Il Presidente: “A fine giugno un’altra donazione”
Lecce/Attestazione di conformità per il centro donatori di midollo osseo dell’Ospedale “Vito Fazzi”.
“Andiamo nelle scuole, parliamo, convinciamo i ragazzi e li indirizziamo al Centro Trasfusionale. Tutte le mattine io stesso mi reco presso gli istituti e ne trovo in media 10 o 15”.
Il midollo osseo è un tessuto da cui si originano tutte le cellule del sangue, ovvero i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti) e le piastrine (trombociti). Esso è localizzato nelle cavità delle ossa, in particolare le piatte (bacino, sterno, coste, vertebre e cranio). Il midollo osseo utilizzato per il trapianto viene definito in termine tecnico “emopoietico” e ha de visu un aspetto simile al sangue. Non è, quindi, midollo spinale!
Le cellule staminali, progenitrici di quelle del sangue, vengono prodotte nel midollo osseo ed immesse in circolo. Sono totipotenti, cioè in grado di proliferare ad un ritmo estremamente intenso e a differenziarsi nelle varie linee cellulari ematiche (globuli rossi, bianchi e piastrine). Le cellule progenitrici sono piuttosto scarse, ma possiedono un’enorme attività riproduttiva.
Ogni giorno, infatti, generano 200-400 miliardi di cellule (200 miliardi di eritrociti, 110 miliardi di leucociti e 100 miliardi di piastrine); inoltre, sono in grado di replicarsi e, anche se dovessero in parte venire prelevate, mediante donazione, il loro numero resta invariato per tutta la vita. Per questo abbiamo intervistato il Presidente della sezione provinciale dell’ADMO di Lecce, Francesco Giannuzzi.
Professore, è stata riconosciuta la conformità agli standard nazionali del Centro Donazione di Midollo Osseo del Vito Fazzi di Lecce?
Sì, Venerdì 10 maggio il Centro Donatori di Midollo Osseo del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ha ottenuto l’attestazione di conformità sulla base degli standard operativi IBMDR, WMDA e della Normativa Nazionale vigente in materia di donazione di cellule e tessuti da parte di IBMDR (Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo), Centro Nazionale trapianti, Centro Nazionale Sangue, Centro Regionale trapianti e Centro Regionale Sangue, nella persona del dottor Ferdinando Valentino, coadiuvato dalla dottoressa Lucrezia Addabbo, Biologa della Sezione Trasfusionale di Galatina, inviata presso il Centro di Tipizzazione Tissutale e Biologia dei Trapianti del Policlinico di Bari per le più moderne acquisizioni nel campo della Tipizzazione HLA e successivamente trasferita a Lecce. Pensiamo che sia un riconoscimento meritato.
Cos’è l’ADMO?
L’Associazione Donatori di Midollo Osseo è l’unico organismo che cerca di cooptare o “reclutare” i giovani compresi nella fascia d’età 18 – 35, perché, essendo la compatibilità rara da 1 a 100.000, è inutile iscrivere un 50enne al Registro Nazionale presso l’Ente Ospedaliero “Ospedali Galliera di Genova”, dato che dopo 5 anni deve essere cancellato: è difficile che in tale lasso di tempo si trovi la compatibilità. La sanità passa attraverso tutte le fonti: si va nelle scuole, si recluta il 18enne. Se aderisce rimane iscritto fino a 55 anni. Da 18 a 55 la forbice è talmente larga che si spera di trovare una compatibilità.
Professore, quando è nata a Lecce l’Associazione?
Nel 1999, poi, essendo stata sciolta, l’ho rilevata a seguito del mio trasferimento da Torino, dove avevo inaugurato la sezione in provincia, un’intercomunale formata da 24 comuni. A Lecce hanno visto le mie credenziali e mi hanno dato una stanza in ospedale per raggiungere livelli di funzionalità dell’ADMO a Lecce come quelli di Torino.
Quanti sono gli iscritti?
Solo il Vito Fazzi è l’unica struttura candidata a fare i prelievi, in tutta la provincia. Constatato che essa abbraccia 96 comuni, non potendo monitorare contemporaneamente tutto il territorio, abbiamo inaugurato una sezione a Copertino, una a Tricase, una a Gagliano del Capo, una a Tuglie e una a Lecce, la provinciale. Ultimamente abbiamo creato 2 “Gruppi di lavoro”: uno nel comune di Lizzanello e l’altro a Taviano. Nel 2000 gli iscritti a Lecce erano soltanto 90 e circa 250 in tutta la provincia. Oggi in 10 anni, in quest’ultima, abbiamo superato i 1800.
















