Il “Monastero invisibile” che prega per le Vocazioni Sacerdotali
L’Apostolato della Preghiera della Diocesi di Lecce in adorazione con l’Arcivescovo e con il Seminario Minore.
La Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” in Monteroni insieme al Parroco don Giuseppe Spedicato, Direttore Spirituale Diocesano dell’Apostolato della Preghiera, mercoledì 29 aprile, hanno accolto con gioia l’Arcivescovo mons. Domenico D’Ambrosio, i Seminaristi con il Rettore don Stefano Spedicato, il “Monastero invisibile” che, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, si sono ritrovati davanti a Gesù Eucaristia a pregare per la Chiesa tutta, in particolare per la Diocesi di Lecce, chiedendo all’unisono il dono di nuove ed abbondanti vocazioni sacerdotali. La rete orante intessuta da circa mille aderenti, che ogni mese dedicano un’ora di preghiera alle vocazioni, ha fatto sì che fosse un momento intensamente ed universalmente condiviso dall’assemblea costituita. Nato da una geniale intuizione dell’Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi e da egli stesso affidato all’Apostolato della Preghiera, il “Monastero invisibile” è una “comunità” attiva della nostra diocesi da circa 18 anni. Una realtà che, ogni giorno, offre preghiere al “Signore della messe affinché mandi operai per la sua messe” creando un collegamento spirituale tra circa mille persone!
Un’esperienza, pertanto, molto pregnante che l’Apostolato della Preghiera, e non solo, vive e promuove attraverso la preghiera silenziosa e continua per le vocazioni, in casa o in chiesa, in maniera personale o comunitaria. Una preghiera speciale al centro della vita quotidiana che accompagna e sostiene l’azione del Centro Diocesano Vocazioni e il Seminario Arcivescovile. Ogni anno, ma in Parrocchie diverse, di volta in volta il “Monastero invisibile” diventa visibile: in Avvento, per la Giornata del Seminario, e nel tempo di Pasqua, per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Costruito con i mattoni della preghiera costante, semplice, nascosta il “Monastero invisibile” non ha tetto, né pareti; non ha distintivo ma fa il “tifo” per i giovani, per i giovani “chiamati” e ne accompagna il cammino. Accoglie tutti e invita a pregare perché cresca la sensibilità per le vocazioni che vanno favorite, accolte, accompagnate, benedette.
Rosa Fiorentino

















