Il Rettore Laforgia/Se cresce l’Università cresce il territorio salentino
Soprattutto negli ultimi anni il Salento ha avuto vasta eco per la sua capacità di “attrazione” dovuta alle bellezze del territorio, alla capacità d’accoglienza e al suo diffuso e originale “patrimonio culturale”. Parlo quindi di qualcosa che non è semplicemente materiale ma che è in larga parte immateriale e che rappresenta forse il vero valore sintetizzabile come il termine la salentinità, percepita dai forestieri molto più che dagli stessi salentini.
Ho più volte sottolineato come io, che non sono originario del Salento, trovo questa terra particolarmente ricca di talenti, di creatività, di generosità nell’accoglienza e di cultura.
La mia posizione di Rettore di un’Università collocata in un territorio così ricco e fertile ma, tuttavia, con grandi e oggettive difficoltà economiche e infrastrutturali, mi comporta grandi oneri e difficoltà, specie in un momento come questo in cui lo Stato ha fortemente ridotto il sostegno alle Università del Meridione, ma anche il privilegio di partecipare alle dinamiche di sviluppo di questa terra così fertile sul piano intellettuale. In altri termini, nell’Università del Salento possiamo fare ricerca d’eccellenza e didattica di qualità pur vivendo una realtà universitaria pubblica e di massa, sostenendo fortemente lo sviluppo territoriale e servendo tutti gli altri attori istituzionali e la stessa popolazione assicurando loro una visione, e una prospettiva molto ampia di tipo internazionale.
In questi anni ho richiamato ripetutamente gli attori istituzionali ed economici del territorio all’importanza di tener sempre presente la nostra capacità d’essere volano di sviluppo del Salento: con le numerose attività di ricerca d’alto profilo sia di base che applicata, una didattica sempre più attenta alla formazione complessiva delle persone e agli sbocchi occupazionali e una tenace spinta verso l’internazionalizzazione, all’Università del Salento si deve riconoscere – appunto – questa capacità e scegliere di investire perché possa continuare a svolgerla in maniera sempre più efficace. In tempi di insopportabile sottofinanziamento, mantenere questa prospettova è fondamentale, pena il rischio di un progressivo impoverimento economico, sociale e in definitiva umano del territorio.
Abbiamo importanti esempi che possono essere letti come buone prassi di collaborazione con il sistema locale: moltissimo progetti, 35 aziende spin off in vari settori, brillanti laureati che potrebbero ancor più contribuir e allo sviluppo del territorio in ambito culturale, artistico, economico, giuridico, scientifico e tecnologico. Il nostro Ateneo è in grado di trasferire know how acquisito in tutte le branche del sapere, dalla tecnologia alla comunicazione, dal supporto al sistema di istruzione allo sviluppo economico, all’internazionalizzazione.
Desideriamo continuare a operare in questo senso e riteniamo che sia un ottimo investimento sostenerci nella nostra azione, perché quando si parla di cultura non si pensi soltanto ad eventi ma soprattutto a questo straordinario patrimonio di conoscenza (di base e applicata) che contribuiamo a conservare e a sviluppare.
Domenico Laforgia
Rettore Università del Salento















