Pubblicato in: Sab, Mag 10th, 2014

Il Culto Mariano nella storia del territorio salentino

La Vergine Madre di Dio…

Tra i testi ufficiali che regolano le cele­brazioni liturgiche nella Chiesa Cattolica si annovera l’Ordo Missae (Guida liturgica pasto­rale). È una sorta di calendario approntato dall’ufficio compe­tente su cui, giorno dopo giorno (per tutti i giorni dell’anno) viene segnalato il nome della solennità o della festa, o della memoria liturgica che si cele­bra, insieme al colore delle vesti che il sacerdote deve indossare in quella circostanza. Vi sono inoltre delle indicazioni di località del territorio alle quali sono legate alcune particolari devozioni. Per questo motivo la Guida Liturgica è presente in tutte le sagrestie del mondo a disposizione del sacerdote che si accinge a celebrare la santa messa. L’inizio del mese di Maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna, mi offre lo spunto per prestare attenzio­ne al culto della Madonna nel nostro territorio.

Ho consultato quindi la Guida liturgica per annotare oltre che la frequenza temporale anche i luoghi di culto e i titoli sotto i quali viene onorata la Madon­na. Attraverso questa pista possiamo evidenziare come la nostra fede è giunta a noi attraverso un “tradere” che ci congiunge alla prima ora della Chiesa. Attraverso l’iconografia della Madonna diffusissima su tutto il territorio salentino si può registrare facilmente e con vera gioia come la nostra chiesa di Lecce affondi le sue radici in profondità da sfiorare le origini del cristianesimo.

Madre di Dio

Madre di Dio o Madonna di Costantinopoli, sec. XV-XVI, Pisignano (Le)

Nel sesto se­colo Lecce è già sede episcopa­le. Sul territorio salentino quindi il titolo mariano più diffuso, più radicato, più antico è “Madre di Dio” (nelle varianti linguisti­che: Teotokòs, Meter tou Teou, Mater Domini, Madonna di Costantinopoli, Madonna delle Grazie, Madonna di San Luca, Madonna delle Neve, Madon­na del Buon Consiglio). Sotto questi vari titoli la Madonna è festeggiata in varie località della diocesi di Lecce segnalate nella Guida liturgica ben 20 volte. Nel riordino del calendario liturgico subito dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II il Papa Paolo VI volle che ogni nuovo anno solare iniziasse sotto la protezione della Madre di Dio e Madre della Chiesa.

Variano le lingue, variano le parole, variano i tempi, ma l’immagine raffigurata della Madre di Dio è sempre uguale: “la Madre porta in braccio il suo bambino Gesù”. Quasi sempre le imma­gini della Madre di Dio recano scritto accanto al capo delle due figure delle abbreviazioni (MT) corrispondente a Madre di Dio e (JX) corrispondente a Gesù Cri­sto figlio di Dio. Nell’immagine della Madonna così raffigurata è sintetizzata la professione della fede cristiana che si può così esplicitare: la tua grandezza o Maria dipende tutta da quel tuo bambino Gesù nato da Spiri­to Santo; così come la nostra speranza dipende tutta da quello stesso bambino Gesù nato da Spirito Santo. Di conseguenza non sono affatto entusiasta del­le raffigurazioni della Madonna presentata da “singol”. L’im­magine della Vergine e Madre di Dio si rapporta benissimo con l’immagine della Vergine e Madre Chiesa di Dio. Anche noi in compagnia dei Padri della Chiesa possiamo vedere la chie­sa in Maria e Maria nella chiesa. Noi tutti diciamo ogni domenica nel Credo: “credo la chiesa” la quale è Vergine e Madre. La Chiesa ci ha generato nella fede ed ogni giorno ci nutre con la parola e il corpo di Gesù Cristo, figlio di Dio.

Antonio Febbraro

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