Michelangelo Pistoletto a Gallipoli… Il Terzo Paradiso: vita alla Terra
Fino al 25 ottobre/La mostra al Castello è curata da Manuela Gandini. Incredibile la performance al Lido Samsara.
Il Terzo Paradiso non è un’invenzione: è la possibilità di condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Michelangelo Pistoletto ha iniziato questa ricerca etica già dal 2004 elaborando un segno grafico che dal simbolo dell’infinito si estende ad un anello successivo, il Terzo Paradiso, il luogo dove si rifonda una sensibilità etica verso il mondo in cui viviamo. Il primo è il paradiso in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Il progetto del Terzo Paradiso consiste congiuntamente all’impegno di rifondare i comuni principi e comportamenti etici, in quanto da questi dipende l’effettiva riuscita di tale obiettivo. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale.
Eden-Antieden-Nuovo Eden il nuovo cerchio che crea un’escatologica fiducia nell’operare etico, un simbolo che non si cristallizza nell’alveo dell’artificio, ma estende le sue anse alla terra, creando un reticolo virtuoso. Il progetto è partito lontano, ha toccato tantissimi luoghi mescolando Land Art e multimedialità, creando un dialogo tra nazioni e continenti, relazionandosi con la musica, dalla Nannini ai Subsonica, ai Tamburellisti di Torrepaduli. E il Terzo Paradiso rischia di invadere il pianeta come un monatto colorato che porta la nuova presa di coscienza dell’arte come forma di responsabilità. La presenza del maestro in Puglia si è snodata tra la performance al Lido Samsara di Gallipoli e gli interventi didattici a Corigliano d’Otranto ed è possibile comprenderne la portata dinamica visitando la mostra al Castello di Gallipoli. Qui il Terzo Paradiso è realizzato in blocchi di pietra e conclude il percorso espositivo che ripercorre i momenti salienti della carriera dell’artista. Dai quadri specchianti, all’umenesimo iconico di Leonardo negli “Oggetti in meno”, al “Love Difference”, da una riflessione degli anni ’60 sull’Io e il suo doppio, alla sottrazione dell’azione artistica, alla progettazione concreata del sociale attraverso la conoscenza dei popoli che affacciano io Mediterraneo. La mostra al Castello di Gallipoli è curata da Manuela Gandini, corredata di catalogo. E visitabile fino al 25 ottobre.
















