Il Card. Bertello a Lecce/La fede è la via…continuiamo a camminare
OMELIA 2/Il compiacimento del porporato alla Chiesa di Lecce riunita intorno al Pastore.
ACCOMPAGNATI PER MANO DA MARIA
RICORDATI DI ME
Come si conclude questo modo di guardare Gesù? Ancora una volta, con le parole del buon ladrone: “Gesù, ricordati di me”. È la prima volta che Gesù viene chiamato per nome e il suo nome è sulla bocca di un disperato, che chiede solo di ricordarsi di lui, poiché questa è la salvezza.: Dio non si dimentica mai di noi. Lo diceva già il profeta Isaia: “Si dimentica forse la madre del suo bambino? …Anche se si dimenticasse, io non mi dimenticherò mai di te” (Is. 49,15). E la risposta di Gesù non si fa attendere: “Oggi sarai con me…”. Nonostante tutte le apparenze sembrino smentire la sua presenza il Regno di Cristo è già in mezzo a noi, come un dono, che siamo invitati ad accogliere.
L’ADESIONE AL VANGELO
Si conclude l’Anno della Fede, che Papa Benedetto ha indetto “per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo” e a “confessarla in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza” (Porta Fidei, N. 8-9). Voi avete vissuto questo anno con molta intensità a livello diocesano e parrocchiale. Sono grato al vostro Arcivescovo, che mi ha invitato a condividere con voi questo momento conclusivo e, allo stesso tempo, di nuovo impegno pastorale perché, come scrive nella sua lettera, “la fede… è un cammino che dura tutta la vita, mai scontato, mai ovvio” (pag. 7).
RINNEGARE SE STESSI
Questa sera, il Signore Gesù sta di fronte a noi e ci pone la stessa domanda, che un giorno ha fatto ai discepoli: “Ma voi, che dite che io sia?”. È dalla risposta a questa domanda, che nasce la fede cristiana. Inoltre, questa domanda ne veicola un’altra: “Sono coerente con le verità in cui credo?”, perché scegliere Cristo, accettarlo, significa vivere secondo il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù, rinnegando se stessi. A questo proposito, dice San Girolamo: “Non è solo in tempo di persecuzione o sotto la costrizione del martirio che dobbiamo rinnegare noi stessi quali eravamo in passato, ma in ogni attimo della nostra vita, nelle opere, nei pensieri e nelle parole; e dobbiamo far vedere che siamo degli esseri effettivamente rinati in Cristo” (lettera 121,3).
TORNARE AL BATTESIMO
Sono certo che tra i frutti, che l’Anno della Fede ci lascia, vi è una coscienza più viva del nostro Battesimo, che ci fa figli di Dio e membri della Chiesa che è in Lecce. Tutti noi ne siamo responsabili perché è attraverso di Lei che siamo generati alla fede. Ma a sua volta la Chiesa è generata dall’Eucaristia, che nutre, plasma, dà forma alla nostra vita e alla nostra presenza nella storia. Senza Eucaristia celebrata insieme, in comunione con il nostro pastore, noi che viviamo in un determinato luogo non facciamo esistere la comunità cristiana, che invece si manifesta tale convenendo insieme nel giorno del Signore. Di qui nasce il nostro secondo impegno: quello di vivere la nostra messa domenicale come un momento forte della nostra comunità.
ANDATE, LA MESSA È FINITA
Il Beato Giovanni Paolo, nell’Enciclica su “la Chiesa nasce dall’Eucaristia” commentando il saluto finale “Andate, la Messa è finita”, ci ricorda che l’Eucaristia apre la porta alla missione, che non è un’attività tra le altre, ma è il paradigma di tutta l’azione pastorale della Chiesa. Non possiamo sentirci soddisfatti e sicuri di quel che abbiamo fatto sin qui. Dobbiamo avere l’audacia di arrivare con il nostro esempio e il nostro apostolato a quelle periferie esistenziali – come le chiama Papa Francesco – che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio.
FIGLIO, ECCO TUA MADRE
Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la sua tenerezza e la sua misericordia dove si vive solitudine e abbandono, dove si diffonde l’indifferenza rispetto alla propria vita e al proprio destino, dove si soffre la rottura di vincoli fondamentali di appartenenza in società sempre più disgregate, dove si vivono situazioni di povertà e di violenza. Vorrei tornare al quadro che la liturgia ci offre in questa festa di Cristo Re: Gesù Crocifisso. Il racconto della passione ci presenta ai piedi della Croce la Vergine Maria, che Gesù ci affida come Madre: “Donna, ecco tuo figlio; figli, ecco tua madre”. Giovanni rappresenta tutti noi.

















