Pubblicato in: Gio, Nov 13th, 2014

Il 6 Novembre in Duomo… Come Tempio Vivo

L’Omelia dell’Arcivescovo D’Ambrosio nell’Anniversario della Dedicazione della Cattedrale. 

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POPOLO DI SALVATI

Nel giorno in cui celebriamo la dedicazio­ne di questo Tempio Santo al Dio Uno e Trino, sale da questa assemblea la gran­de preghiera con la quale domandiamo al Signore di accettare il sacrificio che a Lui offriamo nel ricordo del giorno santo in cui ha riempito, come ci dice la preghiera sulle offerte, della sua presenza questo luogo a Lui dedicato.

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A tutti voi il mio saluto grato e riconoscen­te per la presenza e la grande invocazio­ne nella quale diciamo la nostra gratitu­dine all’Onnipotente Signore implorando il dono della sua misericordia e del suo Santo Spirito che illumini le nostre menti e ci aiuti a saper discernere il buono, il giusto e il santo per questa Chiesa che rinnova la sua appartenenza al popolo dei redenti e dei salvati e vuole essere nella storia impronta e traccia del Dio che fa nuove tutte le cose.

CASA DELLO SPIRITO

Il prefazio della liturgia che celebriamo in una mirabile sintesi ci mette a parte della ricchezza del nostro essere, innanzitutto popolo in preghiera. Non c’è altra mo­tivazione che giustifichi il significato del nostro essere insieme in questo luogo. Siamo il popolo di Dio, a Lui appartenia­mo e nella nostra preghiera di lode e di adorazione, Lui riconosciamo come unico Signore. Il primo gesto della preghiera non può che essere il riconoscimento del­la signoria di Dio che ci sceglie come sua proprietà, e di Lui cantiamo e narriamo le opere meravigliose.

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Nel Tempio a Lui dedicato il popolo è convocato e si raduna per il ministero della lode e dell’interces­sione e gli chiediamo di “fare di noi il tempio dello Spirito Santo in cui risplenda la santità dei suoi figli”. In una profonda pagina sulla quale noi presbiteri e consacrati abbiamo meditato questa mattina, S. Cesario di Arles scrive: “se vogliamo celebrare con gioia il giorno natalizio della nostra Chiesa, non dobbia­mo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio… Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fa piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce delle opere buone”.

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