Il Papa a Strasburgo/I Segreti di un linguaggio e… di un successo
Con le sue singolari scelte, molto eloquenti, riguardanti il modo di vestirsi, di abitare, d’incontrare gli altri, dimostra di conoscere in modo efficace la comunicazione non verbale. Così come sta insegnando che il linguaggio verbale può svolgere un ruolo fondamentale nel costruire un mondo nuovo. Anche in Europa Francesco è entrato nei media da esperto protagonista ed è stato accolto quale eccezionale modello di comunicatore che usa i codici fondamentali di un linguaggio che coinvolge, producendo convergenza tra emittente e ascoltatore mediante un eccezionale stile caratterizzato da chiara semplicità, esplicita immediatezza, estrema essenzialità, coinvolgente efficacia, superamento d’impigrite chiusure, continua attenzione verso ogni periferia della dignità umana.
Il Papa ha ben compreso che abitare i mass-media significa affrontare l’importante sfida della cultura digitale, per cogliere domande e formulare proposte: per la Chiesa di oggi, infatti, è proprio necessario entrare nell’epoca della comunicazione sociale. Affrontandola con consapevole responsabilità in quanto comunità che ha avuto l’esplicito compito di annunciare il messaggio del suo Fondatore sino agli estremi confini della terra e che è stata inviata a tutti gli uomini, e quindi a condividere ogni realtà in cui è presente l’uomo contemporaneo, mediante la presenza, la compartecipazione, la testimonianza, la proposta cristiana verso ogni persona. Così egli è convinto che il linguaggio, soprattutto se improntato al dialogo, abbia una rilevante capacità di sviluppare relazioni e costruire nuove realtà influendo nella vita sociale, culturale e “politica”.
Pur nella convinzione che l’incontro di fede con Cristo richiede innanzi tutto un intenso rapporto interpersonale e una fondamentale relazione comunitaria, occorre, pertanto, impiegare ogni forma di comunicazione virtuale, cogliendo l’opportunità di una comunicazione interattiva capace di coniugare nuove tecnologie e attività pastorale. Ed ecco il Papa che usa Twitter per informare, tanti operatori ecclesiali che sviluppano relazioni mediante i social network, condividendo esperienze con Facebook, intrattenendo e incrementando rapporti con Whatsapp.Pure con la telefonata improvvisa, umile e fraterna, egli dà prova che, come per tutti gli strumenti, ogni relazione interpersonale improntata a dignità e rispetto della persona può favorire il destino di comunione al quale si è tutti chiamati: mediante le vastissime possibilità di comunione realizzate con la connettività e, soprattutto una saggia navigazione, è possibile cioè favorire l’amicizia, la fraternità e la spiritualità. E Papa Francesco ama riferirsi direttamente e incisivamente al cuore della persona e della comunità, riuscendo a far sognare, a sperare in un mondo nuovo, a coinvolgerci in un’esperienza cristiana fonte di vera gioia.
Adolfo Putignano

















