Il Canonico Don Pippi Baldassarre è tornato alla Casa del Padre
È deceduto nella sua Cavallino all’età di 93 anni.
Poche scarne notizie sulla sua vita sacerdotale, così come ce le riferisce la cartella biografica di Curia. Ordinato presbitero a 25 anni nella sua Cavallino il 21 luglio ’46; all’indomani della prematura morte (2 giugno) di don Raffaele Gigante, rimane nel Comune di origine in aiuto all’omonimo Parroco don Teodoro, fino alla sua morte; che più non vedeva per un atto eroico verso la Santa Eucarestia. Il primo gennaio ’68 è nominato Canonico maggiore del Duomo e si trasferisce a Lecce per il ministero sacerdotale. Dapprima come Cappellano delle Suore del Buon Pastore e dell’Istituto annesso; quindi dal 2002 delle Suore d’Ivrea di via Martiri d’Otranto, fino alla vigilia della morte.
In sintesi: ventidue anni di vicecura nel patrio loco e quarantacinque nei suddetti Istituti Religiosi della città episcopale: sessantasette anni e quattro mesi di ministero sacerdotale, meritevolmente vissuto e ininterrottamente esercitato. Dobbiamo aggiungere, però, soprattutto nella seconda parte di questo ministero; quando quotidianamente in ore antilucane metteva mano allo sterzo della sua auto per salire l’altare alle 7 in punto di mattina: e ciò fino ai circa 93 anni di età, quando un male inesorabile e veloce l’ha portato alla Casa del Padre.
Ci vedevamo ogni domenica per il servizio canonicale fin dall’inizio della nostra comune nomina. Che aveva portato lui alla decananza e me alla supplenza direzionale dell’antico Senato della Diocesi. Sebbene con compiti diversi, ma istituzionalmente complementari, quali il culto divino della Chiesa Metropolitana e il ministero ordinario delle confessioni.
Non possiamo, infine, dimenticare quei circa quindici minuti distensivi che precedevano l’inizio delle celebrazioni corali; quando vicendevolmente si profittava per ricevere la divina Misericordia, in una con la nostra cooperazione espiatoria. Come di recente il nostro Santo Padre Francesco ci ha rammentato e la liturgia di quest’ultima domenica di verde ci fa quotidianamente recitare.
Oronzo De Simone
















