Il fenomeno falsi invalidi e le verifiche dell’INPS
O non fa quasi più notizia, la scoperta di falsi ciechi che guidano l’automobile o che svolgono tranquillamente qualche mestiere, tante – e in tutta Italia – sono le indagini degli inquirenti che si concludono con una o più denunce all’Autorità Giudiziaria. Così come non è raro ascoltare la voce, amplificata dai media, di qualche vero invalido che lamenta di doversi sottoporre a continue visite di revisione per giustificare la propria disabilità e quindi il diritto a percepire una indennità economica.
Ma, se ci pensiamo bene, questi due fenomeni sono le due facce di una stessa medaglia. D’altra pare, le risorse pubbliche sono ormai scarse dovunque, anche nel campo dell’assistenza: è quindi giusto che ogni tentativo venga messo in atto affinché quei pochi soldi finiscano nelle tasche giuste, quelle di chi ha veramente bisogno, invece che “spalmati” – e magari ridotti a poca cosa – su tantissimi individui.
La Costituzione Italianagarantisce al cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere, il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. In tal modo intende tutelare la dignità umana nello spirito della solidarietà di tutti i cittadini verso coloro che, per minorazioni congenite o acquisite, siano incapaci di svolgere un lavoro proficuo. Per gli invalidi sono previste prestazioni regolamentate da diverse normative che si sono succedute e aggiornate nel tempo. Le tre principali categorie (invalidi civili, ciechi civili e sordi) fanno capo a disposizioni comuni, pur caratterizzandosi secondo differenti peculiarità in quanto tutelate da leggi diverse.
Gli interventi consistono in provvidenze economiche erogate in forma di pensioni, assegni o indennità; ma anche in provvidenze non economiche, quali assunzioni privilegiate presso enti pubblici o privati, assistenza sanitaria, agevolazioni per l’istruzione scolastica, addestramento e qualificazione professionale, eliminazione delle barriere architettoniche. Destinatari sono i cittadini italiani residenti in Italia e, in particolari condizioni, i cittadini comunitari e gli stranieri. Una volta riconosciuto il requisito sanitario, le provvidenze economiche vengono erogate a seguito di ulteriori accertamenti cosiddetti socio-economici.
Sin dal 2009 il legislatore ha previsto l’attuazione di piani straordinari – per circa 200.000 soggetti all’anno – finalizzati all’accertamento di verifica (sanitaria e reddituale) nei confronti dei titolari di benefici economici. I controlli, svolti dall’Inps, tenendo conto delle varie norme e nell’ambito della doverosa attuazione delle stesse, si svolgono secondo una logica, da un lato, di regole e, dall’altro, di doverosa attenzione nei confronti di una categoria di percettori di prestazioni assistenziali per definizione “deboli” e meritevoli della massima attenzione e sensibilità.
Antonio Silvestri















