Pubblicato in: Mer, Apr 30th, 2014

Il Nuovo Far West/Caduto il divieto per l’Eterologa avanza la Babele procreativa

Il Ginecologo/Intervista al Dott. Mauro Durante (Asl di Lecce)…

 RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI: SI PUÒ ESSERE FRATELLI E SORELLE SENZA SAPERLO 

“Si sono verificati problemi di carattere psicologico della stessa coppia e dei figli che rischiano di contrarre matrimoni incestuosi”. 

Per quanto concerne l’a­spetto medico-scientifico, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Mauro Durante ginecologo, diri­gente di primo livello dell’ospedale di Copertino e autore di due pregevo­li libri: “La salita di Marcello” dedi­cato alle problematiche mediche del­la donna in menopausa, e “Moijto” un cocktail letterario di informazioni medico-scientifiche ed esperienze di vita vissuta.

Dott. Durante, quali sono le cause prevalenti del ricorso alla fecondazione assistita? Quali sono i problemi causati dal posticipo dell’età della pri­ma gravidanza?

Lo specialista che si interessi al problema della sterilità di coppia deve rendersi conto dell’elevato nu­mero di cause che possono portare ad un mancato concepimento, e di come spesso coesistono all’interno della stessa coppia più fattori responsabili della mancanza di prole. Uno degli obiettivi fondamentali delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assi­stita (Pma) è il recupero di un’ampia corte di ovociti da fecondare durante il pick-up ovocitario. La produzione follicolare in risposta alla stimolazione ovarica è molto variabile tra le diverse donne e nella stessa don­na. Negli ultimi anni, principalmente a causa del posticipo dell’età della prima gravidanza e della conseguen­te riduzione della riserva ovarica, capita sempre più di frequente che si verifichi una risposta ovarica alla stimolazione con gonadotropine con un recupero basso di ovociti da fe­condare. L’incidenza di questa con­dizione è stimata tra il 9% e il 24%, e aumenta significativamente con l’avanzare dell’età con una prevalenza del 50% in donne di età superiore a 40 anni.

Quali e quanti sono gli aspetti scientifici positivi e negativi re­lativi e conseguenti alla fecon­dazione assistita sia omologa che eterologa?

La fecondazione assistita omolo­ga all’interno della coppia sterile è vissuta come un successo dal punto di vista tecnico-scientifico, ma na­turalmente la donna è esposta a ri­schi notevoli quali: iperstimolazione ovarica, diabete gestazionale, pre eclampsia, emorragie intrapartum e gravidanze multiple. I rischi feta­li sono: aborto spontaneo, sindrome da trasfusione feto-fetale, ritardo di crescita, parto prematuro. L’aspetto negativo dal punto di vista del co­stume è la compravendita di ovociti crio-conservati e la distruzione di embrioni. Nella fecondazione ete­rologa si sono verificati problemi di carattere psicologico della stessa coppia e dei figli che rischiano oltre­tutto di contrarre matrimoni tra fra­telli e sorelle ignari di esserlo. Anche le donne donatrici non sempre sono consapevoli della gravità dei rischi, e di alcuni effetti collaterali.

Durante

Quando si sconsiglia la fecon­dazione assistita?

Criteri di esclusione sono: oligo­astenospermie di grado grave, epa­topatie, cisti ovariche, età avanza­ta, malformazioni uterine, malattie croniche, malattie infettive in atto e quando già sono stati eseguiti 3-4 tentativi di inseminazione senza suc­cesso.

Qual è il giusto equilibrio tra il modello medico (di stile ippocratico – paternalista) che giu­stifica l’azione sanitaria finaliz­zata al bene del paziente, e il modello medico (di stile liber­tario-autonomista) che fonda l’eticità sull’auto-determinazio­ne del paziente?

Il valore del giuramento di Ip­pocrate nella sua versione classica poggia sulla coscienza del medico. La parola etica, di radice greca, inquinata dal percorso latino (mos-moris da cui deriva morale) è l’idea della scienza che insegna a gover­nare i costumi e più modernamente consente all’individuo di gestire la propria libertà. La dizione paterna­lista è stata introdotta nell’800. Il medico è sempre stato paternalista, protettivo nei confronti dei propri pazienti, che una volta erano spes­so analfabeti, e operava per il loro bene, in un rapporto fiduciario asso­luto. Il soggetto malato si aspettava dal medico il massimo beneficio. Le cose sono mutate sopratutto dall’Il­luminismo in poi con l’introduzione dei diritti del cittadino. Oggi il cit­tadino è molto informato e raccoglie da internet notizie alternative alle nostre, ma è anche molto sospettoso, disturbato da informazioni incon­trollate. A mio avviso è necessario il rispetto dell’autonomia e del prin­cipio dell’autodeterminazione delle persone, che però è diventato qual­cosa di veramente assoluto. I percor­si diagnostici e terapeutici tendono, all’estraneazione del paziente. Il bene del paziente si è svilito nella messa in essere di procedure finaliz­zate alla tutela di possibili rivendi­cazioni in ambito giudiziario, civile o penale. È un problema d’identità della mia professione, ed è un punto di criticità. A mio avviso, chi si rivol­ge al medico richiede non solo com­petenza professionale, ma anche la possibilità di ristabilire quella anti­ca e misteriosa relazione, perché è in gioco, ovviamente, la salute psichica del paziente. In merito al tema della Procreazione ci troviamo di fronte a donne in difficoltà sicuramente psicologica, alle quali sarebbe utile stabilire una relazione di fiducia re­ciproca con il proprio medico.

LE FASI DELLA FIVET

Fecondazione in vitro e transfert:

a) analisi per la donna,

b) analisi per l’uomo,

c) soppressione e stimolazione della gonade femminile,

d) pick-up,

e) prelievo del seme o prelievo degli spermatozoi dai testicoli,

f) fecondazione,

g) transfert. 

Pagine a cura di Maria Rosaria Contaldo

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