I dipinti inconfondibili di Luigi Scorrano
Il pittore trascorse un breve periodo della sua vita a Monteroni come ospite della figlia.
Scorrano L.-L’arresto di Cristo nel Getsemani, tempera su tela, Monteroni, Collezione privata
Tra gli artisti italiani attivi dalla seconda metà dell’Ottocento, merita sicuramente un posto di rilievo il pittore Luigi Scorrano. Egli nacque a Lecce il 01.07.1849 da Oronzo e Gaetana Contursi. Suo padre Oronzo esercitava il mestiere di sarto e il figlio Luigi, anziché seguire la via tracciata dal genitore, s’innamorò dell’arte del disegno.
Ester Scorrano di Francesco-Nipote-Coll. Oronzo Fari
Dopo le prime esperienze artistiche, con un sussidio della Provincia di Lecce, entrò nell’Istituto di Belle Arti di Napoli e frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Dalbono, Morelli e Mancinelli. Nell’Istituto, seguì un corso regolare di studi e col suo lavoro e con i suoi meriti si distinse e riportò dei premi in parecchi concorsi, anche in quello della prova annuale per il disegno di nudo, ottenendo, poi, nel 1872, il secondo posto nel concorso per il pensionato governativo che gli consentì un soggiorno a Roma per un periodo di formazione.
Luigi Scorrano-Fotografia-Coll. Oronzo Fari
Negli anni 1899-1900 il Morelli, che era stato già suo professore in Accademia, lo incaricò di reggere la sua scuola, di pittura e del nudo, durante i due anni di malattia e dal 1904 al 1923 fu chiamato a reggere la cattedra di Pittura nell’Istituto di Belle Arti di Urbino, dove fu poi nominato direttore dello stesso Istituto. I suoi quadri apparvero in varie Mostre e incontrarono il favore del pubblico. Fu spesso presente alle Mostre della Salvator Rosa nella quale per parecchio tempo fece parte del Comitato permanente e, qualche volta funzionò da segretario. La sua produzione ottocentesca consiste in scene di genere che tennero conto del naturalismo morelliano.
Scorrano L.-Bozzetto del S. Francesco
Le sue opere fecero da contrappunto a quella poetica del vero sulla quale, in quegli anni, tanto si discusse; per questo motivo fu definito “il pittore delle pacchiane”. Scorrano riuscì, secondo Lucio Galante, a conciliare il verismo palizziano e quello più scenografico di Morelli, riscuotendo anche localmente un grande successo. Le opere realizzate nei primi anni del ‘900, invece, furono caratterizzate soprattutto da temi religiosi; egli produsse, infatti, dipinti in stile neoraffaellesco, realizzati per le chiese napoletane, marchigiane e leccesi. Scorrano ha lasciato alcune sue opere a Lecce nella Chiesa del Gesù e in quella di S. Antonio a Fulgenzio.
Scorrano L.-Bozzetto del S. Giuseppe col Bambino
Il pittore trascorse un breve periodo della sua vita a Monteroni come ospite della figlia, in un signorile appartamento ubicato nell’attuale via Filiberto.
Scorrano L.-Bozzetto del Sant’Anselmo
Una tradizione orale ricorda che in quel periodo Nicola Carretti, sindaco per un breve periodo della comunità salentina nel 1906, chiedeva al maestro come mai non firmasse i suoi lavori; questi gli rispose che i suoi dipinti erano inconfondibili e che, pertanto, era inutile apporre la sua firma autografa.
Scorrano L.-Bozzetto del S. Pasquale Baylon
Luigi Scorrano morì a Urbino il 15 giugno 1924 e nel 1939 gli fu dedicata, un’esposizione nell’ambito della Mostra Retrospettiva degli Artisti Salentini.
Foto Archivio Oronzo Fari
Giuseppe Mancarella






















