Pubblicato in: Ven, Feb 1st, 2013

Il Carcere visto da fuori/Storie vere di ex detenuti

 Pentimento e Rieducazione, gli obiettivi della detenzione… 

ANNO GIUDIZIARIO/URGENTE LA RIFORMA

Il 25 gennaio è stato inaugurato il nuovo anno giudiziario. In quell’occasione il primo Presidente della Cassazione Lupo ha rimarcato l’importanza di una riforma in grado di risanare l’intero sistema giudiziario. Sono, infatti, 18.661 i detenuti in “esubero” rispetto ai posti disponibili in tutto il Paese. Così come è inaccettabile che ci siano 24.124 detenuti su 65.789 (circa il 36% del totale) in attesa di giudizio. A preoccupare sono, ancora una volta, i numeri relativi ai tempi giudiziari: 900 giorni in media per l’appello e 128mila i processi “morti” nell’anno appena trascorso.

 I RISULTATI DI UN ANNO CONTRO LA CRIMINALITÀ

Nelle aule della Corte d’Appello di Lecce, durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, si è fatto plauso ai grandi risultati raggiunti dai magistrati del distretto salentino, grazie al proficuo e costante impegno del Procuratore Capo Cataldo Motta e di tutto il personale giudiziario. La magistratura salentina è da sempre impegnata con il contrasto investigativo e processuale dei fenomeni criminosi collegati anche a grandi cosche mafiose fortemente radicate nel territorio. 

Da quattro settimane continua l’indagine de “L’Ora del Salento” sul mondo del carcere. Dopo aver sentito le voci del Cappellano don Sandro D’Elia, del Direttore dell’Istituto dott. Antonio Fullone e del Magistrato di Sorveglianza Dott. Luigi Massimiliano Tarantino, il nostro excursus non poteva prescindere dalle voci di chi il carcere lo conosce da vicino.

Ci sono esperienze che segnano, sensazioni che difficilmente si condividono con estranei e che pure è necessario conoscere per limitare quel corposo intreccio di pregiudizi per cui troppo spesso, il carcere, viene pensato come qualcosa troppo distante dal nostro perbenismo, come qualcosa che non ci riguarda. Ma tra quelle mura ci sono persone che sbagliano come accade a tutti, persone che riconoscono i propri errori come pochi sanno fare e che pagano per quelle cadute come dovrebbe essere per tutti!

Quelle che seguono sono storie diverse ma legate da un filo unico, quello del pentimento e della rieducazione, fine ultimo del carcere. A queste si accosta la lettera aperta di una giovane donna che, indirettamente, subisce gli inevitabili effetti che la pena detentiva ha sui parenti dei reclusi.

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