Pubblicato in: Sab, Mag 19th, 2012

Il popolo dei precari Salentini

Le retribuzioni non superano gli 800,00 € mensili e i contratti flash si chiudono in pochi mesi: disoccupati, cassintegrati licenziati.

In Puglia superano le 240.000 unità, pari al 19,8% dei lavoratori regionali

Ricercatori, insegnanti, medici, infermieri, giornalisti, operai… Sono veramente tante le categorie sul piede di guerra nel nostro Salento. Ognuna con le sue ragioni, con la sua storia più o meno nota, ognuna consapevolmente appesantita dalle decennali lotte interne ma, principalmente, tutte stanche di guardare al futuro attraverso gli occhi dell’incertezza. Appena una settimana fa, in occasione della Giornata di Mobilitazione Nazionale Contro la Precarietà, la Cgil Bari ha diffuso i dati relativi ai lavoratori precari di Puglia, Regione che, nella classifica italiana per la diffusione del fenomeno, ha guadagnatoun triste quarto posto preceduta solo da Calabria, Sardegna e Sicilia.

I precari pugliesi sono ben 242.000 (pari al 19,8 % dei lavoratori regionali), soprattutto giovani, con una retribuzione che non supera gli 800 euro mensili e contratti- flash che si concludono nel giro di pochi mesi. Un identikit impietoso che non concede sconti a quella che ha tutta l’aria di essere una “truppa dal futuro incerto”, cui si accosta l’esercito dei disoccupati, dei cassintegrati e dei licenziati. È questo che siamo: un popolo di precari che, fra accettazione e disillusione, cercano ogni giorno dei veri e propri stratagemmi di sopravvivenza; siamo lavoratori che non contano nulla all’interno del proprio settore, eppure ne siamo il motore.

Dietro dinamiche di questo tipo si nasconde la subdola strategia di un sistema che permette, a chi detiene il potere, di “abusare” del lavoratore e del diritto al lavoro, costituzionalmente sancito. Si tratta, però, di un sistema contro cui qualcuno ha deciso di ribellarsi, ma lo ha fatto in un mondo in cui il lavoro scarseggia e, per molti, essere precari è paradossalmente considerata una fortuna!

Serena Carbone

Giornalisti Salentini/Stipendi latitanti

“Perché non boicottiamo ste dirette delle elezioni amministrative?”. È stata questa l’audace proposta comparsa su facebook lo scorso 2 maggio che – per dirla con un linguaggio di Scottiana memoria – ha letteralmente scatenato l’inferno. Solo che, in questo caso, a vestire i panni del coraggioso gladiatore è Vincenzo Siciliano e l’ambientazione non è quella della Roma imperiale, ma della Lecce dei nostri giorni. Vincenzo, cameraman, stanco di uno stipendio latitante da 6 mesi. La sua azienda gli ha recapitato una lettera di licenziamento per “ristrutturazione aziendale”. La vicenda ha spinto la categoria dei giornalisti a riunirsi per cercare il sostegno dei sindacati. Un problema che riguarda tanta parte della categoria.

Pronto Soccorso/Medici e pazienza

Rimane  irrisolta la protesta dei medici precari che da oltre 6 anni lavorano nei vari Pronto Soccorso della Asl di Lecce. Nonostante le pressioni e il rischio di sciopero che metterebbe in ginocchiol’intera sanità dell’emergenza in Provincia di Lecce, si procede ancora con una serie di contentini e di proroghe.
“Solo qui nella Asl di Lecce si continua con queste proroghe irregolari”,  spiega Giuseppe Roggerone del P.S. di Lecce; “la direzione della Asl continua a rinviare la sistemazionedei rapporti di lavoro”. Nonostante, l’impegno assunto dal direttore sanitario della Asl, Ottavio Narracci, che intimava solo un altro po’ di pazienza per la conclusione positiva molti medici sono, a tutt’oggi, ancora in attesa.

Vertenza Billa/A casa in 73

Dopo la chiusura dell’Ipermercato Billa di San Cesario,  che ha lasciato 73 dipendenti senza lavoro e l’intervento tempestivo del sindacato Filcams Cgil che denunciava una deresponsabilizzazione da parte dell’Azienda sul destino dei suoi lavoratori, il gruppo Rewe, proprietario della struttura, continua nella sua decisione di chiuderla.
Inoltre, nei giorni scorsi, con ferma decisione, i lavoratori si sono presentati presso l’azienda disponibili come sempre al lavoro, anche ad imballare i prodotti in giacenza, ma hanno contrastato il lavoro dei camion giunti per caricare i prodotti. Segno elequente che c’è voglia di lottare e di dare un senso alla protesta, che ha fatto scattare la convocazione di un Tavolo Regionale.

Dipendenti ex BAT/Produzione ferma

A Lecce gli ex lavoratori BAT restano piuttostoinaspriti, l’azienda chiuse i battenti un anno fa per delocalizzare il lavoro all’estero, oggi inseriti nelle aziende Korus e Iacobucci. I dipendenti ancora non riescono a spiegarsi il motivo per cui un’azienda assumerebbe personale, pagandolo, e con i corsi di formazione conclusi, senza avviarne il processo produttivo, visto e considerato che l’impianto di lavoro non era stato sottoposto ad interventi di ristrutturazione.
Fu, presentata, a nome dei lavoratori,tempo fa, anche un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico per ricevere chiarimenti sulla questione. Anche i sindacati locali effettuarono una riunione presso gli uffici della Prefettura proprio per dare una risposta a chi voleva vederci più chiaro, allo scopo di sollecitare i vertici nazionali. Mentre si continua ad auspicare un concreto intervento delle Istituzioni… la questione resta grave.

 

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