Pubblicato in: Ven, Giu 13th, 2014

I Laici… Operai nella Vigna, Servi inutili

Parola d’ordine: Corresponsabilità 

“Posso atte­stare che c’è in que­sta nostra Chiesa che è santa, un sommerso di grazia e santità a cui tutti possiamo attingere perché è Cristo buon pastore che la distribuisce al suo greg­ge…”. Con queste parole l’Arcivescovo Metropolita di Lecce mons. Domenico D’Ambrosio ha iniziato la sua riflessione su una “Chie­sa senza confini e missiona­ria” a conclusione dell’anno formativo 2013-2014 di tutti gli operatori pastorali. L’incontro tenutosi mar­tedì 3 giugno a Lecce nella Chiesa di S. Rosa è stato, senza dubbio, incentrato sulla Liturgia della Parola ed ha visto la partecipazione di numerosi operatori e fedeli che hanno seguito la breve celebrazione con intensità e partecipazione. Nella sua ri­flessione e commentando un brano tratto dall’omelia per la conclusione della Sua vi­sita pastorale, l’Arcivescovo ha rimarcato l’opportunità di avviare un’attenta “pastorale d’insieme” non riservata solo agli addetti ai lavori ma che provochi l’esercizio di una vera corresponsabi­lità ecclesiale. “Oggi vi sto parlando col cuore” ha detto mons. D’ambrosio, “ed è veramente bello vedere tanti sacerdoti con voi” sottoli­neando, così, la numerosa e gradita presenza di presbiteri in assemblea a testimonian­za di un’unione fraterna e solidale con il mondo laico. “La nuova evangelizzazione implica un protagonismo di ciascuno dei battezzati; dobbiamo interrogarci sullo stile con cui ognuno porta avanti il suo impegno, il suo mattone secondo compiti e carismi che gli appartengo­no.

Santa Rosa 1

So bene quanto lavoro svolgete nelle vostre co­munità e quanto questo sia prezioso e indispensabile. Ma non dobbiamo metterci al servizio solo perché dopo c’è qualche segno di ricono­scimento”… ha commentato il nostro arcivescovo. “Il discepolo di Gesù è sempre pronto, forte della sua amici­zia con Lui, a condividere la pena quotidiana per aiutare tutti a ritrovare nella fatica motivi e segni di speran­za. Sono i vostri semplici gesti d’amore, senza alcun protagonismo, che arric­chiscono e rendono bella la vostra comunità e, perché no, meritano anche una sod­disfazione pastorale”. Il mondo ha bisogno di questa vostra testimonianza, ha concluso mons. D’Am­brosio, e soprattutto ha bisogno di uomini e donne che in maniera silenziosa, quasi nascosta rendano la vita più bella e questo mondo migliore. Tra tante beghe che nascono dai limiti e dal peccato è necessario che qualcuno, con fatica e con amore, porti il peso della corresponsabilità di condurre la storia verso la civiltà dell’amore. La nostra – vostra missione è grande, gravosa, ma anche bella, en­tusiasmante e capace di dare un senso al nostro vivere”. Grazie “Padre” Domenico per queste parole di stima e di fiducia nel nostro operato : il Signore non ci abbandoni ma ci accompagni giorno dopo giorno ad essere sale per quella terra che Lui ha scelto per noi.

Antonio Sorrento

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