I Sindaci e il Messaggio/Tutti d’accordo con il Pastore
Andrea Romano – Sindaco di San Cesario
NUOVE STRATEGIE CULTURALI PER NUOVE COMUNITÀ
“Parole chiare che fanno riflettere sulla necessità che la Politicametta al centro della propria azione il contrasto alla povertà, al disagio ed alla precarietà del mondo del lavoro, specialmente in questo periodo di profonda crisi economica. Ho apprezzato, in particolar modo, le parole che mons. D’Ambrosio ha riservato ai detenuti nel carcere di Borgo San Nicola. Possa il Suo messaggio di speranza incoraggiare la comunità salentina e le istituzioni tutte a mettere in campo, senza pregiudizi, una strategia culturale collettiva tesa alla rieducazione ed al reinserimento sociale di chi ha pagato il proprio debito con la giustizia”.
Gian Maria Greco – Vice Sindaco di Novoli
CONTRO LA CRISI ASSISTENZA E LOTTA ALLO SPRECO
Con le sue parole di fiducia e di esortazione, dettate dall’esempio dei Santi Martiri, che rappresentano una cura sostanziale per la disillusione che impera presso una larga parte della collettività, che ritrova sé stessa nell’appartenenza, nella coesione e nella presenza nei riti religiosi, ma anche civili, che ci vengono proposti in questi giorni, mons. D’Ambrosio ci ricorda che attorno a noi ci sono sempre più nuovi poveri ed indigenti.
Le giuste considerazioni sulla povertà che affligge le nostre comunità, devono rappresentare un monito ed un incoraggiamento per noi amministratori, ad impegnarci maggiormente per contenere, se non risolvere, le problematiche connesse alla crisi economica e morale che attanaglia la società moderna.
L’assistenza ai più deboli non deve mai venir meno e dobbiamo impegnarci tutti per cercare di promuovere una reale lotta allo spreco quotidiano, nella comprensione che tante nostre eccedenze corrispondono al minimo della sussistenza per tanti nostri concittadini.
Salvatore Tondo – Sindaco di San Pietro in Lama
ESSENZIALITÀ: LA RISPOSTA DI CHI AMMINISTRA
Il monito lanciato da S.E. mons. D’Ambrosio: “La povertà è dentro le nostre comunità” ha suscitato in molti grande sconcerto quasi che ci trovassimo di fronte ad una notizia clamorosa. Purtroppo, così non è per chi quotidianamente da amministratore locale si trova di fronte a richieste di aiuto da parte di cittadini per soddisfare bisogni elementari (cibo) o per far fronte a esigenze di vita dignitosa. Certola Chiesa non può da sola risolvere il dramma della povertà; è necessario quindi che le Istituzioni guardino non solo alle grandi opere pubbliche ma anche a forme di solidarietà sociale dirette a fronteggiare bisogni primari. Ritengo fondamentale, per chi opera nella gestione della cosa pubblica, il richiamo fatto ai santi Oronzo, Giusto e Fortunato quali modelli di vita che non cedono a finzioni, baratti o compromessi al fine di avere gratificazioni o remunerazioni di ogni genere. C’è da chiedersi quanta parte dell’odierna povertà è frutto di un modello antitetico a quello proposto dai Santi Patroni?
Pagine a cura di Serena Favale


















