Il nuovo Beato nelle parole del Card. De Giorgi
Dono dell’amore del Padre all’Italia è stato il prof. Giuseppe Toniolo.
Il nuovo Beato, si presenta a noi, come un italiano che ha onorato e servito la Chiesa e la Patria da cittadino e cristiano esemplare: è questa la vera laicità. Ne danno conferma le innumerevoli istituzioni culturali, sociali, economiche, caritative , scolastiche, non solo ecclesiastiche ma anche civili, che portano il suo nome.
Convinto che la comunione ecclesiale, segreto della credibilità e dell’efficacia dell’apostolato, si costruisce con l’obbedienza, il prof. Toniolo fu sempre fedele ai Papi del tempo, il Beato Pio IX, Leone XIII, San Pio X e Benedetto XV. Offrendo la sua vasta e profonda cultura scientifica al loro Magistero, che accolse sempre docilmente, additandolo, soprattutto ai cattolici impegnati nel sociale e nel politico, come punto di riferimento sicuro: sia per operare in modo competente e coerente, sia per evitare il rischio di essere strumentalizzati da quanti, apertamente o occultamente negano o combattono il Vangelo e i valori cristiani.
Si presenta a noi come uno di quei “cristiani con le braccia alzate verso Dio”, dei quali ha bisogno lo sviluppo integrale dell’uomo e della società, come il Papa ha auspicato nella Enciclica Caritas in Veritate (n.79), nella quale hanno trovato conferma e sviluppo non poche intuizioni innovative del Beato, come la centralità della persona nel mondo del lavoro, l’insopprimibile fondamento etico dell’economia, la rilevanza antropologica della questione sociale, l’importanza del Vangelo nella costruzione della società, le istanze della giustizia distributiva, la tutela del lavoro delle donne e dei ragazzi, la difesa della piccola proprietà, l’ impegno per la pace.
Alla vigilia dell’Anno della fede è certamente uno dei testimoni, che il Santo Padre ha indicato come coloro che “per fede, nel corso dei secoli, hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica”(Porta fidei 13).
Infatti, non esitava di affermare: “Chi definitivamente recherà a salvamento la società presente non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi”. Da qui la sua ferma decisione: “voglio farmi santo”. E si dette, per questo, un regolamento di vita spirituale e professionale, valorizzando i mezzi sempre attuali dell’ascetica cristiana: la preghiera, la meditazione, la Messa e la comunione quotidiana, la confessione frequente, l’esame di coscienza, la direzione spirituale, i ritiri mensili e gli esercizi spirituali annuali. Un vero contemplativo dell’azione, all’insegna del motto caratteristico dell’Azione Cattolica Italiana, preghiera, azione, sacrificio.
Il radicarsi in Dio fu l’anima del suo dinamico e molteplice impegno, in famiglia, sulla cattedra e nel cuore della società.
E sulla promozione della cultura impegnò i doni di una intelligenza non comune e di una lungimiranza, quasi profetica, soprattutto circa la necessità, per il bene nel nostro Paese, di una presenza dei cattolici nel sociale e nel politico limpida, coerente, coraggiosa, unitaria, fondata sull’inscindibile rapporto tra fede e ragione, tra scienza e fede.
Christian Tarantino
(Brani tratti dall’Omelia del Card. Salvatore De Giorgi – Beatificazione del prof. Giuseppe Toniolo
Basilica Pontificia di San Paolo fuori le mura – 29 aprile 2012)















