Pubblicato in: Ven, Giu 13th, 2014

I Concerti del Conservatorio… “Prima del jazz, la formazione classica”

Ultimo appuntamento in cartellone: la Swing Big Band. Intervista al Maestro Luigi Bubbico.

Si chiude la lunga serie di concer­ti promossi dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con l’ul­timo appunta­mento in cartellone che si terrà domenica 15 giugno (ore 20) nell’auditorium dell’omonima istituzione. Il programma pre­vede musica jazz a cura della Swing Big Band, diretta da Luigi Bubbico, intervistato in esclusiva da “L’Ora del Salen­to”.

Come è nata la sua pas­sione per la musica Jazz?

Dal Rock al Blues al Jazz, salti inevitabili per chi nutre una sana curiosità musicale.

Qual è stata la sua forma­zione musicale? Dove?

La curiosità spinge alla ricerca e la ricerca esige ri­sposte e soluzioni. Dai dischi ai primi metodi e spartiti di te­oria musicale contestualmente alle esperienze performati­ve in formazioni e linguaggi musicali extracolti di diversa estrazione, dai corali per or­gano agli studi severi del con­trappunto e della fuga fino alla musica pandiatonica e ai con­cetti lidio-cromatici di G. Rus­sell. Credo sia stata una buona palestra per sentire la Musica come strumento di espressione oltre ogni confine ed etichetta. Ho studiato a Matera, Foggia, Roma, Frosinone, Siena, Bo­ston, Lecce, Bologna.

L’attenzione che le Istitu­zioni Accademiche hanno riservato al jazz e quindi ai nuovi corsi di studio, che tipo di professiona­lità ha avvicinato al Con­servatorio?

Ovviamente diplomandi di formazione classica, curiosi e appassionati di Jazz prestati al percorso accademico classico per ripiego prima e per pas­sione dopo.

Quanto è importante una formazione “classica” per un musicista jazz?

Non riesco ad immaginare il Jazz di oggi senza familiari­tà con la musica classica dei singoli protagonisti che hanno fatto la storia, a parte qualche eccezione.

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Che percorso didatti­co consiglierebbe a uno strumentista che si avvi­cina al jazz?

Formazione di base classi­ca integrata dai percorsi for­mativi della didattica moderna in continuo aggiornamento sia pedagogico che di linguaggio, tanta passione e curiosità.

Quando è nata la jazz band che lei dirige?

Da quando è stato avviato il Corso Straordinario di Musi­ca Jazz nel 1988, cioè dai pri­mi incontri di laboratorio dove ogni partecipante scriveva par­ti e le vedeva eseguite in forma­zioni più o meno numerose. Nel 2004 abbiamo ufficializzato una formazione stabile dandole il nome di Swing Big Band per il suo chiaro riferimento alle Big Band americane.

Da quanti elementi è for­mata?

Da 20 musicisti.

Come sceglie i musicisti nella sua band?

I veri protagonisti sono gli studenti. Vi partecipano in maniera stabile gli insegnanti e colleghi con quel minimo di esperienza specifica nel lin­guaggio jazz.

Quale sarà la proposta per il concerto del 15 giugno?

Un programma squisita­mente swing degli anni ’40. Di­vertimento assicurato.

IL PROFILO

La Swing Big Band è un raggruppamento speciale di musicisti che nella formazione classica delle orchestre da ballo americane degli anni 40’ composta da 17 elementi, in alternanza, dà vita a questo proget­to unico ed esclusivo che si avvale anche della collaborazione di docenti e allievi del Con­servatorio T. Schipa di Lecce. La potenza del suono, la carica emotiva di questi musicisti uniti nella condivisione di un ritmo incalzante come lo Swing alla maniera delle orchestre americane, fanno di questa forma­zione sud-italiana una vera occasione di gioia e festosa atmosfera alla portata di tutti.

Antonio Martino

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