Il Campo CONI al tempo delle diete
Scoppia alla vigilia dell’estate la solita struggente voglia di salutismo mentre a Lecce il tradizionale “percorso della salute” del quartiere Santa Rosa è chiuso per ristrutturazione.
Le rotondità di 50 anni fa hanno ceduto il passo ai profili leggeri e ultrasottili. Le cure dimagranti tra esigenze mediche e richiami del business.
Sono trascorsi appena cinquant’anni, eppure ricordiamo come lontani i tempi delle forme generose in copertina. Nel mondo di oggi, sembra piuttosto che essere in forma sia la tacita clausola del contratto per ottenere un’appagante vita sociale.
Per onorare questo contratto, all’avvicinarsi della stagione estiva si moltiplicano, puntuali ogni anno, le cosiddette “diete alla moda” che promettono di smaltire 7 kg in 7 giorni. Sono “formule magiche” – per lo più frutto del “fai da te” – che accolgono adepti di ogni età, classe sociale e professione. La dieta, nella sua riproducibilità seriale, fa di dottori e specialisti una realtà superata dal più pratico passaparola tra amici o da un sentito dire che, se accostato ad un volto noto, si trasforma illecitamente in un regime certificato.
Come è accaduto per le oramai congedate dieta monotematica, dieta a zone e molte altre, con tutta probabilità, anche le moderne dieta tisanoreica e del sondino cadranno nel dimenticatoio nell’arco di pochi anni. Secondo gli esperti, infatti, molte diete sopravvivono per un certo periodo sfruttando l’onda emotiva di chi desidera trovare la facile soluzione ai suoi problemi, dimenticando che il problema di base si chiama educazione … e, si sa, l’educazione alimentare non ha un inizio e una fine.
In ragione di ciò, di recente, si è intensificata la lotta contro quelle che spesso appaiono come vere e proprie “armi non convenzionali per la lotta alla ciccia”. Si tratta di creme, pastiglie e beveroni dalle fantomatiche doti taumaturgiche accomu nate da un principio attivo, l’inganno. Mentre dietologi e nutrizionisti denunciano il business delle “diete miracolose”, dappertutto si diffonde un’im¬provvisa voglia di salutismo da cui Lecce non risulta immune: anche nel capoluogo salentino, infatti, sempre più sono gli amanti del jogging, del ciclismo e del movimento in genere.
Passioni, queste, che spingo¬no a chiedere una svolta alla questione che da anni attanaglia il Campo Scuola “S. Rosa” intitolato al Prof. Luigi Montefusco, indimenticato ginnasta leccese.
Valore aggiunto/Iniziati i lavori di riqualificazione
Nel 2009, denunciando il desolante stato di abbandono del Campo Scuola, lo stesso era stato descritto come “monumento all’incuria e al disamore per lo sport”. Fu documentata, allora, la presenza di sterpaglie che rendevano vasti spazi del campo impraticabili, sporcizia ovunque e servizi igienici spesso fuori uso. È trascorso oltre un anno da quando l’Amministrazione comunale ha presentato il progetto di riqualificazione urbana, adeguamento e integrazione funzionale del Campo Scuola, ma finalmente a febbraio scorso hanno avuto inizio i lavori di riqualificazione, mentre a marzo quelli di pulizia, verniciatura e rifacimento segnaletica orizzontale dell’interno anello della pista di atletica leggera della stessa struttura. A motivo dei lavori, a partire da fine marzo il “Percorso della salute” è chiuso.
Serena Carbone















