Pubblicato in: Sab, Gen 12th, 2013

Il contatto quotidiano con un’umanità ferita La chiesa di Borgo San Nicola

NEL CUORE DELL’ARCIVESCOVO

ANCHE A CAPODANNO UN PENSIERO PER LORO

Una preghiera particolare, quella di mons. Domenico D’Ambrosio, è perennemente rivolta ai domiciliati di Borgo San Nicola. Il 4 luglio 2009, data del suo insediamento nella Diocesi di Lecce, mons. D’Ambrosio incontrò chi tra quelle sbarre è costretto a viverci ogni giorno, chi per scontare una pena chi per dovere lavorativo. Gli oltre 1300 uomini “stipati” in una struttura che potrebbe contenerne meno della metà è rimasta ben impressa agli occhi del presule leccese che più volte, nel corso degli anni, è tornato ad esprimere la sua vicinanza ai detenuti.

“Non può essere un sistema riabilitante ciò che invece abbrutisce. Così come è messo, Borgo San Nicola svilisce la dignità dell’uomo. Il cristiano, crede ad un Amore che non conosce distinzioni di sorta, non può non far sentire il proprio dissenso”. Questo è il concetto che molto spesso ritorna nelle omelie di mons. D’ambrosio, come durante l’ultima edizione della festa di Sant’Oronzo, una festa volutamente sobria per non ignorare i segni della crisi, la povertà e la sofferenza di molti.

In questa occasione, al termine della Solenne processione dei Santi Patroni per le vie di Lecce, ancora una volta l’Arcivescovo volle dedicare un suo pensiero ai detenuti: “Cari amici, al di là delle sbarre: in questo giorno di festa siete con noi, nei nostri pensieri, nelle nostre preghiere, nel mio affetto. Ne siete tanti, troppi per la struttura che vi ospita”.

Ed infine, lo scorso 31 dicembre, durante la 45edizione della Marcia della Pace Mons. D’Ambrosio non ha mancato il suo appuntamento con i reclusi, cui è stato devoluto il corrispettivo della cena saltata dai fedeli: “Questa sera, in questo nostro camminare per la pace vogliamo privilegiare un aspetto di questa pace esteriore con il prossimo che ha i volti e i nomi dei 1300 fratelli e sorelle detenuti nella Casa Circondariale di Borgo San Nicola qui a Lecce. Sono stato a trovarli e a pregare con loro e per loro, la sera della Vigilia e la mattina del Natale: volti tirati, visi sofferti e tristi, domande e attese inevase”. 

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