Pubblicato in: Dom, Nov 13th, 2011

Il Card. Scola apre l’Avvento Ambrosiano: la storia non è abbandonata

“Indipendentemente da come le scienze riescono e riusciranno a pensare la fine di questo mondo, la fede cristiana ci insegna che sarà la venuta gloriosa del Signore a mettere fine al mondo. La storia non è abbandonata al caso né consegnata al caos, ma è retta dal disegno di Dio. Un disegno che a volte può assumere un carattere contrastato e doloroso perché deve fare i conti con il male dovuto alla ribellione di Satana e al nostro peccato”. Lo ha ricordato questa mattina il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, nell’omelia della messa della prima domenica di Avvento celebrata oggi in duomo, secondo il rito ambrosiano.
Gesù, ha aggiunto il cardinale, “non nasconde” ai suoi “ la prospettiva del martirio fino all’effusione del sangue”. Infatti, ha continuato, “ogni giorno tocchiamo con mano il realismo di questa prospettiva (il pakistano Batthi, Padre Fausto Tentorio e tanti altri…). Eppure il disegno del Padre sulla storia è un disegno inarrestabile di salvezza. Non si fermerà ma continuerà fino alla fine dei tempi a proporsi alla libertà di ogni uomo” e in questa prospettiva “ il cristiano cammina sicuro lungo la storia”.
Questa certezza, ha proseguito l’arcivescovo, “esige da noi, fin da ora, atteggiamenti virtuosi: attenzione, vigilanza, perseveranza e preghiera. La tradizione li riassume in un’unica parola che caratterizza la posizione del cristiano, soprattutto nel tempo di Avvento: attesa”.
Il tempo liturgico dell’avvento , ha quindi aggiunto il card. Scola “ dona la certezza gioiosa della venuta del Signore e la certezza è la forza propulsiva della persona. Ne facciamo quotidiana esperienza in famiglia. La cura premurosa con cui i genitori accompagnano giorno dopo giorno i figli, permette loro di crescere senza paura di rischiare la propria libertà. Nessuno è in grado di affrontare il futuro se non è certo del presente. Sostenere le famiglie e aiutarle a vivere in pienezza la loro responsabilità ecclesiale e sociale rappresenta la modalità più realista per assicurare il futuro delle nuove generazioni. Si sente spesso parlare dell’inarrestabile tramonto dell’Occidente, ma se non si promuove e non si ama la vita fin dal suo concepimento si ruba il futuro a un uomo e si impoverisce la comunità”.
Non è mancato in questo passaggio dell’omelia un richiamo al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che vedrà la presenza di Benedetto XVI , un evento che ad avviso del cardinale, “rappresenta un’occasione privilegiata per rinnovare, nei milanesi e non solo, la consapevolezza dell’insostituibile ruolo della famiglia, intesa come unione fedele, pubblica e aperta alla vita tra un uomo e una donna, per uno sviluppo organico ed equilibrato della persona e della società”.

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