I Concerti del Conservatorio… “Prima del jazz, la formazione classica”
Ultimo appuntamento in cartellone: la Swing Big Band. Intervista al Maestro Luigi Bubbico.
Si chiude la lunga serie di concerti promossi dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con l’ultimo appuntamento in cartellone che si terrà domenica 15 giugno (ore 20) nell’auditorium dell’omonima istituzione. Il programma prevede musica jazz a cura della Swing Big Band, diretta da Luigi Bubbico, intervistato in esclusiva da “L’Ora del Salento”.
Come è nata la sua passione per la musica Jazz?
Dal Rock al Blues al Jazz, salti inevitabili per chi nutre una sana curiosità musicale.
Qual è stata la sua formazione musicale? Dove?
La curiosità spinge alla ricerca e la ricerca esige risposte e soluzioni. Dai dischi ai primi metodi e spartiti di teoria musicale contestualmente alle esperienze performative in formazioni e linguaggi musicali extracolti di diversa estrazione, dai corali per organo agli studi severi del contrappunto e della fuga fino alla musica pandiatonica e ai concetti lidio-cromatici di G. Russell. Credo sia stata una buona palestra per sentire la Musica come strumento di espressione oltre ogni confine ed etichetta. Ho studiato a Matera, Foggia, Roma, Frosinone, Siena, Boston, Lecce, Bologna.
L’attenzione che le Istituzioni Accademiche hanno riservato al jazz e quindi ai nuovi corsi di studio, che tipo di professionalità ha avvicinato al Conservatorio?
Ovviamente diplomandi di formazione classica, curiosi e appassionati di Jazz prestati al percorso accademico classico per ripiego prima e per passione dopo.
Quanto è importante una formazione “classica” per un musicista jazz?
Non riesco ad immaginare il Jazz di oggi senza familiarità con la musica classica dei singoli protagonisti che hanno fatto la storia, a parte qualche eccezione.
Che percorso didattico consiglierebbe a uno strumentista che si avvicina al jazz?
Formazione di base classica integrata dai percorsi formativi della didattica moderna in continuo aggiornamento sia pedagogico che di linguaggio, tanta passione e curiosità.
Quando è nata la jazz band che lei dirige?
Da quando è stato avviato il Corso Straordinario di Musica Jazz nel 1988, cioè dai primi incontri di laboratorio dove ogni partecipante scriveva parti e le vedeva eseguite in formazioni più o meno numerose. Nel 2004 abbiamo ufficializzato una formazione stabile dandole il nome di Swing Big Band per il suo chiaro riferimento alle Big Band americane.
Da quanti elementi è formata?
Da 20 musicisti.
Come sceglie i musicisti nella sua band?
I veri protagonisti sono gli studenti. Vi partecipano in maniera stabile gli insegnanti e colleghi con quel minimo di esperienza specifica nel linguaggio jazz.
Quale sarà la proposta per il concerto del 15 giugno?
Un programma squisitamente swing degli anni ’40. Divertimento assicurato.
IL PROFILO
La Swing Big Band è un raggruppamento speciale di musicisti che nella formazione classica delle orchestre da ballo americane degli anni 40’ composta da 17 elementi, in alternanza, dà vita a questo progetto unico ed esclusivo che si avvale anche della collaborazione di docenti e allievi del Conservatorio T. Schipa di Lecce. La potenza del suono, la carica emotiva di questi musicisti uniti nella condivisione di un ritmo incalzante come lo Swing alla maniera delle orchestre americane, fanno di questa formazione sud-italiana una vera occasione di gioia e festosa atmosfera alla portata di tutti.
Antonio Martino
















