I tesori della Biblioteca Innocenziana/L’Enciclopedia “censurata”
Tra gli scaffali la seconda edizione italiana in dieci volumi.
Nella Biblioteca “Innocenziana”, edificata all’inizio dell’età dei “Lumi” vi è un nutrito gruppo di opere erudite del ‘700 che spiegano, da sole, l’esplosione del sapere scientifico e filosofico. Di rilevante importanza è la presenza della seconda edizione italiana in dieci volumi (incompleta: I-III; V; VII-VIII; X-XIII) dell’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, opera composta da un consistente gruppo di intellettuali sotto la direzione di Denis Diderot e con la collaborazione di Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert.
La sua presenza, all’interno del seminario pone una serie di interrogativi che soltanto studi futuri potranno contribuire a chiarire. È possibile ipotizzare che l’acquisto dell’opera sia stato di poco successivo alla costruzione della biblioteca stessa, collocabile tra il 1682 e il 1734. Essa veniva, quindi, ad arricchire i fondi già presenti di natura teologica, liturgica, letteraria e scientifica. Non si può, però, escludere che essa provenga tramite donazione privata, ma essendo incompleta e spesso mutila dei frontespizi, non se ne rilevano ex libris o note di possesso che ne identifichino la provenienza. Nonostante tutte le ipotesi, nella vicenda che unisce Parigi (patria dell’Encyclopedie) a Lecce, attraverso l’Europa, appare suggestivo che, fino ad anni recenti, i tomi leccesi siano stati murati all’interno di una grande stanza, assieme ad altri volumi “infestati” da insetti e umidità.
L’EDIZIONE LUCCHESE
Nel 1756 nasce la fatica editoriale a Lucca che sarebbe terminata solo vent’anni dopo, nel 1776. Promotore dell’impresa fu Ottaviano Diodati, in collaborazione con lo stampatore Vincenzo Giuntini. In questa ristampa il Diodati si impegnò non solo a correggere gli errori del testo originale, ma anche di fornire un’interpretazione ortodossa dei passi più controversi. La redazione fu affidata a religiosi lucchesi, alcuni dei quali favorevoli alla diffusione delle idee dei philosophers, a patto che queste non mostrassero eccessi deisti, atei o anticlericali.
UN’OPERA CENSURATA
L’Encyclopedie fu un’opera che, da subito, suscitò grande scandalo perché gli enciclopedisti che contribuirono alla sua realizzazione (tra cui Montesquieu, Voltaire, Rousseau Turgot, ed altri) furono accusati di voler distruggere la religione e di voler minare le fondamenta dello stato e il primo attacco censorio venne da gesuiti e giansenisti. Nel 1759 se ne proibì addirittura la vendita mentre nel frattempo si stampava l’ottavo volume. Successivamente dovevano esserne bruciati tutti i volumi e i possessori scomunicati, ma la struttura illuminista nascente sostenne le sue idee e l’opera continuò a circolare anche fuori dalla Francia.
Eugenia Quarta

















