Pubblicato in: Gio, Lug 9th, 2015

Nuovo Lecce/Il credo di Asta: difesa a 4 e corsa a tutto campo

Il Tecnico: qui ho smesso di giocare per un brutto infortunio. Da qui riparto per un grande progetto.

Un uomo del Sud, e più pre­cisamente un siciliano di Alcamo, è il nuovo allena­tore del Lecce. Si chiama Antonino Asta, da tutti affettuosamente chiamato Tonino, ha 44 anni, un passato da centrocampi­sta con le maglie, tra l’ altro, di Mon­za, Torino, Napoli e Palermo, società in cui, nell’annata 2003-2004, fu co­stretto a chiudere la carriera di calcia­tore per colpa di un grave infortunio (rottura dell’astragalo della caviglia destra), subito – ironia della sorte – proprio a Lecce in occasione della sfida finale fra giallorossi e palermi­tani disputata il 7 giugno del 2007 e vinta dai salentini per 3-0. Con que­sta vittoria il Lecce, guidato da Delio Rossi, conquistò la serie A a danno del Palermo allenato dall’ex Sonet­ti. Durante questa partita, a metà del secondo tempo, Asta fu colpito dura­mente da un leccese alla caviglia, ma avendo Sonetti effettuato tutte e tre le sostituzioni costrinse il centrocampi­sta di Alcamo a restare in campo fino alla fine, aggravando così il già grave infortunio.

18

Oggi ricordando quell’e­pisodio Asta ha una smorfia di sorri­so, lasciando intendere “come spesso il destino abbia un ruolo fondamenta­le nella vita di ciascuno di noi”. Appese le maglie al chiodo, Asta ha iniziato la carriera di tecnico come responsabile degli Allievi Regionali del Torino, società in cui ha ricoper­to diversi ruoli nel settore giovanile per ben sette anni (dal 2005 al 2012). Dopo tanta gavetta, nel 2013 è stato chiamato dal Monza (in C2) che, pur penalizzato di sei punti, conquistò le finali play off, poi perdute nell’ultimo turno contro il Venezia. Dopo due stagioni di buoni risultati, lo scorso campionato Asta è stato capace di compiere un altro “miracolo” alla guida del Bassano. Ma anche con questa squadra non ha avuto fortuna, finendo così per perdere la serie B nell’ultima gara contro il Como. Da lunedì scorso, invece, Tonino Asta (che prima di cominciare la carriera di calciatore ha fatto il barista a Mila­no) ha dato il via ad una nuova ed en­tusiasmante avventura alla guida del Lecce, scendendo dall’estremo Nord in questa terra del Sud che ha fame di buon calcio e di un pronto ritorno in serie B.

Il Lecce è nel destino di Asta?

Certamente deve essere così”, ha candidamente confessato ad una nostra domanda il neo tecnico lec­cese che ha firmato un contratto per un anno con opzione per un secondo in B o ancora in Lega Pro e che si è scelto come vice Francesco Farina. “Qui a Lecce – ha aggiunto – sono stato costretto a smettere di gioca­re per un brutto incidente, adesso a distanza di 12 anni sono tornato per guidare da allenatore un Lecce che, fin dal primo contatto con il ds Trinchera, ho sentito “mio” ed ho accettato di allenarlo con entusia­smo e con grande passione. Questa società mi ha presentato un progetto che mi ha riempito d’orgoglio. Per­tanto, sento il dovere di ringraziare chi mi ha fortemente voluto: per me si è trattato di un atto di rispetto e di grande considerazione, due attestati che mi ha riempito il cuore d’orgo­glio. Insomma, è davvero un grande onore essere qui. E poi…

Cosa?

Come il Lecce anch’io ho perduto due finali play off: dapprima con il Venezia e l’anno scorso con il Bas­sano. Se ci sarà una terza volta, farò di tutto – e stavolta insieme con il Lecce – di non farmela sfuggire. Ciò significa che, rispetto all’anno scor­so, quest’anno il Lecce dovrà fare meglio e, come primo obiettivo, con­quistare un posto nei play off.

Quali le speranze ed i progetti di mister Asta?

Lecce è una piazza straordinaria che si aspetta grandi risultati per il futuro. Come per tutte le cose della vita, non sarà facile e semplice vince­re. Tuttavia, le sfide mi hanno sempre dato la forza per fare meglio. E qui a Lecce, io e la nuova società vogliamo fare molto bene in modo da risveglia­re l’entusiasmo indispensabile per richiamare i tifosi allo stadio.

Come giocherà il Lecce?

Parlare di formule tattiche è faci­le e semplice. È vero che in passato ho adottato il 4- 2-3-1 o il 4- 3-2-1. Ma non si tratta di schemi fissi. Difat­ti, come ho sempre fatto mi adatterò alle caratteristiche dei giocatori che avrò a disposizione. Formula a parte, io voglio un Lecce che corra, che sia alto e che in campo dia l’anima ed abbia una mentalità vincente.

Umberto Verri

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti