Pubblicato in: Ven, Dic 14th, 2012

Il 2012 – Bilancio di un Anno/Salento in grigio: la crisi raccontata dai giornali locali

OTTIMISMO DELLA VOLONTÀ E PESSIMISMO DELLA RAGIONE

EPPURE FUORI CI APPREZZANO

Da troppo tempo, ormai, in occasione del passaggio da un anno all’altro siamo costretti a fare professione di “ottimismo della volontà” per arginare il dilagante, e per molti versi giustificato, “pessimismo della ragione”. Difficile trovare, anche stavolta, spiragli di luce e barlumi di speranza che fanno intravedere la fine  del tunnel.

Eppure, dobbiamo provarci. E anche riuscirci. Dobbiamo provarci e riuscirci perché il primo, vero nemico da battere per uscire da questa crisi è l’angoscia da smarrimento, è l’ansia  verso il futuro, è la paura. Questo nemico è, innanzitutto e soprattutto, dentro di noi, dentro ognuno di noi. La paura crea isolamento, barriere, muri, chiusure. Fa emergere i peggiori istinti di sopravvivenza dell’uomo. La paura, nella storia dell’umanità, è stata sempre portatrice di tragedie. Per questo va battuta, per questo la crisi è anche nelle nostre mani e nelle nostre menti.

Nel Salento l’anno che sta per chiudersi è stato pesantissimo e quello che arriva si preannuncia con ancora molte, troppe nubi all’orizzonte. Esplosa in ritardo rispetto ad altre aree del Paese, la gravissima crisi economica e finanziaria ha prodotto nel 2012 sul piano sociale effetti ancora più devastanti che altrove, per il già debole tessuto produttivo del nostro territorio.

Le statistiche non lasciano scampo. Pil territoriale, disoccupazione e inoccupazione, cassa integrazione, fabbriche chiuse e vertenze aperte, emigrazione giovanile e intellettuale, esercizi commerciali falliti, l’indebitamento delle famiglie salentine in vertiginoso aumento, il dilagare del fenomeno dell’usura: nessun indicatore socio-economico e delle condizioni materiali di vita può contare su un segno positivo nel 2012.

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