Il Nuovo Far West/Caduto il divieto per l’Eterologa avanza la Babele procreativa
Il Ginecologo/Intervista al Dott. Mauro Durante (Asl di Lecce)…
RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI: SI PUÒ ESSERE FRATELLI E SORELLE SENZA SAPERLO
“Si sono verificati problemi di carattere psicologico della stessa coppia e dei figli che rischiano di contrarre matrimoni incestuosi”.
Per quanto concerne l’aspetto medico-scientifico, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Mauro Durante ginecologo, dirigente di primo livello dell’ospedale di Copertino e autore di due pregevoli libri: “La salita di Marcello” dedicato alle problematiche mediche della donna in menopausa, e “Moijto” un cocktail letterario di informazioni medico-scientifiche ed esperienze di vita vissuta.
Dott. Durante, quali sono le cause prevalenti del ricorso alla fecondazione assistita? Quali sono i problemi causati dal posticipo dell’età della prima gravidanza?
Lo specialista che si interessi al problema della sterilità di coppia deve rendersi conto dell’elevato numero di cause che possono portare ad un mancato concepimento, e di come spesso coesistono all’interno della stessa coppia più fattori responsabili della mancanza di prole. Uno degli obiettivi fondamentali delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) è il recupero di un’ampia corte di ovociti da fecondare durante il pick-up ovocitario. La produzione follicolare in risposta alla stimolazione ovarica è molto variabile tra le diverse donne e nella stessa donna. Negli ultimi anni, principalmente a causa del posticipo dell’età della prima gravidanza e della conseguente riduzione della riserva ovarica, capita sempre più di frequente che si verifichi una risposta ovarica alla stimolazione con gonadotropine con un recupero basso di ovociti da fecondare. L’incidenza di questa condizione è stimata tra il 9% e il 24%, e aumenta significativamente con l’avanzare dell’età con una prevalenza del 50% in donne di età superiore a 40 anni.
Quali e quanti sono gli aspetti scientifici positivi e negativi relativi e conseguenti alla fecondazione assistita sia omologa che eterologa?
La fecondazione assistita omologa all’interno della coppia sterile è vissuta come un successo dal punto di vista tecnico-scientifico, ma naturalmente la donna è esposta a rischi notevoli quali: iperstimolazione ovarica, diabete gestazionale, pre eclampsia, emorragie intrapartum e gravidanze multiple. I rischi fetali sono: aborto spontaneo, sindrome da trasfusione feto-fetale, ritardo di crescita, parto prematuro. L’aspetto negativo dal punto di vista del costume è la compravendita di ovociti crio-conservati e la distruzione di embrioni. Nella fecondazione eterologa si sono verificati problemi di carattere psicologico della stessa coppia e dei figli che rischiano oltretutto di contrarre matrimoni tra fratelli e sorelle ignari di esserlo. Anche le donne donatrici non sempre sono consapevoli della gravità dei rischi, e di alcuni effetti collaterali.
Quando si sconsiglia la fecondazione assistita?
Criteri di esclusione sono: oligoastenospermie di grado grave, epatopatie, cisti ovariche, età avanzata, malformazioni uterine, malattie croniche, malattie infettive in atto e quando già sono stati eseguiti 3-4 tentativi di inseminazione senza successo.
Qual è il giusto equilibrio tra il modello medico (di stile ippocratico – paternalista) che giustifica l’azione sanitaria finalizzata al bene del paziente, e il modello medico (di stile libertario-autonomista) che fonda l’eticità sull’auto-determinazione del paziente?
Il valore del giuramento di Ippocrate nella sua versione classica poggia sulla coscienza del medico. La parola etica, di radice greca, inquinata dal percorso latino (mos-moris da cui deriva morale) è l’idea della scienza che insegna a governare i costumi e più modernamente consente all’individuo di gestire la propria libertà. La dizione paternalista è stata introdotta nell’800. Il medico è sempre stato paternalista, protettivo nei confronti dei propri pazienti, che una volta erano spesso analfabeti, e operava per il loro bene, in un rapporto fiduciario assoluto. Il soggetto malato si aspettava dal medico il massimo beneficio. Le cose sono mutate sopratutto dall’Illuminismo in poi con l’introduzione dei diritti del cittadino. Oggi il cittadino è molto informato e raccoglie da internet notizie alternative alle nostre, ma è anche molto sospettoso, disturbato da informazioni incontrollate. A mio avviso è necessario il rispetto dell’autonomia e del principio dell’autodeterminazione delle persone, che però è diventato qualcosa di veramente assoluto. I percorsi diagnostici e terapeutici tendono, all’estraneazione del paziente. Il bene del paziente si è svilito nella messa in essere di procedure finalizzate alla tutela di possibili rivendicazioni in ambito giudiziario, civile o penale. È un problema d’identità della mia professione, ed è un punto di criticità. A mio avviso, chi si rivolge al medico richiede non solo competenza professionale, ma anche la possibilità di ristabilire quella antica e misteriosa relazione, perché è in gioco, ovviamente, la salute psichica del paziente. In merito al tema della Procreazione ci troviamo di fronte a donne in difficoltà sicuramente psicologica, alle quali sarebbe utile stabilire una relazione di fiducia reciproca con il proprio medico.
LE FASI DELLA FIVET
Fecondazione in vitro e transfert:
a) analisi per la donna,
b) analisi per l’uomo,
c) soppressione e stimolazione della gonade femminile,
d) pick-up,
e) prelievo del seme o prelievo degli spermatozoi dai testicoli,
f) fecondazione,
g) transfert.
Pagine a cura di Maria Rosaria Contaldo
















