Pubblicato in: Gio, Nov 28th, 2013

Il Card. Bertello a Lecce/La fede è la via…continuiamo a camminare

OMELIA 2/Il compiacimento del porporato alla Chiesa di Lecce riunita intorno al Pastore.

ACCOMPAGNATI PER MANO DA MARIA 

RICORDATI DI ME

Come si conclude questo modo di guarda­re Gesù? Ancora una volta, con le parole del buon ladrone: “Gesù, ricordati di me”. È la prima volta che Gesù viene chiamato per nome e il suo nome è sulla bocca di un disperato, che chiede solo di ricordarsi di lui, poiché questa è la salvezza.: Dio non si dimentica mai di noi. Lo diceva già il profeta Isaia: “Si dimentica forse la madre del suo bambino? …Anche se si dimenticasse, io non mi dimenticherò mai di te” (Is. 49,15). E la risposta di Gesù non si fa attendere: “Oggi sarai con me…”. Nonostante tutte le appa­renze sembrino smentire la sua presenza il Regno di Cristo è già in mezzo a noi, come un dono, che siamo invitati ad accogliere.

L’ADESIONE AL VANGELO

Si conclude l’Anno della Fede, che Papa Be­nedetto ha indetto “per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprat­tutto in un momento di profondo cambiamen­to come quello che l’umanità sta vivendo” e a “confessarla in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza” (Porta Fidei, N. 8-9). Voi avete vissuto questo anno con molta intensità a livello diocesano e parrocchiale. Sono grato al vostro Arcivesco­vo, che mi ha invitato a condividere con voi questo momento conclusivo e, allo stesso tempo, di nuovo impegno pastorale perché, come scrive nella sua lettera, “la fede… è un cammino che dura tutta la vita, mai scontato, mai ovvio” (pag. 7).

Bertello 6

RINNEGARE SE STESSI

Questa sera, il Signore Gesù sta di fronte a noi e ci pone la stessa domanda, che un gior­no ha fatto ai discepoli: “Ma voi, che dite che io sia?”. È dalla risposta a questa domanda, che nasce la fede cristiana. Inoltre, questa domanda ne veicola un’altra: “Sono coerente con le verità in cui credo?”, perché scegliere Cristo, accettarlo, significa vivere secondo il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù, rinne­gando se stessi. A questo proposito, dice San Girolamo: “Non è solo in tempo di persecu­zione o sotto la costrizione del martirio che dobbiamo rinnegare noi stessi quali eravamo in passato, ma in ogni attimo della nostra vita, nelle opere, nei pensieri e nelle parole; e dobbiamo far vedere che siamo degli esseri effettivamente rinati in Cristo” (lettera 121,3).

TORNARE AL BATTESIMO

Sono certo che tra i frutti, che l’Anno della Fede ci lascia, vi è una coscienza più viva del nostro Battesimo, che ci fa figli di Dio e membri della Chiesa che è in Lecce. Tutti noi ne siamo responsabili perché è attraverso di Lei che siamo generati alla fede. Ma a sua volta la Chiesa è generata dall’Eucaristia, che nutre, plasma, dà forma alla nostra vita e alla nostra presenza nella storia. Senza Eucari­stia celebrata insieme, in comunione con il nostro pastore, noi che viviamo in un determi­nato luogo non facciamo esistere la comunità cristiana, che invece si manifesta tale conve­nendo insieme nel giorno del Signore. Di qui nasce il nostro secondo impegno: quello di vivere la nostra messa domenicale come un momento forte della nostra comunità.

Bertello (4)

ANDATE, LA MESSA È FINITA

Il Beato Giovanni Paolo, nell’Enciclica su “la Chiesa nasce dall’Eucaristia” commen­tando il saluto finale “Andate, la Messa è finita”, ci ricorda che l’Eucaristia apre la porta alla missione, che non è un’attività tra le altre, ma è il paradigma di tutta l’azione pastorale della Chiesa. Non possiamo sen­tirci soddisfatti e sicuri di quel che abbiamo fatto sin qui. Dobbiamo avere l’audacia di arrivare con il nostro esempio e il nostro apostolato a quelle periferie esistenziali – come le chiama Papa Francesco – che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio.

FIGLIO, ECCO TUA MADRE

Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la sua tenerezza e la sua miseri­cordia dove si vive solitudine e abbandono, dove si diffonde l’indifferenza rispetto alla propria vita e al proprio destino, dove si soffre la rottura di vincoli fondamentali di appartenenza in società sempre più disgre­gate, dove si vivono situazioni di povertà e di violenza. Vorrei tornare al quadro che la liturgia ci offre in questa festa di Cristo Re: Gesù Crocifisso. Il racconto della passione ci presenta ai piedi della Croce la Vergine Maria, che Gesù ci affida come Madre: “Donna, ecco tuo figlio; figli, ecco tua ma­dre”. Giovanni rappresenta tutti noi.

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