Pubblicato in: Ven, Feb 1st, 2013

I vantaggi del nuovo ISEE

Anche se non è stata raggiunta alcuna intesa, nella recente Conferenza Unificata delle Regioni, il nuovo Isee probabilmente vedrà comunque la luce. Ricordiamo che l’Isee è l’indicatore per la rilevazione della “ricchezza” di ciascuna famiglia, attraverso l’utilizzo di tutte le voci che compongono il patrimonio mobiliare e immobiliare, così come i redditi percepiti.

La mancata intesa – dissenzientela Regione Lombardia- è stata registrata dalla Conferenza Unificata ma questo dovrebbe comportare, dopo trenta giorni, l’approvazione d’ufficio. Il nuovo Isee appare uno strumento molto utile, in quanto cambia in meglio il criterio della rilevazione e risolve diverse questioni. In particolare, il nuovo “mix” di reddito e patrimonio preso in esame migliora l’equità di accesso alle prestazioni, completa la situazione patrimoniale e rappresenta un passo avanti verso l’equità.

Tra le novità del nuovo Isee il sistema dei controlli, in capo all’Inps: una volta che lo strumento entrerà a regime, la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica sarà soltanto in parte a carico del cittadino che richiede la prestazione. Le altre informazioni utili, contenute in banche dati gestite dalla Pubblica Amministrazione – in particolare dal Fisco – verranno immesse automaticamente, prelevandole dai rispettivi archivi. In questo modo diminuiranno le possibilità di errore, ma anche quelle di incolpevoli (o consapevoli) omissioni.

Pensiamo, ad esempio, ai conti correnti bancari o postali, ai benefici assistenziali esenti da Irpef, a investimenti in titoli di stato, a depositi presso intermediari finanziari. Per tutte queste eventualità – e per molte altre fattispecie – le relative caselle della dichiarazione Isee saranno compilate direttamente dalla Pubblica Amministrazione, senza alcun bisogno di intervento da parte del cittadino. Il nuovo Isee prende in esame ulteriori fonti di reddito della famiglia: ai redditi “tradizionali”, dichiarati ai fini Irpef, si aggiungono anche quelli soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta d’acconto, i proventi da attività agricola, gli assegni di mantenimento dei figli, i redditi fondiari non affittati assoggettati all’Imu.

Dal reddito che determina l’Isee vengono però detratte alcune franchigie e ci sono “sconti” per alcune categorie. Fino a un massimo di 5.000 euro sono deducibili le spese sanitarie per i disabili; franchigia fino al 20% delle entrate per il lavoratore dipendente con un tetto di 3.000 euro o 1.000 euro per i pensionati, fino a 7.000 euro per chi vive in un’abitazione in affitto, fino a 5.000 euro per chi vive nell’abitazione di proprietà. è invece prevista da 3.500 a 6.500 euro (a seconda del tipo di infermità) la franchigia se c’è un disabile in famiglia. 

Attenzione al nucleo familiare: i coniugi con diversa residenza anagrafica saranno considerati distinti solo dopo una pronuncia di separazione giudiziale o l’omologazione della separazione consensuale, mentre il figlio maggiorenne non convivente con i genitori, ma a loro carico ai fini Irpef, farà comunque parte a pieno titolo del reddito familiare complessivo.

Antonio Silvestri

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