Il Gubbio, la ghiotta occasione per il bis
DISABILI NO LIMITS/“CON LA TESTA E IL CUORE SI VA OVUNQUE”
LA MIA VITTORIA: “CON LA FEDE E L’AMORE”
È giunto anche a Lecce il 12 Ottobre 2013 il tour nazionale “Insieme nello sport” organizzato con la collaborazione di Utopia Sport e fortemente voluto dall’associazione “Disabili No Limits Onlus” nata da un’idea di Giusy Versace, alla quale un incidente stradale ha asportato le gambe; atleta paralimpica e campionessa italiana dei 100 e 200 metri e autrice del libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque – La storia della mia nuova vita”. Il tour che prevede la sosta in diverse piazze di città italiane ha lo scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di ausili speciali che ad oggi non sono previsti dalla Asl. In quest’occasione L’Ora del Salento ha incontrato Giusy e le ha posto alcune domande.
Chi è oggi Giusy Versace dopo quel fatidico 22 agosto 2005?
Prima vivevo la moda e avevo una carriera brillante. Per me non esisteva altro. Oggi molte attività non posso più svolgerle ma ho più spazio per aiutare gli altri. Se non ci fosse stato l’incidente, la mia vita non sarebbe cambiata in questo senso, non avrei la pace nel cuore che Dio mi ha donato. Se si ha la pace nel cuore e una mente si può fare tutto.
“L’amore è una culla” hai scritto nel tuo libro ricordando tua mamma che ti era vicina in Ospedale seduta su una sedia e molto stanca. Quanto è stata fondamentale per te la vicinanza della tua famiglia?
In molti oggi mi dicono che sono stata eccezionale per il modo in cui ho vissuto il tutto ma in realtà io ho solo avuto la fortuna di avere accanto persone eccezionali che con me si sono dimostrate sempre serene e forti e che non mi hanno mai trasferito la loro preoccupazione. In questo senso l’amore è per me una culla. La forza per resistere quando eri ancora sull’asfalto ti è stata data dalla recita delle prime parole dell’Ave Maria… Sono molto legata alla Madonna. Quando mi sono ritrovata in mezzo all’autostrada, riversa sull’asfalto, pregare è stato l’unico modo per non sentirmi sola ed essere tranquilla. Evidentemente le mie preghiere Qualcuno le ha ascoltate.
Dopo l’incidente hai sentito il bisogno di tagliare alcuni “rami secchi” a livello relazionale?
Si ho avvertito il bisogno di fare necessariamente pulizia non solo nell’armadio ma nella vita. Da quando mi sono ritrovata in un letto d’ospedale, sono diventata molto fragile, quasi come una spugna che assorbe l’acqua; per questo ho troncato i rapporti con alcune persone dalle quali assorbivo solo negatività e non serenità, pace, consolazione.
Hai detto ‘Se avessi una bacchetta magica e un unico desiderio da esprimere non so cosa sceglierei. Una cosa è certa: non tornerei indietro’. Cosa vuol dire ciò?
Se io avessi la possibilità di esprimere un unico desiderio, sicuramente non sarebbe quello di riavere le mie gambe. Questo lo dico sinceramente perché se avessi avuto le gambe, non avrei avuto la possibilità di vivere esperienze e realtà che oggi mi riempiono il cuore. Non ho rimpianti perché dico sempre che ieri è il passato, domani il mistero, oggi il dono.
















