Pubblicato in: Gio, Ott 17th, 2013

Il Gubbio, la ghiotta occasione per il bis

DISABILI NO LIMITS/“CON LA TESTA E IL CUORE SI VA OVUNQUE”

LA MIA VITTORIA: “CON LA FEDE E L’AMORE” 

È giunto anche a Lecce il 12 Ottobre 2013 il tour nazionale “Insieme nel­lo sport” organizzato con la collabo­razione di Utopia Sport e fortemente voluto dall’associazione “Disabili No Limits Onlus” nata da un’idea di Giusy Versace, alla quale un incidente stradale ha asportato le gambe; atleta paralimpica e campionessa italiana dei 100 e 200 metri e autrice del libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque – La storia della mia nuova vita”. Il tour che prevede la sosta in diverse piazze di città italiane ha lo scopo di rac­cogliere fondi per l’acquisto di ausili speciali che ad oggi non sono previsti dalla Asl. In quest’oc­casione L’Ora del Salento ha incontrato Giusy e le ha posto alcune domande.

Chi è oggi Giusy Versace dopo quel fatidico 22 agosto 2005?

Prima vivevo la moda e avevo una carriera brillante. Per me non esisteva altro. Oggi molte attività non posso più svolgerle ma ho più spazio per aiutare gli altri. Se non ci fosse stato l’inci­dente, la mia vita non sarebbe cambiata in questo senso, non avrei la pace nel cuore che Dio mi ha donato. Se si ha la pace nel cuore e una mente si può fare tutto.

“L’amore è una culla” hai scritto nel tuo li­bro ricordando tua mamma che ti era vici­na in Ospedale seduta su una sedia e molto stanca. Quanto è stata fondamentale per te la vicinanza della tua famiglia?

In molti oggi mi dicono che sono stata ecce­zionale per il modo in cui ho vissuto il tutto ma in realtà io ho solo avuto la fortuna di avere accan­to persone eccezionali che con me si sono dimo­strate sempre serene e forti e che non mi hanno mai trasferito la loro preoccupazione. In questo senso l’amore è per me una culla. La forza per resistere quando eri ancora sull’asfalto ti è stata data dalla recita delle prime parole dell’Ave Ma­ria… Sono molto legata alla Madonna. Quando mi sono ritrovata in mezzo all’autostrada, riversa sull’asfalto, pregare è stato l’unico modo per non sentirmi sola ed essere tranquilla. Evidentemente le mie preghiere Qualcuno le ha ascoltate.

ss

Dopo l’incidente hai sentito il bisogno di ta­gliare alcuni “rami secchi” a livello relazio­nale?

Si ho avvertito il bisogno di fare necessaria­mente pulizia non solo nell’armadio ma nella vita. Da quando mi sono ritrovata in un letto d’o­spedale, sono diventata molto fragile, quasi come una spugna che assorbe l’acqua; per questo ho troncato i rapporti con alcune persone dalle qua­li assorbivo solo negatività e non serenità, pace, consolazione.

Hai detto ‘Se avessi una bacchetta magica e un unico desiderio da esprimere non so cosa sceglierei. Una cosa è certa: non torne­rei indietro’. Cosa vuol dire ciò?

Se io avessi la possibilità di esprimere un unico desiderio, sicuramente non sarebbe quello di riavere le mie gambe. Questo lo dico sincera­mente perché se avessi avuto le gambe, non avrei avuto la possibilità di vivere esperienze e realtà che oggi mi riempiono il cuore. Non ho rimpianti perché dico sempre che ieri è il passato, domani il mistero, oggi il dono.

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