Pubblicato in: Sab, Mag 5th, 2012

Il Mese di Maggio/A Primavera, Maria tra fiori e “cerase”

Ricorda l’Infantino ad un miglio da Lecce la presenza di una cappella dedicata a S. Maria dei Fiori.

Confraternite e Pii Sodalizi sono ancora oggi presenti a Novoli e a S. Pietro in Lama Ormai estinta quella di Merine.

Due antiche tradizioni associano il culto mariano al risveglio della natura. Profumo e dolcezza sono pregi della Madre di Dio. Ancora oggi il 24 maggio nella chiesa delle Alcantarine,  fedeli con mazzetti di ciliegie in mano accompagnano la statua della Madonna in processione.

Secondo una tradizione non troppo antica, risalente grosso modo al Settecento, il mese di maggio, che in genere segna il risveglio della natura con il profumato sbocciare dei fiori, è dedicato a Maria, che nel giardino creato da Dio è il fiore più bello.
Difatti, uno dei titoli con cui era festeggiata la Madonna era quello olezzante e gentile di S. Maria dei fiori. Ad un miglio da Lecce, con questo titolo esisteva nel XVII secolo una piccola chiesa, ricostruita da don Antonio Ferro con varie elemosine (G. C. INFANTINO, Lecce Sacra, Lecce 1634, p. 205). Distrutta la cappella, il suo titolo rimase a distinguere un canonicato della Cattedrale (Lecce città chiesa, a cura di M. PAONE, Galatina 1974, p. 130).
Sotto questo titolo erano pure adunati alcuni pii sodalizi laicali, come quello non più esistente di Merine, dove si festeggiava la titolare l’ultima domenica di maggio e quelli tuttora presenti a Novoli e a S. Pietro in Lama, dove vi è pure dedicata una cappella.
Altro titolo, connesso con l’arrivo dei primi frutti, era quello gustoso di Madonna “delle cerase” dato alla Vergine della Provvidenza titolare della confraternita stabilita presso la Chiesa delle Alcantarine a Lecce, che prima del Concilio era festeggiata la seconda domenica di maggio (ora il 24 maggio) ed era portata in processione adorna di mazzetti di ciliegie.
Sicuramente anche con altri titoli non meno caratteristici è stata venerata la Madre del Redentore, quelli che la pietà e la devozione filiale hanno ispirato.

Michele Giannone

GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Calimera, 5-6 maggio
Madonna di Roca
Festeggiata come protettrice della cittadina, dove ogni
anno le stradine del piccolo santuario si affollano di pellegrini
che si recano a onorare l’antico e venerato simulacro,
solennemente condotto in un tradizionale corteo processionale.

Cavallino, 5-6 maggio
Madonna del Monte
Secondo leggenda, pare che fosse proprio la Vergine ad
aver scelto la sua collocazione su un’altura nelle campagne
cavallinesi, spostando col favore del buio notturno
le pietre con cui i fedeli le avrebbero eretto una cappella.
Ogni anno viene invocata con un tradizionale inno mariano
cantato dagli alunni delle scuole e accompagnata in
spalla durante il tipico corteo.

Melendugno e Borgagne, 8 maggio
S. Maria d. Grazie
Invocata come “Madre della Divina Grazia” e “Regina di
tutte le Grazie” nella teologia e nella devozione popolare.
È venerata pure a Lecce, Campi, Merine, Roca Vecchia,
San Cesario, Squinzano e Vernole.

Campi Salentina, 8 maggio
Madre del Divino Amore
Celebrata come solennità nell’omonima chiesa.

Melendugno, 12-13 maggio
Madonna di Roca
Per antica devozione, gli abitanti effettuano un pellegrinaggio
a Roca al fine di esprimere la propria gratitudine
a Maria che veglia sui suoi figli dalla storica chiesetta
risalente al XVII secolo. Essi intendono anche ripercorrere
in senso contrario lo stesso tragitto dei propri antenati che,
nel 1480 durante l’eccidio compiuto dai Turchi a Otranto,
fuggirono da Roca disperdendosi nei centri vicini.

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