Pubblicato in: Gio, Nov 27th, 2014

Il Papa a Strasburgo/I Segreti di un linguaggio e… di un successo

Con le sue singolari scelte, molto eloquenti, riguardanti il modo di vestirsi, di abitare, d’incontrare gli altri, dimostra di conoscere in modo effica­ce la comunicazione non verbale. Così come sta insegnando che il linguaggio verbale può svolgere un ruolo fonda­mentale nel costruire un mondo nuovo. Anche in Europa Francesco è entrato nei media da esperto protagonista ed è stato accolto quale eccezionale modello di comunicatore che usa i codici fonda­mentali di un linguaggio che coinvolge, producendo convergenza tra emittente e ascoltatore mediante un eccezionale stile caratterizzato da chiara semplicità, esplicita immediatezza, estrema essen­zialità, coinvol­gente efficacia, superamento d’impigrite chiu­sure, continua attenzione ver­so ogni periferia della dignità umana.

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Il Papa ha ben compre­so che abitare i mass-media significa affron­tare l’importante sfida della cul­tura digitale, per cogliere doman­de e formulare proposte: per la Chiesa di oggi, infatti, è proprio necessario en­trare nell’epoca della comu­nicazione sociale. Affrontandola con consapevole responsabilità in quan­to comunità che ha avuto l’esplicito compito di annunciare il messaggio del suo Fondatore sino agli estremi confini della terra e che è stata inviata a tutti gli uomini, e quindi a condividere ogni realtà in cui è presente l’uomo con­temporaneo, mediante la presenza, la compartecipazione, la testimonianza, la proposta cristiana verso ogni persona. Così egli è convinto che il linguaggio, soprattutto se improntato al dialogo, abbia una rilevante capacità di svilup­pare relazioni e costruire nuove realtà influendo nella vita sociale, culturale e “politica”.

VIGNETTA

Pur nella convinzione che l’incontro di fede con Cristo richiede in­nanzi tutto un intenso rapporto interper­sonale e una fondamentale relazione comunitaria, occorre, pertanto, impiega­re ogni forma di comunicazione virtuale, cogliendo l’opportunità di una comuni­cazione interattiva capace di coniugare nuove tecnologie e attività pastorale. Ed ecco il Papa che usa Twitter per informare, tanti operatori ecclesiali che sviluppano relazioni mediante i social network, condividendo esperienze con Facebook, intrattenendo e incremen­tando rapporti con Whatsapp.Pure con la telefonata improvvisa, umile e frater­na, egli dà prova che, come per tutti gli strumenti, ogni relazione interpersonale improntata a dignità e rispetto della per­sona può favorire il destino di comunio­ne al quale si è tutti chiamati: mediante le vastissime possibilità di comunione realizzate con la connettività e, soprat­tutto una saggia navigazione, è possi­bile cioè favorire l’amicizia, la fraternità e la spiritualità. E Papa Francesco ama riferirsi direttamente e incisivamente al cuore della persona e della comunità, riuscendo a far sognare, a sperare in un mondo nuovo, a coinvolgerci in un’e­sperienza cristiana fonte di vera gioia. 

Adolfo Putignano

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