Il Premio “Paolo VI” 2012/Una corale partecipazione d’alto livello
Sesta Triennale d’Arte Sacra Contemporanea
Completiamo la nostra visita alla Sesta Triennale d’Arte Sacra Contemporanea guardando le opere dei novantatre artisti invitati al Premio “Paolo VI” 2012, un’edizione questa costruita nel segno di quella intuizione che nel millenovecentonovantasette portò alla nascita della GASC Galleria d’Arte Sacra Contemporanea, unica realtà di tal tipo in tutta l’Italia meridionale.
La competenza e il livello dei segnalatori, direttori di Musei ed Istituzioni di settore oltre che critici d’arte attenti alle problematiche del sacro, da tempo, consentono una partecipazione d’alto livello, accresciutasi notevolmente quest’anno, almeno a nostro avviso. Passando dalle problematiche dell’icona alla leggibile raffigurazione del messaggio evangelico, alle metafore, alle immagini surreali e metafisiche, all’informale e all’astrazione quali rappresentazione emozionale e partecipativa del “mistero”.
In tale realtà di presenze, notevole è stata la difficoltà di scelta in sede di Giuria, costringendo i suoi componenti: il Curatore Toti Carpentieri, Caterina Ragusa della Sovrintendenza di Puglia e il Vicario dell’Arcidiocesi Mons. Fernando Filograna, a quella attenta valutazione che ha portato all’assegnazione del Premio “Paolo VI”2012 aMassimiliano Spedicato per una fotografia d’alto valore formale e simbolico. Notevoli anche le altre opere premiate, dalla figurazione mediatica di Roberto Silvestrini Garcia a quella di confronto di Annamaria Trevisan, alle modulazioni percettive di Anna Seccia, alla leggibile simbologia di Tarshito, all’immagine cristologica di Vito Russo, alla oggettualità complessa di Vittorio Fava.
Comprendendo le difficoltà a cui accennavamo, ci pare giusto, ben oltre la citazione dei premiati, richiamare l’attenzione di chi legge, e ben oltre ogni considerazione generale, sulla significativa presenza di opere fotografiche (Rosetta Berardi, Arturo Caprioli. Cesare Gaspari e Francesca Speranza), ma anche sui dipinti di Maria Abbadessa, Giorgio Bartoli, Giovanni Blandino, Sara Chiaranzelli, Anna Maria Fardelli, Teresa Marasca, Marcello Malandugno, Alessandra Pennini, Francesco Martani, Maurizio Bonfanti, Vito Melotto e Giuseppe Monguzzi legati tutti alla pur ampia leggibilità della figurazione. Nell’ambito della pittura/scrittura ecco poi Antonio Luceri, Dario Damato, Fabio Schiavone, Gabriela Bernales e Marco Gambatesa, mentre risultano impegnati nell’astrazione più significativa Raffaella Benetti, Silvana Li Pira, Gabriel Raul e Arianna Spizzico. Autonomi per espressività e scelta il lavoro di Teo De Palma, quelli alquanto similari di Nicola Elia e Antonio Mazzotta, il paesaggio di Marco Fiorillo, l’ex-voto di Giovanni Corallo, l’annunciazione di Nando Lianò, il dipinto neo-futurista di Tina Saletnich e quelli di Bruno Leo, Salvatore Fanciano, Enzo Angiuoni e Wanda Valente.
Notevoli, infine, quasi tutte le sculture presenti in mostra, dall’Ostensorio di Antonio Raho, all’impianto costruttivo di Giovanni Scupola, al Crocifisso bronzeo di Alessandro Nastasio, ai rinnovati riferimenti al Buon Pastore di Sara Montani, Roberto Di Trani, Salvatore Marullo, Rita Tondo e Giovanni Carpignano.
Anna Rita Favale















