Pubblicato in: Sab, Giu 8th, 2013

Il Presidente: “A fine giugno un’altra donazione”

Quanti sono i donatori?

76 ad oggi: infatti, abbiamo sapu­to che uno già in “cottura” dovrebbe donare il 27 giugno. Sapendo che la compatibilità è 1/100.000, l’aver in Pu­glia 76 donatori reali per 76 bambini che stanno continuando a vivere grazie all’Associazione è un dato confortante.

E’ stato detto che i donatori sono te­nuti sotto osservazione, coccolati per sentirsi in famiglia, ma basta dire che sono reclutati dall’ADMO. Noi, mem­bri di essa, andiamo nelle scuole, par­liamo, convinciamo i ragazzi e li indi­rizziamo al Centro Trasfusionale. Tutte le mattine io stesso mi reco presso gli istituti e ne trovo 10 – 15. Ultimamente è difficile, considerando che è periodo di chiusura delle scuole. Fino a settem­bre sono rare le tipizzazioni, perché i donatori sono sotto esame, non posso­no essere disturbati.

Perché donare il midollo osseo?

Principalmente per curare le malat­tie del sangue come la leucemia. Anche per l’anemia mediterranea, la talas­semia che necessita continuamente di trasfusioni, malattie ereditarie emo­poietiche e metaboliche e per tumori solidi, utilizzando le cellule staminali.

Inoltre, recentemente è nata la Banca Nazionale del cordone ombelicale, ma si ricava un quantitativo esiguo rispet­to al midollo che si può estrarre dalle ossa del bacino, che può essere di mez­zo litro, un litro. Un ragazzo di Ruffano di 26 anni donerà per un altro di 17, alto 1,85 metri del peso di 115 Kg, che dovrà ricevere oltre un litro e mezzo di sangue midollare: dalle ossa iliache si riesce a prenderlo, mentre nel midollo osseo estratto dal cordone ombelicale ce n’è talmente poco che sarebbe suffi­ciente solo per salvare, secondo la leg­ge, una creatura di 35 Kg.

Chi può diventare donatore?

Riguardo a ciò, valgono le stes­se misure per la donazione di sangue. Bisogna essere sani e sempre pronti e in forma, perché sono più i depennati 55enni che quelli che si iscrivono: ne­gli ultimi 2 anni il numero nel Registro dell’ospedale Galliera a Genova è ri­sultato decrescente. 22 anni fa l’ADMO in Piemonte è nata con il mio contribu­to, dopo la morte del figlio ventenne di un carissimo amico, causata dal non aver trovato compatibilità.

Allo sco­po di prevenire questo inconveniente e avere maggiori probabilità di successo, per l’iscrizione sono necessari l’ali­mentazione equilibrata, evitare il fumo, l’assunzione di alcool, la distanza tem­porale di almeno 4 mesi dall’ultimo peercing o tatuaggio, poichè potrebbe essere ancora in circolazione il colore, e, dopo l’iscrizione, bisogna non ef­fettuare più questi interventi. A fronte, infatti, di persone cancellate per i rag­giunti limiti di età, altre sono fortunate, giacché chiamate a donare subito, dopo 20 giorni.

Quali procedure sono previste per diventare donatori compati­bili?

Nelle scuole convinciamo innanzi­tutto che non ci sono rischi, perché si preleva dalle creste iliache, non dal midollo spinale. Siamo obbligati a parlare di intervento in quanto la do­nazione avviene in anestesia generale in ospedale. Normalmente un interven­to presuppone tagli: nel nostro caso non ce ne sono. Con una normalissi­ma aspirazione dall’osso, una spirale lo fora e preleva il sangue midollare; dopo la chiusura, si avverte per qual­che ora il fastidio. La prima procedura per diventare donatori consiste sem­plicemente nel dare la disponibilità a iscriversi all’associazione.

Essa avviene tutti i lunedì, secon­do una scaletta di priorità basata sulle prenotazioni. Telefoniamo 4 – 5 gior­ni prima per il lunedì successivo, ap­puntamento alle 8.30. Si effettua un prelievo di 20 cc e a mezzogiorno tale campione è mandato a Bari (se ne rac­colgono 10 ogni lunedì). Il Policlinico testa questa provetta e il giorno dopo i dati del donatore vengono immessi nel Registro Nazionale a Genova. Ad esso si devono rivolgere tutte le strut­ture ospedaliere, che hanno a cuore il malato in attesa di trapianto di midol­lo.

Se il centro ligure trova una prima compatibilità, almeno il 60 – 70 % e il ragazzo donatore è tipizzato a Lecce, l’ospedale V. Fazzi lo manda a chiama­re per fare un altro prelievo, sempre di 20 cc per esami più approfonditi e per trovare la compatibilità più vicina al 100%, sperando che poi la donazione di midollo possa attecchire. Seguono 2 giorni di ospedale a Bari al Policlini­co: il primo per rifare tutti gli esami previ (se non ancora idonei, si può es­ sere chiamati entro 5 anni, non è detto che si doni subito), il secondo giorno si entra in sala operatoria alle 8.30.

In 3 ore, tra pre – anestesia, intervento e post – anestesia, da sveglio si va in re­parto. Lì si è trattenuti per una notte e al mattino seguente si torna a casa. Niente rischi, se non per il paziente, in quanto il frutto di questo atto di amo­re potrebbe non attecchire. Al contra­rio del rigetto per trapianti di organi, è il midollo donato che può ricusare l’altro organismo. Casi rari, anche con compatibilità al 100%.

Come avviene il prelievo di cel­lule staminali da sangue periferi­co?

E’ il secondo metodo attivato da un paio di anni, con il fattore di crescita. Si usano due aghi immessi nelle due braccia; si preleva il necessario, ma si è sottoposti per 10 anni a controllo periodico. 

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