Il Card. Ennio Antonelli: La Famiglia cuore della Chiesa
“La bellezza del matrimonio cristiano si rivela nella misura in cui esso è autentica esperienza di amore, desiderio di amore-dono, sintesi di eros e agape partecipazione alla vita di Dio, immagine e riflesso della Trinità divina, comunicazione all’amore di Cristo per la Chiesa. Valori che oggi il Magistero, soprattutto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, propone in primo piano”.
RICCA ESPERIENZA PASTORALE
SEGRETARIO DELLA CEI METROPOLITA A FIRENZE
Il Cardinale ha una ricca esperienza pastorale. Docente di lettere classiche, storia dell’arte e teologia dommatica, arcivescovo, segretario generale della Cei. È stato Vescovo di Gubbio, Perugia, Città della Pieve, metropolita di Firenze. Dal 7 giugno 2008 allo scorso 26 giugno ha avuto anche la responsabilità di Presidente nel Pontificio Consiglio per la Famiglia.
Valore aggiunto per la società
A parole la famiglia è al centro delle attenzioni sociali: nei fatti è dimenticata, trattata come un retaggio del passato, quando non intenzionalmente sottoposta a scossoni che ne accentuano la crisi, indubbia e documentata. Una crisi culturale che aggrava la già durissima crisi economico-materiale. Eppure la famiglia è grembo dell’umano, germe della vita sociale, alveo della fede: ogni speranza di rinascita e rinnovamento passa da questo crocevia primordiale e decisivo. È quanto emerso dai tre giorni di intenso lavoro chela Chiesadi Lecce ha dedicato alla famiglia e alle sue dimensioni fondamentali: per ricomprendere la sua verità e riscoprirne la desiderabilità, soprattutto per le giovani generazioni; per riorientare l’azione pastorale, in modo da potersi maggiormente giovare dei tesori che già esistono nella vita delle famiglie e da poter meglio accompagnarne il cammino.
Nella prima giornata la riflessione si è incentrata sul valore umanizzante della vita familiare e sulla sua valenza socializzante, sulle sfide che il tempo presente pone e sulla specificità del Vangelo della famiglia chela Chiesaè chiamata a comunicare. Un’azione che passa non solo attraverso la riproposizione di un annuncio, ma anche soprattutto attraverso la comunicazione di un’esperienza, di una vita già in atto tra tante famiglie che può sostenerne tante altre, tentate dallo scoraggiamento e dalla fatica.
Il grande nemico della famiglia, è infatti stato ripetutamente affermato durante il convegno, è oggi la solitudine: la compagnia nella comunità cristiana, l’associazionismo familiare e le reti sociali sussidiarie il grande alleato.
Nella seconda e nella terza giornata si è posta l’attenzione su due dimensioni fondamentali della vita della famiglia come il lavoro e la festa, sulla loro correlazione e sulle criticità che nel nostro tempo la famiglia deve affrontare per conciliarle. Il lavoro è esperienza fondamentale per la famiglia, perché attraverso di esso ci si procura il necessario per vivere e si imprime la forma della propria personalità creativa al mondo. Perciò la mancanza di lavoro è uno dei più gravi attentati alla possibilità di essere se stessi.
Tale sottolineatura del valore umanistico del lavoro e del diritto al lavoro non deve però portare, si è detto, nelle secche del “lavorismo” contemporaneo: un’esasperazione totalizzante che nega il tempo del giusto riposo, delle relazioni, della Domenica “giorno del Signore”.
Marcello Tempesta

















