Pubblicato in: Sab, Giu 8th, 2013

Il Presidente: “A fine giugno un’altra donazione”

Lecce/Attestazione di conformità per il centro donatori di midollo osseo dell’Ospedale “Vito Fazzi”. 

admo

“Andiamo nelle scuole, parliamo, convinciamo i ragazzi e li indirizziamo al Centro Trasfusionale. Tutte le mattine io stesso mi reco presso gli istituti e ne trovo in media 10 o 15”. 

Il midollo osseo è un tessuto da cui si originano tutte le cellule del san­gue, ovvero i globuli rossi (eritroci­ti), i globuli bianchi (leucociti) e le piastrine (trombociti). Esso è loca­lizzato nelle cavità delle ossa, in parti­colare le piatte (bacino, sterno, coste, vertebre e cranio).  Il midollo osseo utilizzato per il tra­pianto viene definito in termine tecnico “emopoietico” e ha de visu un aspetto simile al sangue. Non è, quindi, midol­lo spinale!

Le cellule staminali, progenitrici di quelle del sangue, vengono prodotte nel midollo osseo ed immesse in cir­colo. Sono totipotenti, cioè in grado di proliferare ad un ritmo estremamente intenso e a differenziarsi nelle varie linee cellulari ematiche (globuli rossi, bianchi e piastrine). Le cellule proge­nitrici sono piuttosto scarse, ma possie­dono un’enorme attività riproduttiva.

Ogni giorno, infatti, generano 200-400 miliardi di cellule (200 miliardi di eri­trociti, 110 miliardi di leucociti e 100 miliardi di piastrine); inoltre, sono in grado di replicarsi e, anche se doves­sero in parte venire prelevate, mediante donazione, il loro numero resta invaria­to per tutta la vita. Per questo abbiamo intervistato il Presidente della sezio­ne provinciale dell’ADMO di Lecce, Francesco Giannuzzi.

Professore, è stata riconosciuta la conformità agli standard na­zionali del Centro Donazione di Midollo Osseo del Vito Fazzi di Lecce?

Sì, Venerdì 10 maggio il Centro Donatori di Midollo Osseo del Servizio di Immunoematologia e Medicina Tra­sfusionale dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ha ottenuto l’attestazione di conformità sulla base degli standard operativi IBMDR, WMDA e della Nor­mativa Nazionale vigente in materia di donazione di cellule e tessuti da parte di IBMDR (Registro Italiano dei Do­natori di Midollo Osseo), Centro Na­zionale trapianti, Centro Nazionale Sangue, Centro Regionale trapianti e Centro Regionale Sangue, nella perso­na del dottor Ferdinando Valentino, coadiuvato dalla dottoressa Lucrezia Addabbo, Biologa della Sezione Tra­sfusionale di Galatina, inviata presso il Centro di Tipizzazione Tissutale e Biologia dei Trapianti del Policlinico di Bari per le più moderne acquisizio­ni nel campo della Tipizzazione HLA e successivamente trasferita a Lecce. Pensiamo che sia un riconoscimento meritato.

Cos’è l’ADMO?

L’Associazione Donatori di Midol­lo Osseo è l’unico organismo che cer­ca di cooptare o “reclutare” i giovani compresi nella fascia d’età 18 – 35, perché, essendo la compatibilità rara da 1 a 100.000, è inutile iscrivere un 50enne al Registro Nazionale presso l’Ente Ospedaliero “Ospedali Gallie­ra di Genova”, dato che dopo 5 anni deve essere cancellato: è difficile che in tale lasso di tempo si trovi la compa­tibilità. La sanità passa attraverso tut­te le fonti: si va nelle scuole, si recluta il 18enne. Se aderisce rimane iscritto fino a 55 anni. Da 18 a 55 la forbice è talmente larga che si spera di trovare una compatibilità.

Professore, quando è nata a Lec­ce l’Associazione?

Nel 1999, poi, essendo stata sciol­ta, l’ho rilevata a seguito del mio trasferimento da Torino, dove avevo inaugurato la sezione in provincia, un’intercomunale formata da 24 co­muni. A Lecce hanno visto le mie cre­denziali e mi hanno dato una stanza in ospedale per raggiungere livelli di funzionalità dell’ADMO a Lecce come quelli di Torino.

Quanti sono gli iscritti?

Solo il Vito Fazzi è l’unica struttura candidata a fare i prelievi, in tutta la provincia. Constatato che essa abbrac­cia 96 comuni, non potendo monitorare contemporaneamente tutto il territorio, abbiamo inaugurato una sezione a Co­pertino, una a Tricase, una a Gagliano del Capo, una a Tuglie e una a Lecce, la provinciale. Ultimamente abbiamo creato 2 “Gruppi di lavoro”: uno nel comune di Lizzanello e l’altro a Tavia­no. Nel 2000 gli iscritti a Lecce erano soltanto 90 e circa 250 in tutta la pro­vincia. Oggi in 10 anni, in quest’ulti­ma, abbiamo superato i 1800.

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