Pubblicato in: Ven, Dic 14th, 2012

Il 2012 – Bilancio di un Anno/Salento in grigio: la crisi raccontata dai giornali locali

I rapporti e i sondaggi denunciano un trend negativo che attraversa l’economia per sfociare nella sfiducia nel futuro. “Dipende da noi, dalle scelte che compiamo oggi, dalle idee e dai progetti che riusciamo a mettere in campo. Il 2013 è già cominciato”.

IL RAPPORTO CENSIS/DALLA SOPRAVVIVENZA AD UN SUPPLEMENTO DI CORAGGIO

Ordine, riposizionamento, restanza: sono i tre termi­ni che, letti nella prospet­tiva della sopravvivenza, possono sintetizzare il recente Rapporto Censis sulla situa­zione del Paese. L’anno appena trascorso è stato vissuto con sofferenza dalla nostra popolazione, che per la prima volta si è trovata di fronte alla verità della cri­si. Non si tratta – ritengono Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, rispet­tivamente presidente e direttore del Censis – di una crisi congiunturale, di quelle che richiedono lo sforzo di ri­organizzarsi e anche di sacrificarsi un po’ per poi ripartire come di consueto.

Si tratta di una crisi ampia, planetaria che richiede nuove soluzioni, che interroga tutte le istituzioni, dagli organismi internazionali agli Stati, dalle Banche ai Mercati, introducendo la questione della perdita di autore­volezza della “sovranità”. Inoltre il “format” della crisi è diverso dagli altri, perché ci pone di fronte a eventi estremi: il default, lo spread.

Gli italiani, ci dice il Censis, hanno vissuto la paura del fallimento. Duran­te l’anno sono stati messi alle strette, tanto che ora, quando le onde sembra­no meno alte, si percepiscono come dei “sopravvissuti”: una sensazione particolare che presenta un misto di felicità per essere ancora in piedi, di stanchezza per la battaglia affrontata e di smarrimento perché bisogna trovare una nuova sistemazione, ma anche di serenità perché si può ancora guardare avanti.

Gli ingredienti, riusciti a impedire il naufragio, sono stati tre. Uno è l’ordine, che nello scenario mondiale ha sicuramente riguadagna­to un’immagine credibile dell’Italia con i fatti: riforma delle pensioni, introduzione dell’Imu e via scorrendo sono stati sacrifici pesanti, ma alla fine accettati dai cittadini. Nell’estre­ma difficoltà gli italiani hanno fatto squadra. Sono cambiati anche alcuni atteggiamenti nei confronti dell’il­legalità, dell’evasione fiscale, della giustizia. La restanza è il secondo ingrediente.

I cittadini, hanno reagito cambiando i loro atteggiamenti e le loro abitudini di consumo, verifi­cando i loro budget. I consumi sono diventati più responsabili: gli italiani diventano competenti, s’informano di più, si aggregano in rete, utilizzano Internet. Inoltre si mettono in circuito le risorse “dormienti”: la casa delle vacanze si affitta, i gioielli di famiglia si vendono. Gli imprenditori cambia­no strategie e investono all’estero, cercando nuovi luoghi, perché il consumo interno è fermo.

Il riposizionamento è il terzo ingre­diente ed è la novità: ci siamo accorti che non “basta tirare a campare, serve cambiare. Se non ci si riposiziona, si soffre”: così cambiano le nostre diete alimentari; cambiano le scelte formative dei giovani, che dai licei si spostano verso gli istituti tecnici e professionali; cambiano le impre­se non facendo più solo “made in Italy”; si pone attenzione alla “green economy”. La crisi ci porta a essere diversi. 

Andrea Casavecchia

Pages: 1 2 3 4 5 6

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti