Pubblicato in: Ven, Nov 29th, 2013

Il Catalogo del Museo Diocesano di Arte Sacra di Taranto

Edizioni Scorpione/Il volume a cura dello storico dell’arte Nicola Fasano.

Copertina

Copertina Catalogo MuDi

Dopo l’inaugurazione del MuDi (Museo Dioce­sano di Arte Sacra di Taranto) nel maggio del 2011 è ora la volta di un altro importante passo verso uno sviluppo della conoscenza del patrimonio artistico tarantino: la presentazione della guida del museo. Il volume, curato dallo storico dell’arte tarantino Nicola Fasano, è pubblicato dalla casa editrice Scorpione. Una nota in­troduttiva del direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici di Taranto e conservatore del museo don Francesco Simone è seguita da un’accorta presentazione storica dell’edificio cinquecentesco che ora ospita il MuDi. La suddivisione del catalogo ricalca la struttura del museo, suddividendo il percorso in sezioni.

Il percorso espositivo inizia con una divisione liturgica dedicata all’Assunta nella quale è visibile il dipinto murale dell’Assunzione della Vergine, attribuito alla bottega di Domenico Carella (1721-1813), e ricostruisce idealmente un’aula di culto prima della riforma del Concilio Vaticano II. Il percorso procede con una sezione dedicata ad opere di tema cristologico, come il pregevole Ecce Homo di Paolo De Matteis (1662- 1728). Sono esposti, inoltre, arredi sacri realizzati tra il XVII e il XIX secolo, tra i quali spicca per la sua qualità un calice di manifattura napo­letana, che trova un confronto diretto con “modelli analoghi custoditi nella Collegiata di Campi Salentina e nel Tesoro della Cattedrale d Lecce” (N. Fasano, MuDi, Museo Diocesano di Arte Sacra di Taranto, Taranto 2013, p. 26).

Immacolata

Nicola Porta-Immacolata

La sezione Mariana ripercorre i principali misteri della vita della Vergine e tra le opere conservate sono presenti l’Immacolata di Nicola Porta (1710-1784) e l’Assunta tra le anime del Purgatorio del pittore sa­lentino Serafino Elmo (1698-1777). I successivi ambienti, come si desume dal catalogo, sono dedicati all’icono­grafia dei santi, agli ordini religiosi e alle confraternite. La sezione Cat­tedrale, invece, espone alcuni arredi provenienti dalle cappelle laterali della cattedrale tarantina distrutte tra il 1950-52 e numerosi dipinti di ambito meridionale.

L’ultima sezione, posta al secondo piano del MuDi è dedicata agli Arcivescovi tarantini che si sono succeduti nei secoli; una ricca collezione di Pianete e arredi sacri dal Seicento al Novecento. Il ca­talogo rappresenta un notevole punto di riferimento per la conoscenza del patrimonio artistico tarantino e co­stituisce un importante itinerario che accompagna il visitatore attraverso un’attenta analisi della raccolta d’arte del museo diocesano di Taranto.

Andrea Fiore

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