Pubblicato in: Dom, Mar 25th, 2012

Il Nuovo Fazzi: un ospedale nell’Ospedale

Il punto: Cinque anni di carte bollate

Tra pochi mesi si darà avvio ai lavori che dovranno terminare nel primo trimestre del 2015.

A fronte del ridimensionamento – e in alcuni casi, della chiusura – di diversi ospedali nel territorio salentino, il “Vito Fazzi” resiste, anzi accresce la sua struttura dall’interno. Risultano, invece, ormai dismessi Campi Salentina, Nardò, Gagliano del Capo e Poggiardo; rischiano grosso anche il “Santa Caterina Novella” di Galatina e il “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli.

Negli ultimi tempi, si fa un gran parlare del cosiddetto “Nuovo Fazzi”, una denominazione impropria dal momento che si tratta di una struttura che sarà realizzata all’interno del Presidio Ospedaliero già esistente. Il progetto in questione è frutto del Protocollo d’intesa Stato-Regione relativo all’Accordo di Programma Stralcio 2007, sottoscritto il 19 luglio dello stesso anno. Da quella firma è trascorso un lustro senza che alcun cantiere vedesse luce, lasciando il progetto in balìa di carte bollate e ricorsi al TAR. Finalmente, la vicenda giudiziaria in merito ai lavori per la costruzione del nuovo nosocomio leccese volge al termine e, salvo nuovi rinvii, tra pochi mesi si darà l’avvio ai lavori che prevedono la consegna in opera della struttura nel primo trimestre 2015.

Intervengono il Direttore Sanitario del presidio e il responsabile dell’ufficio per spiegare il progetto “Nuovo” Fazzi

Il dott. Giampiero Frassanito, dirigente medico del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, fa chiarezza su alcuni dati. “Nel solo 2010 – afferma – il Fazzi ha registrato l’81,83% di occupazione dei posti letto, circa 27 mila ricoveri. Un dato che si presenta ancor più rilevante se messo a confronto con la media nazionale, che risulta essere del 75%. Questo significa che alcune unità operative, tra cui quelle che dovranno essere spostate nella nuova struttura di Emergenza e Urgenza, superano il 100% dell’occupazione di posti letto”. Dati, questi, che non possono che confermare la necessità del progetto in corso.

Responsabile Unico del Procedimento è l’ing. Antonio Stomeo, dirigente responsabile dell’Ufficio Tecnico del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi”, che si avvale dell’ausilio determinante della dott.ssa Laura Casto.  Il progetto, il cui importo complessivo è di 117 milioni di euro, parte dall’esigenza di dotare la città di Lecce ed il suo comprensorio di una struttura di eccellenza in grado di affrontare con immediatezza i casi di particolare urgenza. L’intervento, pertanto, consiste nella realizzazione di un plesso ospedaliero da adibire a Dipartimento di Emergenza e Urgenza, all’interno del “Vito Fazzi”, tra il plesso esistente ed il padiglione oncologico. “Questo progetto nasce dalle necessità che la direzione sanitaria e ogni singolo primario ha esposto nel corso del tempo – ha affermato l’ing. Stomeo – necessità che, tradotte in termini tecnici, sono confluite all’interno della formulazione del presente piano di lavoro”.

La nuova struttura: secondo i princìpi dell’ospedale modello

Il plesso ospiterà un totale di 330 posti letto, di cui 214 di ricovero ordinario, 64 per terapia intensiva e 52 per Terapia sub-intensiva. 

La struttura, composta da 6 piani di cui uno interrato, occuperà un’area in pianta di circa 8.300 mq con una superficie complessiva di 33.245 mq. Il suo compito sarà integrare la funzionalità dell’ospedale esistente, che è una struttura concepita negli anni ’70 e, benché stia subendo dei processi di ristrutturazione, necessita di un adeguamento in misura a quanto è stato implementato nella sanità, dalla sua inaugurazione ad oggi. Il “Vito Fazzi”, in data odierna, dispone di circa 523 posti letto (esclusi quelli del padiglione oncologico) e, pur essendo dotato di due gruppi operatori per un totale di n.14 sale operatorie, più una dedicata ad attività di ostetricia e varie terapie intensive, vede l’area dell’emergenza-urgenza frazionata dal punto di vista logistico con conseguenti problematiche organizzative. A ciò, intende ovviare il progetto di realizzazione della nuova struttura, studiata per consentire oltre che una maggiore disponibilità di spazi, anche nuovi impianti e tecnologie dedicate alle Unità Operative del corpo centrale.

Il nuovo plesso risponde alle attese di sicurezza, comfort ed affidabilità con un’implementazione di tecnologie legate all’area critica; nello specifico si prevede una tecnologia al servizio della logistica (es. trasporto interno pazienti), una tecnologia al Western union money transfer servizio dell’attività assistenziale (es. sale operatorie e terapie intensive) ed, infine, dei sistemi operativi ad alto contenuto tecnologico (es. diagnostica per immagini).

L’obiettivo finale è armonizzare tecnologia e umanizzazione rispondendo sia alle necessità del singolo cittadino e della comunità che alle richieste dei medici, infermieri e dirigenti.

La nuova struttura risponde ai noti principi del decalogo dell’Ospedale modello fra i quali: umanizzazione, organizzazione, interattività, appropriatezza, affidabilità ed innovazione. Con il nuovo edificio l’intera struttura ospedaliera viene ripensata nel suo funzionamento complessivo con l’individuazione di percorsi diagnostico-terapeutici, le relative esigenze di coordinamento ed integrazione fra Unità Operative e servizi e le appropriate soluzioni organizzative e relazioni funzionali. 

Serena Carbone

 

 

 

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