Il Giornalismo degli eccessi… Troppo silenzio sui protagonismi virtuosi
Un fiume di violenza e di odio rischia di travolgere l’umanità: Papa Francesco ha denunciato il drammatico scenario di una terza guerra mondiale combattuta a pezzi. Massacri, orrori, dominio delle armi e della volontà di sopraffazione sembrano essere la cifra di quest’epoca storica. L’informazione – ormai globale che sulla Rete si dilata e diventa virale – deve dar conto di quanto accade sui diversi scacchieri internazionali, ma spesso lo fa indugiando – soprattutto attraverso la diffusione di foto e filmati raccapriccianti – sugli aspetti più brutali e sanguinosi.
È accaduto nel caso della decapitazione del giornalista americano James Foley per mano dei terroristi dell’Isis. Diffondere le notizie e le immagini per far comprendere all’opinione pubblica quanto accade è fare informazione, ma mettere in circolo filmati integrali girati dai jihadisti per mostrare come vengono sgozzati i loro nemici, è altra cosa. Su migliaia di siti Internet sono a disposizione di tutti – bambini compresi – le scene dell’orrore. Non ci sono filtri se non quelli attivati consapevolmente da chi vuole sottrarsi al macabro gioco di una curiosità malata a tinte rossosangue.
Tocca ai giornalisti, chiamati ad essere testimoni del tempo e pronti a pagare di persona – come dimostra la tragica esperienza professionale di James Foley – la voglia di capire e raccontare i fatti, anche quelli più duri. Ma, è nella loro responsabilità evitare che l’informazione possa diventare l’orribile palcoscenico di fanatici tagliagole e simili. Dagli inquietanti scenari di guerra, all’Ice Bucket, evento planetario sul quale i mezzi di informazione si sono sbizzarriti trasformando un’iniziativa nata negli Usa da nobili propositi (raccogliere fondi per finanziare la ricerca contro la Sla) in un effimero, fastidioso è un po’ farsesco gioco di società. Una volta approdata nel Belpaese, la doccia gelata è diventata l’occasione per farsi vedere, per conquistare spazi su giornali, Tv e Rete, tutto questo al costo di quattro spiccioli.
È il caso di amplificare le “gesta” di veri e falsi vip in cerca di pubblicità gratuita, quando sistematicamente si negano spazio e attenzione a migliaia di piccoli e grandi “eroi” che nella vita di ogni giorno si spendono per servire gli altri senza nulla chiedere in cambio? Ripensare la scaletta delle notizie per valorizzare i protagonismi virtuosi e silenziosi, può essere una risposta positiva anche alla crisi di identità e di credibilità che un giornalismo prigioniero degli eccessi vive. Il rispetto dei principi di verità, autonomia e pluralismo non può essere disgiunto dall’idea vissuta di un’informazione equilibrata e consapevole dei propri doveri.
Adelmo Gaetani


















