Il passato generi il futuro: Auguri Lecce!
Lecce Capitale Europea della Cultura 2019/Un progetto in cui convergano coscienze e saperi critici del territorio.
Vale un programma che restituisca ai cittadini l’arte e la storia della città.
È augurabile che Lecce non solo superi la prima selezione che a novembre ridurrà a cinque le città italiane candidate a capitale europea della cultura per l’anno 2019, ma anche che giunga a prendere il ruolo finale. Se ciò accadesse Lecce avrebbe tutto il tempo e le risorse per ripensare il ruolo che spetta alla cultura nell’affermazione e nello sviluppo della civiltà urbana.
In questi giorni vengono magnificate, talvolta anche in maniera eccessivamente enfatica, tutte le iniziative che hanno reso “Marsiglia nuovo fronte del porto”, con un numero impressionante di inediti luoghi di interesse culturali: musei, teatri, padiglioni, di nuova costruzione e ovviamente affidati ad archistar, o luoghi storici restaurati e restituiti ad una nuova fruizione, più frequentemente per l’arte contemporanea.
Ne è venuto fuori un programma che ha coinvolto tutti questi luoghi in un racconto coerente che ha tenuto Marsiglia al centro di progetti che, guardando al mediterraneo, non solo ha scoperto l’anima della città, ma l’ha tenuta al centro di una visione internazionale. Era quanto accaduto precedentemente anche a Istanbul. Dunque la cosa non deve essere pensata solo tenendo conto della storia e della bellezza della città; chi in questo senso potrebbe competere con Venezia, per fare un solo esempio? Essere capitale della cultura significa poter offrire a residenti e potenziali visitatori ogni giorno dell’anno luoghi dove poter meditare sulla storia e la contemporaneità di un territorio che possa proiettarsi su scenari di larghissimo respiro.
















