Pubblicato in: Dom, Mar 11th, 2012

I Martedì biblici con il Vangelo di Marco/L’identità e i miracoli di Gesù

Tanta partecipazione e soprattutto un’autentica esperienza formativa quaresimale. L’iniziativa dei martedì biblici costituisce un forte momento comunitario, realizzato secondo la proposta dell’Arcivescovo mons. D’Ambrosio.

Il primo incontro ha fatto riferimento alla sequela del Crocifisso del Vangelo di Marco trattando il primo versetto, pregnante : “Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1) e dando rilievo soprattutto al problema dell’identità di Gesù, secondo quanto ha precisato il relatore don Antonio Perrone.

Il biblista, oltre a sottolineare lo stile narrativo del testo evangelico, ha evidenziato tre sezioni sull’identità di Gesù, rilevando che nella prima sorge la domanda, nella seconda essa è indicata apertamente, nella terza Egli è riconosciuto come Figlio di Dio, in un paradosso tra rivelazione e incomprensione, sino alla “confessione di fede del Centurione” espressa da un pagano.

Don Antonio Perrone ha pertanto concluso: “Con questa continua e graduale rivelazione di Gesù viaggia parallelamente l’incredulità e l’incomprensione della gente, ma soprattutto dei suoi discepoli.

Il racconto di Marco giunge così alla Croce, è il vangelo del Crocifisso ed è qui che termina la sua rivelazione di Gesù: Egli è il Figlio di Dio morto in croce. Questa è la strada che lui ha scelto per salvare gli uomini.

Il cristiano, allora, secondo il vangelo di Marco, deve entrare in questa logica se vuole essere vero discepolo di Cristo… E come Gesù il cristiano nelle sue parole e nelle sue azioni quotidiane deve manifestare il “divino” che porta in sé”.

Nello sviluppo dell’approfondimento sull’ “Identità di Gesù tra rivelazione e incomprensione”, si è inserito l’ intervento di don Salvatore Mele su “I Racconti dei miracoli”.

Il relatore ha notato che l’importanza dei miracoli in Marco è maggiore rispetto agli altri Sinottici, in quanto essi costituiscono circa un quinto dell’intero racconto, con una dissertazione articolata in quattro dimensioni.

Partendo dalla dimensione escatologica (“le guarigioni, sono il segno dell’irrompere di un mondo nuovo e riconciliato, di quei cieli e terra nuova… per cui rinviano alla salvezza definitiva e maggiormente alla dimensione corporea”), egli si è soffermato a trattare, poi, la messianicità: “In Marco il legame dei miracoli con la persona di Gesù ha del paradossale, dell’enigmatico. Da una parte nel primo vangelo la presenza di miracoli è tale da portare qualche studioso a pensare che saremmo di fronte ad un Gesù taumaturgo, visto nell’ottica popolare. Dall’altra parte invece troviamo il Gesù della passione che, invitato a provare la sua figliolanza divina scendendo dalla croce, non compie questo miracolo, proprio in un momento così decisivo. Due aspetti dello stesso Gesù apparentemente contrastanti: da una parte tanti miracoli/eventi salvifici, poi nel momento decisivo il non salvare se stesso”, ha sottolineato il biblista.  

Il discorso verte su un aspetto detto giornata tipo di Gesù, in cui, il Messia intraprende l’insegnamento, utilizza i segni che fanno corpo con l’insegnamento e lo concretizzano mostrando le caratteristiche del Regno di Dio che irrompe e poi il momento della solitudine.

La dimensione cristologica, poi, racchiude anche un aspetto che possiamo chiamare spirituale: “Gesù non mi guarisce dalle mie malattie, io posso vedere nelle sue guarigioni non solo una manifestazione della sua identità ma anche una prefigurazione del mio incontro con lui, della mia esperienza di salvezza”.

Infine, l’incontro ha sottolineato che, “la fede in una corretta visione teologica non è separabile dalla prassi; si apre dunque una migliore possibilità di cogliere nei racconti di miracoli una dimensione etica e politica”, poiché i segni dovranno coinvolgere tutto l’uomo e non soltanto la sua dimensione interiore”.

 Il 13 marzo, terzo martedì di formazione, verterà su “Le Donne del Vangelo”. Relazionerà la prof. Marinella Perroni, docente del Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma.

Christian Tarantino

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