Pubblicato in: Ven, Lug 11th, 2014

I nonni di Gesù/Gioacchino e Anna nel racconto degli apocrifi

Il 26 luglio la liturgia propone alla riflessione e alla preghiera le figure dei genitori della Madonna.

I Santi Gioacchino ed Anna sarebbero i genitori di Maria, e quindi i nonni di Gesù. La ricorrenza liturgica del 26 luglio offre lo spunto per soffermarci su questi due personaggi. Attiro l’attenzione sulle fonti da cui provengono le informazioni riguardanti i genitori della Ma­donna. Le fonti sono dei testi sacri classificati come “canoni­ci” e altri come “apogrifi”. Prima considerazione: restiamo sorpresi nell’apprendere che nei testi della Bibbia (canonici) non troviamo alcuna notizia riguardante la vita dei santi Gioacchino e Anna. Anzi non troviamo riscontro neppure dei nomi a loro attribuiti. Eppure in altri testi (apogrifi) molto antichi si discorre molto della loro vita. Il vissuto cristiano ha dedicato a Gioacchino ed Anna molte chiese e molto diffusa è l’onomastica. Come stanno le cose?

Agli inizi della Chiesa si parla­va di più e si scriveva di meno. Poi cominciarono a circolare degli scritti riguardanti la vita di Gesù e i suoi familiari. Tra i vari scritti che circolavano alcuni di essi furono ritenuti a regola d’arte e conformi alla fede da tutti professata (canonici), altri non del tutto o per eccesso o per difetto di accenti ideologici o di partico­lari irrilevanti (apogrifi). Però tutti gli scritti apocrifi hanno il pregio di essere antichi e per­tanto forniscono delle notizie a riguardo del vissuto cristiano. Degli scritti apocrifi particolar­mente importante è il “Proto­vangelo di Giacomo fratello di Gesù – natività di Maria santa genitrice di Dio e gloriosissi­ma madre di Gesù Cristo”. L’originale apogrifo risale al secondo secolo dopo Cristo, molto conosciuto e molto cita­to da molti Santi Padri tra cui Origene e Clemente Alessan­drino. Mentre nei testi cononici non si dice nulla di Anna e Gioacchi­no, nel Protovangelo di Gia­como invece si leggono molti particolari della loro vita. Della notorietà del Protovangelo di Giacomo abbiamo una prova negli affreschi cinquecenteschi della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria in Galatina (Lec­ce) nella cui navata laterale de­stra, per chi entra, può seguire come in un filmato il racconto che si legge nel Protovangelo di Giacomo. Lo riassumo a vantaggio di tutti. Ascoltate.

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Anna e Gioacchino si ritrova­no ad essere una coppia sterile. La loro vita si intristiva giorno dopo giorno. Gioacchino si allontanò da casa al seguito di un gregge, Anna si chiuse in casa. Ambedue gli sposi invidiavano gli uccelli dell’aria che ave­vano un nido e il gregge al cui seguito saltellavano gli agnelli. Perché Signore a noi no?! Un angelo finalmente portò la lie­ta notizia a Gioacchino che lo invitò a tornare a casa perché la loro preghiera è stata ac­colta dal Signore. Anna quindi partorì una bambina alla qua­le si diede il nome di Maria, la futura madre di Gesù, la quale venne offerta al tempio e qui fu educata al culto e in età di matrimonio si provvide a darle uno sposo scelto tra i vedovi di Gerusalemme ma indicato da un segno proveniente dal cielo. Il prescelto sposo fu Giuseppe sul quale si posò una colomba e al quale fiorì il bastone. Giu­seppe si schermì, perché aveva già tre figli e poi era vecchio. La volontà del cielo però era chiara e a Giuseppe non re­stava che obbedire. Comunque Giuseppe non andò a vivere subito con la sua sposa e si al­lontanò per lavoro. Durante la sua assenza da casa avvenne l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria: “partorirai per opera dello Spirito Santo”. Quando Giuseppe tornò a casa vide con i suoi occhi il pancio­ne di Maria e ebbe forti dubbi su cosa fare. La prova delle acque amare tranquillizzò lo sposo e i vicini di casa. Di lì a poco si misero in movi­mento verso Bethlemme dove appena giunti Maria avvertì le doglie del parto. Una grotta di fortuna accolse Maria mentre Giuseppe si allontanò per trovare una levatrice. I figli di Giuseppe fecero la guardia all’ingresso della grotta. L’e­vento si compì nel più assoluto silenzio. Il bambino Gesù ven­ne successivamente circonciso, cercato dai Magi, ma anche da Erode il quale ordinò la strage degli innocenti, sicché Gesù con sua Madre Maria e Giu­seppe si dovettero allontanare e raggiungere l’Egitto dove trovarono riparo. Quando finalmente fecero ritorno in Palestina Gesù fu riconosciuto anche dall’auto­rità politica per quello che egli era ed è il Figlio di Dio”.

Nel racconto illustrato vi sono alcuni elementi “spuri” alla tradizione canonica. Rimarco questi elementi:

• La figura di San Giuseppe è presentata così: “molto anzia­no, vedovo, riluttante ad essere ancora una volta sposo, anche perché già padre di tre figli”.

• La prova delle acque amare a cui fu sottoposta Maria prima del parto.

• I tre figli di Giuseppe al momento della nascita di Gesù nella grotta di Bethlemme si trovano ad essere coinvolti nell’ufficio di guardiani.

• All’evento della nascita di Gesù si trova coinvolta una levatrice del luogo e punita per la sua incredulità, ma subito graziata dalla generosità del neonato Signore.

Antonio Febbraro

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