Il Carisma di un Direttore? Scovare nuovi talenti
I Concerti del Conservatorio/A colloquio con Pierluigi Camicia già Direttore del “T. Schipa” di Lecce.
“Ho la fortuna, in quaranta anni di insegnamento, di aver avuto accanto a me moltissimi talenti e, soprattutto, uomini e donne di grandi qualità, anche umane”.
Mercoledì 2 aprile presso la Biblioteca “Caracciolo” alle ore 20.30 si terrà un importante evento musicale organizzato dal Conservatorio di Lecce. Pierluigi Camicia, già Direttore del Conservatorio Tito Schipa, proporrà, con i quartetti di giovani allievi dell’omonima istituzione, due capisaldi della letteratura cameristica: il Quintetto per pianoforte e archi di Mozart in Mi bemolle Maggiore K 452 e il Quintetto per pianoforte e archi in mi bemolle maggiore Op. 44 di R. Schumann.
Lo Schipa Wind Quartet è formato da Davide Cicerello, Antonio De Pascalis, Antonio De Santis, Fabrizio Miglietta e il Quartetto d’Archi Primaldo da Silvia Rizzo, Veronica Schifano, Cristian Musio e Federico Musarò. “L’Ora del Salento” ha intervistato il Maestro Camicia.
Pianista, didatta, ex Direttore del Conservatorio Tito Schipa di Lecce, Direttore Artistico della Camerata Musicale Salentina: praticamente una delle personalità più complete del panorama musicale. Ma andiamo con ordine: come è arrivato alla musica?
Un po’ come ci arrivano tutti: per scelta dei genitori!
Come ha trascorso gli anni della sua formazione?
Direi soprattutto viaggiando… prima dal mio paese al Conservatorio di Bari, tre pomeriggi alla settimana e non è che le strade e i mezzi di locomozione negli anni ’60 brillassero per comodità e celerità. Poi a Roma, Siena, e la Spagna.
Lei ha una lunga carriera didattica: tanti dei suoi allievi sono riusciti a fare i musicisti di professione e alcuni di loro sono dei concertisti affermati.
Ho la fortuna, in quaranta anni di insegnamento, di aver avuto accanto a me moltissimi talenti e, soprattutto, uomini e donne di grandi qualità, anche umane.
Progredire col pianoforte, oggi, è così difficile?
Non più che nel passato: anzi forse la diffusione della rete sta aiutando molti giovani a imparare, conoscere e a farsi conoscere… vedi youtube, per esempio.
















