Pubblicato in: Sab, Set 1st, 2012

I Sindaci e il Messaggio/Tutti d’accordo con il Pastore

NEI PRIMI CITTADINI TANTA VOGLIA DI SOSTENERE SPERANZA

Giovanni Madaro – Sindaco di Arnesano

A GIOVANI E FAMIGLIE GARANTIRE LAVORO E SOLIDARIETÀ

Noi come ammini­stratori abbiamo il dovere di prestare tutta l’attenzione possibile, evitando sprechi e privilegi superflui e che comunque non avrebbero ragione d’esistere canalizzan­do le nostre forze, impiegando le nostre energie a difesa delle persone più disagiate che sono in rapido aumento in specie fra i nostri stessi concittadini. Strettamente legato alle pover­tà v’è soprattutto il problema del lavoro, tema cruciale in un momento così delicato per la nostra Nazione che sull’esem­pio e sull’apporto della Chiesa occorre adoperarsi Western union money transfer doverosa­mente e fortemente affinché tutte le nostre comunità possa­no migliorarsi guardando con speranza soprattutto nei nostri giovani, afflitti purtroppo dal problema lavoro. Allora, in questo clima è fondamentalela Casadella Carità che sta re­alizzando mons. D’Ambrosio, anche noi nel nostro piccolo cerchiamo di impegnarci in tal senso attraverso i “pacchi men­sili” che pur essendo un mini­mo contributo risulta comun­que importante per le famiglie in difficoltà.

Paolo Perrone – Sindaco di Lecce

IL MOMENTO IMPONE NUOVE FORME DI RESPONSABILITÀ

Mai come quest’an­no abbiamo assi­stito ad una festa dei Santi Patroni volutamente in tono minore. Una manifesta­zione improntata alla sobrietà per offrire un segno tangibile di rispetto nei confronti dei nostri concittadini che si barcame­nano tra mille difficoltà. Ecco perché non posso che apprez­zare e condividere le parole pronunciate da mons. D’Am­brosio nel suo tradizionale messaggio alla città. I bisogno­si aumentano a dismisura tanto che la soglia della povertà si è alzata ulteriormente nel corso dell’ultimo anno. Lo sa bene l’Amministrazione Comunale da me guidata. Sono sempre più le persone che si rivolgono alle strutture socio-assistenziali per chiedere aiuto. E sono tan­ti che per pudore non lo fanno, pur vivendo quotidianamente situazioni drammatiche. Sono vecchi e nuovi poveri che ri­schiano di ritrovarsi ai margi­ni della società. Un momento delicato che impone nuove re­sponsabilità, nuovi sacrifici e nuove forme di solidarietà. Noi per primi siamo chiamati a dare un esempio positivo, eliminan­do sprechi e privilegi, aprendo i nostri cuori al buon senso e all’altruismo. Nonostante le ri­strettezze economiche con cui debbono fare i conti gli Enti Locali, dobbiamo avere la ca­pacità e la forza di percorrere strade differenti, qualificando la spesa pubblica per offrire va­lide alternative e individuare, semmai, risorse aggiuntive.

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