I Sindaci e il Messaggio/Tutti d’accordo con il Pastore
In Piazza Duomo il 24 Agosto
Le reazioni e le riflessioni di alcuni Sindaci della Diocesi alle parole di mons. D’Ambrosio al termine della Processione dei Santi Patroni.
IL LAVORO CHE NON C’È ALL’ORIGINE DI OGNI POVERTÀ
L’occasione del Messaggio del nostro Arcivescovo ci mette in sintonia con le questioni del lavoro che assillano la realtà italiana e in particolare la nostra salentina (Taranto Ilva, Trepuzzi Omfesa).
Qualche semplice indicazione a livello generale sul lavoro
È trascorso poco più di un mese (18 luglio) dalla riforma del lavoro e già si vedono i primi effetti del mercato del lavoro. Sia negativi come la difficoltà di rinnovare i contratti a termine, sia positivi come la decisione di alcune aziende di stabilizzare i precari. Nelle intenzioni del governo il piano serve ad aiutare i giovani a trovare un’occupazione, problema non facile dal momento che sotto i 24 anni è senza lavoro un italiano su tre. È importante sostituire quella flessibilità “negativa” che genera 40 tipi di contratto lavorativo, che spesse volte genera quella che chiamiamo precarietà.
La riforma vuole fermare i contratti a termine, quelli di collaborazione, le partite iva, indicando nell’apprendistato una buona via di ingresso al lavoro. Agevolando le imprese dal punto di vista contributivo. Tale passaggio non è semplice dal momento che occorre la crescita, parola quanto mai oggi evocata e sperata. In modo semplice possiamo dire che un imprenditore senza crescita non assume.
I contratti a termine
La riforma dice che i contratti a termine non possono durare oltre un anno, sono state allungate le pause tra un contratto e l’altro fino a 90 giorni. La difficoltà di oggi è quella di garantire i contratti di quelli già esistenti, dalle compagnie aeree, call center, poste, banche, case editrici.
Partite Iva
Sono da considerare vere quelle che superano un reddito annuo lordo di 18.000€. Il lavoratore con partita iva non deve avere una postazione fissa, può avere il telefono ma non la sua scrivania. La riforma fa scattare l’assunzione se l’80% del reddito arriva dalla stessa azienda.
Co.co.co.
La riforma introduce presunzioni di subordinazione che prevedono lo svolgimento delle attività con modalità analoghe a quelle dei dipendenti. Per i lavoratori a progetto è previsto un salario minimo che deve fare riferimento ai contratti nazionali. Nei prossimi mesi ne sapremo di più, possiamo affermare che su questa strada si gioca il futuro del nostro paese.
Nicola Macculi















