Pubblicato in: Ven, Giu 28th, 2013

I PRIMI 100 GIORNI DI PAPA FRANCESCO

Fratelli e Sorelle Buonasera/Fabio Zavattaro ha raccontato a Lecce l’esperienza di profonda civiltà del nuovo Vescovo di Roma. 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

“Questa Papa bisogna mostrarlo, dobbiamo far vedere come si muove, come parla con la gente…”

Interessante e molto ricca di contributi è stata la pre­sentazione che si è svolta Lunedì 24 giugno alle ore 19 nella splendida cornice del Chiostro del Seminario Antico sito in Piazza Duomo a Lecce del libro – “Fratelli e Sorelle, buona sera! – La vita, le parole e le opere di Papa Francesco” – scritto dal Vati­canista Rai Fabio Zavattaro.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli eventi orga­nizzati nell’Anno della Fede dall’Associazione culturale IterArte. Un tentativo decisa­mente riuscito quello del dott. Fabio Zavattaro di raccontare i primi cento giorni di Ponti­ficato di Papa Francesco. Un pontificato contraddistintosi fin da subito come il ponti­ficato dei gesti, dei sorrisi, degli sguardi intensi. Il primo gesto che vale più di tanti discorsi è stato la scelta del nome Francesco, nome mai scelto prima in duemila anni di storia della Chiesa.

San Francesco: l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che custodisce il cre­ato. Il secondo gesto significativo, ricordato dal vaticanista, e che è impresso nella memoria di tutti è quello compiuto la sera stessa dell’elezione il 13 mar­zo quando Francesco invita la folla di fedeli che gremiva Piazza San Pietro di chiedere a Dio la “benedizione per il suo vescovo” chinando il capo per qualche momento vissuto da tutti in un clima di “rumo­roso silenzio”.

Uno stile proprio dell’uomo, del Vescovo Jorge Mario Ber­goglio già distintosi a Buenos Aires per la sua completa de­dizione ai poveri che vivono nelle favelas. Uno stile che dimostra la per­sonalità di questo Pontefice che con i suoi gesti semplici che rifuggono l’esaltazione ma densi di significato vuole essere partecipe quasi fisica­mente dei disagi e delle sof­ferenze fisiche, sociali della gente. Una comunicazione però non fatta solo di gesti ma anche di parole dense di sen­so, sottolinea ancora Zavatta­ro, espresse secondo lo stile gesuitico, ordine religioso al quale apparteneva il nuovo Papa.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Degne di nota sono infatti le tre parole rivolte per esempio ai giovani la Domenica delle Palme: croce, gioia, giovani che costituiscono il program­ma della vita del cristiano. Come non ricordare i tre ver­bi sui quali il nuovo Pontefice ha sviluppato l’Omelia nella “Missa pro Ecclesia” celebra­ta con i Cardinali elettori nel­la Cappella Sistina il giorno dopo l’elezione: Camminare, Edificare, Confessare. Questi verbi costituiscono la vera missione della Chiesa.

Un’altra tematica fondamen­tale emersa nella discussione di ieri sera con l’illustre ospi­te è la continuità che emerge tra il Pontificato di France­sco e quello dei Pontefici precedenti. Una continuità sottolineata dal dott. Zavattaro che parte da Giovanni XXIII, passa per Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedet­to XVI circa la lotta contro l’antisemitismo, lo stile di vita sobrio seppur espresso in modalità differenti dai di­versi Pontefici.

La continuità dell’unico Magistero di Cri­sto è infatti dono dello Spirito Santo. Un altro dei contenuti centrali emersi in questi primi cento giorni di Pontificato è il tema della misericordia, Cristo che a detta di Papa Francesco “mai si stanca di perdonare” è il “nostro avvocato che ci difende sempre.

Siamo noi, piuttosto, che ci stanchiamo di chiedere il perdono”. Alla domanda su cosa biso­gna aspettarsi dai prossimi atti del Pontificato di Papa Francesco, la risposta di Zavattaro è emblematica e riassume davvero i primi cento giorni di pontificato del nuovo Pontefice: “Se la rivoluzione di Benedetto XVI è stata una rivoluzione più silente e culturale, quella di Francesco è e sarà una rivoluzione fatta di gesti e di parole, di semplicità e di pro­fondità”. 

Simone Stifani

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti