Il rinnovo delle pensioni per il 2014
Con la circolare n. 7 del 17 gennaio scorso, l’Inps ha reso noti i dettagli relativi alla rivalutazione delle pensioni per l’anno 2014. In particolare, sono state descritte le varie operazioni propedeutiche al rinnovo dei mandati di pagamento delle pensioni per l’anno corrente e tutte le attività correlate. Il lordo del trattamento pensionistico sale dell’1,2%, ma non per tutti. Si tratta della cosiddetta perequazione automatica (l’ex “scala mobile”) calcolata ovviamente in via provvisoria e salvo conguaglio nell’anno successivo. La perequazione delle pensioni per il 2014 viene articolata con meccanismi più complessi rispetto agli anni precedenti – a seconda dei vari importi di pensione spettanti – sulla base dei vari approcci stratificatisi nell’ultimo scorcio dell’anno 2013. L’aumento per costo vita è assicurato nella percentuale più alta – come dicevamo, l’1,2 per cento – sulla quota di pensione fino a tre volte il trattamento minimo, cioè fino a 1.486,29 euro, con una fascia di garanzia fino a 1.488,06 euro, in cui vengono garantiti 1.504,13 euro.
Oltre questi importi, la perequazione scende gradualmente, dapprima all’1,08%, quindi allo 0,90 e poi allo 0,60 per cento, fino ad assestarsi – per le pensioni oltre 2.972,58 euro mensili – su un aumento ad importo fisso di 17,84 euro. Le pensioni minime, dal 2014, con l’incremento dell’1,2%, variano di poco. L’importo del trattamento minimo sale da 495,43 a 501,38 euro al mese. Con l’aggiornamento Istat sale anche l’assegno sociale, la rendita assistenziale corrisposta agli ultrasessantacinquenni privi di altri redditi: passa da 442,30 a 447,61 euro al mese. Mentre la pensione sociale, ancora prevista per i titolari della stessa al 31 dicembre 1995, raggiunge 368,89 euro al mese dai 364,51 su cui era assestata nel 2013.
Ricordiamo che la periodicità di pagamento delle pensioni non è sempre mensile: quelle di piccolo importo possono essere pagate con periodicità semestrale o annuale. Viene disposto il pagamento annuale nel caso in cui l’importo mensile delle prestazioni dello stesso soggetto abbinate per il pagamento sia minore di 10,00 euro. Pagamento semestrale, invece, nel caso in cui l’importo mensile delle prestazioni dello stesso soggetto abbinate per il pagamento sia minore di 75,00 euro.
Addio per sempre al “bustone”: con messaggio successivo sarà comunicata ai pensionati la pubblicazione del modello ObisM integrato per l’anno 2014 e della certificazione fiscale (Cud 2014). Com’è noto, dallo scorso anno l’Inps rilascia tale documentazione, di norma, esclusivamente attraverso il canale telematico, con le modalità illustrate dalla circolare Inps n. 32 del 26 febbraio 2013. Anche per il 2014 l’Inps ha impostato sulla pensione, per coloro che ne hanno fatto richiesta, la trattenuta dell’importo dovuto per il canone RAI. Si tratta di un’opportunità prevista dalla legge vigente, alternativa al solito bollettino postale: l’importo totale da corrispondere – pari per il 2014 a euro 113,50 – viene suddiviso e addebitato al pensionato in 11 rate.
Antonio Silvestri
















