Pubblicato in: Ven, Ott 5th, 2012

Il Card. Ennio Antonelli: La Famiglia cuore della Chiesa

“La bellezza del matrimonio cristiano si rivela nella misura in cui esso è autentica esperienza di amore, desiderio di amore-dono, sintesi di eros e agape partecipazione alla vita di Dio, immagine e riflesso della Trinità divina, comunicazione all’amore di Cristo per la Chiesa. Valori che oggi il Magistero, soprattutto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, propone in primo piano”.

RICCA ESPERIENZA PASTORALE

SEGRETARIO DELLA CEI METROPOLITA A FIRENZE  

Il Cardinale ha una ricca esperienza pastorale. Do­cente di lettere classiche, storia dell’arte e teologia dommatica, arcivescovo, segretario generale della Cei. È stato Vescovo di Gubbio, Perugia, Città della Pieve, metropolita di Firenze. Dal 7 giugno 2008 allo scorso 26 giugno ha avuto anche la responsabilità di Presidente nel Pontificio Consiglio per la Famiglia. 

Valore aggiunto per la società 

A parole la fami­glia è al centro delle attenzioni sociali: nei fatti è dimenticata, trattata come un retaggio del passato, quando non intenzionalmente sottoposta a scossoni che ne accentuano la crisi, indubbia e docu­mentata. Una crisi culturale che aggrava la già durissima crisi economico-materiale. Eppure la famiglia è grembo dell’umano, germe della vita sociale, alveo della fede: ogni speranza di rinascita e rinnovamento passa da questo crocevia primordiale e decisivo. È quanto emerso dai tre giorni di intenso la­voro chela Chiesadi Lecce ha dedicato alla famiglia e alle sue dimensioni fonda­mentali: per ricomprendere la sua verità e riscoprirne la desiderabilità, soprattutto per le giovani generazioni; per riorientare l’azione pastorale, in modo da potersi maggior­mente giovare dei tesori che già esistono nella vita delle famiglie e da poter meglio accompagnarne il cammino.

Nella prima giornata la riflessione si è incentrata sul valore umanizzante della vita familiare e sulla sua valenza socializzante, sulle sfide che il tempo presente pone e sulla specificità del Vangelo della famiglia chela Chiesaè chiamata a comunicare. Un’azione che passa non solo attraverso la ripropo­sizione di un annuncio, ma anche soprattutto attraverso la comunicazione di un’espe­rienza, di una vita già in atto tra tante famiglie che può sostenerne tante altre, tentate dallo scoraggiamento e dalla fatica.

Il grande nemico della famiglia, è infatti stato ripetutamente affermato durante il convegno, è oggi la solitudine: la compagnia nella comunità cristiana, l’associazionismo familiare e le reti sociali sussidiarie il grande alleato.

Nella seconda e nella terza giornata si è posta l’atten­zione su due dimensioni fondamentali della vita della famiglia come il lavoro e la festa, sulla loro correlazio­ne e sulle criticità che nel nostro tempo la famiglia deve affrontare per conci­liarle. Il lavoro è esperienza fondamentale per la famiglia, perché attraverso di esso ci si procura il necessario per vivere e si imprime la forma della propria personalità creativa al mondo. Perciò la mancanza di lavoro è uno dei più gravi attentati alla possibilità di essere se stessi.

Tale sottolineatura del valore umanistico del lavoro e del diritto al lavoro non deve però portare, si è detto, nelle secche del “lavorismo” contemporaneo: un’esaspera­zione totalizzante che nega il tempo del giusto riposo, del­le relazioni, della Domenica “giorno del Signore”. 

Marcello Tempesta 

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