il Conservatorio per preparare i giovani al palcoscenico?

Nel Biennio Specialistico di Pia­noforte, oltre all’indirizzo Solistico e quello Cameristico, c’è quello di Ma­estro Sostituto in cui si affrontano le peculiarità di un pianista “collabora­tore”, che sbrigativamente vengono poste in un piano inferiore a quelle di un solista. Il Maestro sostituto deve essere “anche” un buon pianista, ma soprattutto deve avere una se­rie di competenze extra pianistiche. Ecco perché in qualità di docente del Conservatorio “Schipa” e M° Col­laboratore della Stagione Lirica di Tradizione di Lecce ho portato alcuni allievi – con un contratto di collabo­razione – dietro al palcoscenico per la realizzazione delle Opere in cartello­ne, in modo che dalla teoria e dall’o­pera suonata al pianoforte si potesse passare a quella che si può definire la magia che mi ha stregato e continua ad affascinarmi: la realizzazione e la messa in scena di un’Opera!

Un tempo di direttori d’orche­stra provenivano spesso dalla categoria dei maestri sostituti, nella quale avevano accumula­to esperienze pratiche prima di affrontare il lavoro di concerta­zione. E oggi?

È quasi sempre così anche oggi. Tranne qualche caso di giovane di­rettore spinto dallo star system e da agenzie o da familiari ministri di go­verno, la gavetta è sempre quella del Teatro o di un’orchestra. Salire sul podio non è agitare una bacchetta, ma condurre orchestra, solisti, coro, e non basta neanche essere fini musici­sti, devi avere una grossa personalità. E quelli più bravi li riconosci perché, oltre a saper dirigere, conoscono più di tutti la fatica di quelli che lavorano dietro ad un palcoscenico, e che poi sono quelli che contribuiscono in ma­niera determinante al loro successo.

IL PROFILO

Vincenzo Rana, pianista, è una presenza costante da oltre vent’anni nel campo della Lirica come collaboratore al pianofor­te nei concerti di cantanti come K. Ricciarelli, N. Martinucci, A. Bocelli e G. Sabbatini, per diversi Teatri e Festival in Italia e all’estero:

Vincenzo-Rana

Teatro Petruzzelli di Bari, con le sue storiche tour­née in Egitto e in Francia – Poli­teama Greco di Lecce – Festival della Valle d’Itria di Martina Franca – Wexford Opera Festi­val in Irlanda – Opera Giocosa di Savona, per Concorsi lirici internazionali tra cui il T. Schipa di Lecce e il P. Mascagni di Cerignola. Ha collaborato con l’Accademia di Arte Lirica di Osimo e attualmente è docente di Spartito presso l’Accademia del Belcanto presso la Fon­dazione P. Grassi di Martina Franca. Insegna Lettura della partitura presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

Antonio Martino

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