Il Culto Mariano nella storia del territorio salentino
La Vergine Madre di Dio…
Tra i testi ufficiali che regolano le celebrazioni liturgiche nella Chiesa Cattolica si annovera l’Ordo Missae (Guida liturgica pastorale). È una sorta di calendario approntato dall’ufficio competente su cui, giorno dopo giorno (per tutti i giorni dell’anno) viene segnalato il nome della solennità o della festa, o della memoria liturgica che si celebra, insieme al colore delle vesti che il sacerdote deve indossare in quella circostanza. Vi sono inoltre delle indicazioni di località del territorio alle quali sono legate alcune particolari devozioni. Per questo motivo la Guida Liturgica è presente in tutte le sagrestie del mondo a disposizione del sacerdote che si accinge a celebrare la santa messa. L’inizio del mese di Maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna, mi offre lo spunto per prestare attenzione al culto della Madonna nel nostro territorio.
Ho consultato quindi la Guida liturgica per annotare oltre che la frequenza temporale anche i luoghi di culto e i titoli sotto i quali viene onorata la Madonna. Attraverso questa pista possiamo evidenziare come la nostra fede è giunta a noi attraverso un “tradere” che ci congiunge alla prima ora della Chiesa. Attraverso l’iconografia della Madonna diffusissima su tutto il territorio salentino si può registrare facilmente e con vera gioia come la nostra chiesa di Lecce affondi le sue radici in profondità da sfiorare le origini del cristianesimo.
Madre di Dio o Madonna di Costantinopoli, sec. XV-XVI, Pisignano (Le)
Nel sesto secolo Lecce è già sede episcopale. Sul territorio salentino quindi il titolo mariano più diffuso, più radicato, più antico è “Madre di Dio” (nelle varianti linguistiche: Teotokòs, Meter tou Teou, Mater Domini, Madonna di Costantinopoli, Madonna delle Grazie, Madonna di San Luca, Madonna delle Neve, Madonna del Buon Consiglio). Sotto questi vari titoli la Madonna è festeggiata in varie località della diocesi di Lecce segnalate nella Guida liturgica ben 20 volte. Nel riordino del calendario liturgico subito dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II il Papa Paolo VI volle che ogni nuovo anno solare iniziasse sotto la protezione della Madre di Dio e Madre della Chiesa.
Variano le lingue, variano le parole, variano i tempi, ma l’immagine raffigurata della Madre di Dio è sempre uguale: “la Madre porta in braccio il suo bambino Gesù”. Quasi sempre le immagini della Madre di Dio recano scritto accanto al capo delle due figure delle abbreviazioni (MT) corrispondente a Madre di Dio e (JX) corrispondente a Gesù Cristo figlio di Dio. Nell’immagine della Madonna così raffigurata è sintetizzata la professione della fede cristiana che si può così esplicitare: la tua grandezza o Maria dipende tutta da quel tuo bambino Gesù nato da Spirito Santo; così come la nostra speranza dipende tutta da quello stesso bambino Gesù nato da Spirito Santo. Di conseguenza non sono affatto entusiasta delle raffigurazioni della Madonna presentata da “singol”. L’immagine della Vergine e Madre di Dio si rapporta benissimo con l’immagine della Vergine e Madre Chiesa di Dio. Anche noi in compagnia dei Padri della Chiesa possiamo vedere la chiesa in Maria e Maria nella chiesa. Noi tutti diciamo ogni domenica nel Credo: “credo la chiesa” la quale è Vergine e Madre. La Chiesa ci ha generato nella fede ed ogni giorno ci nutre con la parola e il corpo di Gesù Cristo, figlio di Dio.
Antonio Febbraro
















