Pubblicato in: Gio, Set 5th, 2013

Il passato generi il futuro: Auguri Lecce!

Mostre, dibattiti, spettacoli, rassegne, concerti, che diventano protagonisti del nostro vivere quotidiano, non però per semplice intratteni­mento, evento secondario e di compensazione rispetto alle “più pressanti esigenze econo­miche, amministrative e poli­tiche”. Questo farebbe pensare che diventare capitale europea della cultura serva soprattutto ad alimentare un super-marke­ting turistico, e che quindi la cultura sia uno strumento per fare affari o, come si dice con finta eleganza e competenza, business.

Concordo invece con quanto scritto recentemente da Alessandro Leogrande sul Corriere Meridionale, il quale ricordava che non funziona affidarsi sempre ai grandi te­stimonial. Tutte le città italiane candidate al ruolo lo hanno fatto inseguendo benevole e citatissime affermazioni di Camilleri, Eco, Lang, Bocelli, e così via.

Ma vale invece un programma e un progetto in cui convergono coscienze e saperi critici che il territorio sa esprimere, sapendoli collegare in chiave internazionale per restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane. Come afferma Tomaso Montanari “se il nostro patrimonio storico e artistico, e cioè il tessuto uni­co delle nostre città, non genera futuro in termini di cittadinan­za, integrazione, eguaglianza costituzionale e vita sociale, allora non serve a niente, e non vale la pena di conservarlo”. Allora, auguri Lecce!

Antonio Cassiano

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