Il passato generi il futuro: Auguri Lecce!
Mostre, dibattiti, spettacoli, rassegne, concerti, che diventano protagonisti del nostro vivere quotidiano, non però per semplice intrattenimento, evento secondario e di compensazione rispetto alle “più pressanti esigenze economiche, amministrative e politiche”. Questo farebbe pensare che diventare capitale europea della cultura serva soprattutto ad alimentare un super-marketing turistico, e che quindi la cultura sia uno strumento per fare affari o, come si dice con finta eleganza e competenza, business.
Concordo invece con quanto scritto recentemente da Alessandro Leogrande sul Corriere Meridionale, il quale ricordava che non funziona affidarsi sempre ai grandi testimonial. Tutte le città italiane candidate al ruolo lo hanno fatto inseguendo benevole e citatissime affermazioni di Camilleri, Eco, Lang, Bocelli, e così via.
Ma vale invece un programma e un progetto in cui convergono coscienze e saperi critici che il territorio sa esprimere, sapendoli collegare in chiave internazionale per restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane. Come afferma Tomaso Montanari “se il nostro patrimonio storico e artistico, e cioè il tessuto unico delle nostre città, non genera futuro in termini di cittadinanza, integrazione, eguaglianza costituzionale e vita sociale, allora non serve a niente, e non vale la pena di conservarlo”. Allora, auguri Lecce!
Antonio Cassiano















