Il Lecce a Benevento per risorgere
Due partite, due sconfitte e Moriero già rischia l’esonero.
Di male in peggio. Ed il Lecce, inesorabilmente, è sprofondato – a quota 0 – nella zona rossa della classifica. Una posizione indecorosa per una squadra blasonata come il Lecce, frutto di due sconfitte (entrambe per 2-1) rimediate sul campo della Salernitana e, domenica scorsa, al “via del mare” al cospetto di oltre 5mila tifosi profondamente delusi ed amareggiati. Un Lecce sconcertante quello finora visto all’opera. E se qualche attenuante poteva essere accampata riguardo la sconfitta di Salerno (prima gara, squadra incompleta, ambiente esterno caldissimo), nessuna scusante può essere concessa al Lecce che ha perduto contro L’Aquila, una matricola di Lega Pro, capace di dare alla squadra giallorossa una vera e propria lezione di calcio.
Senza idee ed incapace di sviluppare una sola (e sottolineiamo una sola) ordinata manovra di gioco, il Lecce anti-L’Aquila ha dato l’impressione di essere un’accozzaglia di uomini, mandati a tirare calci ad un pallone senza essere in possesso della più logica ed elementare regola tattica. È stato un Lecce disastroso in difesa, dove (finora) persino il bravo Martinez ha commesso errori a più non posso, facilitando le incursioni avversarie ed in particolare quelle del funambolico centravanti aquilano, il brasiliano De Sousa.
Gli altri componenti il reparto arretrato hanno fatto acqua da tutte le parti, evidenziando scarso affiatamento e pochissime qualità tecnico-tattiche. Sconcerto e delusione ha destato poi la prestazione del difensore Sales (il neo acquisto, proveniente dalla Cremonese, ha origini salentine essendo nato a Sanarica e da giovanissimo cresciuto nelle minori del Lecce) il quale, oltre a provocare il rigore che ha dato il 2-0 a l’Aquila, ha anche giocato male molti palloni non facendo rimpiangere l’infortunato Rullo.
E che dire del centrocampo? Solo considerazioni negative. Doveva essere il settore-fulcro della squadra ed invece contro L’Aquila i suoi componenti (Bellanzini, Salvi, Ferreira Pinto e Doumbia) si sono dimostrati abulici e privi di valide iniziative. Insomma, non hanno combinato niente di buono ed in particolar modo ha sbagliato, in maniera continua e clamorosa, l’uruguaiano Bogliacino, considerato da tutti l’anima del Lecce, ma che alla fine è risultato essere il peggiore in campo. Note negative anche per il reparto avanzato: ha deluso profondamente il giovane Zigoni e lo stesso Miccoli (che pure ha salvato la faccia, segnando a tempo scaduto il gol della bandiera: e sono due i suoi gol, purtroppo inutili) ha finito per perdersi nell’ordinata ragnatela difensiva predisposta dalla squadra aquilana.
Un Lecce disastroso ed inguardabile. Da vergogna. “È necessario chiedere scusa alla tifoseria e alla città – hanno detto sia Moriero sia il ds Tesoro – per la bruttissima prestazione offerta dalla squadra. Avevo predisposto e preparato un altro Lecce. Così non è stato e mi addosso tutta la colpa dell’indecorosa prestazione dei miei ragazzi. In futuro non dovranno più aversi simili partite”.
È indispensabile, dunque, richiamare all’ordine tutta la rosa del Lecce. Un compito impegnativo che mister Checco Moriero (sul cui futuro cominciano ad addensarsi nere nubi) dovrà mettere in atto da subito, alzando la voce e decidendo esclusioni per chi non rispetta i suoi insegnamenti. Domenica il Lecce andrà a giocare a Benevento, vale a dire su un altro caldo campo campano, dopo quello di Salerno. Per giunta il Benevento, allenato da Carboni (un tecnico bravo e profondo conoscitore della categoria) ha un assetto tecnico-tattico di buona qualità. In classifica ha quattro punti, frutto di una vittoria interna ed un pareggio sul campo del Grosseto. Ha segnato tre gol, subendone due. Insomma, un avversario di tutto rispetto. Il Lecce ne tenga conto se vorrà risorgere e tornare ad essere squadra di valore.
Umberto Verri
















