Il Salento in classe. Nella fabbrica della cultura
Quale ruolo, e soprattutto quali meriti e quante colpe, ha la scuola nel declino morale e sociale ancor prima che economico?
Non credo ci siano colpe da parte della scuola rispetto ai valori che oggi sembrano essere imperanti. Basta andare in uno dei tanti istituti di ogni ordine e grado per rendersi conto del grande lavoro che fanno quotidianamente tutti coloro che ci lavorano, dai collaboratori scolastici ai dirigenti. Tutt’al più è dalla scuola che si cerca di ripartire! Ripeto: lo fanno quotidianamente migliaia di docenti e operatori che lavorano sui ragazzi per educarli all’amore per la legalità e la ricerca. Ancor meno trovo che la scuola possa in qualche modo esser responsabile del declino economico del nostro Paese. I dati dei “cervelli” in fuga dicono che la scuola è in grado di produrre. Non c’è fuori dalla scuola la capacità di tesaurizzare queste risorse.
Come si potrebbe spiegare il rapporto inversamente proporzionale che esiste in Italia tra il corpo docente che è il più sottopagato d’Europa, seppur con un livello di preparazione abbastanza alto rispetto allo standard europeo?
Queste sono state scelte politiche. Noi facciamo gli amministratori pubblici, non i politici. Prendiamo il dato per quello che è. Da cittadino dico che si tratta di una categoria che andrebbe valorizzata, anche se nell’ottica del merito, ma il come attiene a scelte politiche che non competono all’amministratore pubblico. È il decisore politico che deve individuare quei percorsi che possano anche in questo rendere più europea la scuola italiana. ma salvaguardando la continuità didattica nei confronti degli alunni.
Se fosse Ministro della Pubblica Istruzione quali sarebbero i provvedimenti che adotterebbe nell’immediato?
È un problema culturale. Occorre ridare solidità e credibilità all’istituzione Scuola. La risposta è semplice: più docenti e maggiori risorse. Da non trascurare la necessità di una razionalizzazione e semplificazione delle procedure. Due esempi: anticipare i tempi delle iscrizioni degli alunni con conseguente anticipo dei tempi per la definizione dell’assegnazione dei docenti alle scuole; costituzione di un organico pluriannuale riducendo, forse qualche legittimo interesse dei docenti, ma salvaguardando la continuità didattica nei confronti degli alunni.
Quale è il suo ricordo più bello e l’esperienza peggiore come ex studente?
La mia vita di studente è costellata da una miriade di episodi positivi. La mia carriera scolastica credo sia stata serena e ricca di soddisfazioni. Sono cresciuto in un piccolo paese dove la scuola (allora ce lo potevamo permettere, non oggi in tempi di spending rewue) era a misura d’uomo e ogni passaggio da un grado di scuola all’altro comportava la frequenza in paese e città via via più grande. Forse, anche questo ha segnato i termini e le tappe dei vari passaggi arricchendo, ogni volta, la propria esperienza e le proprie conoscenze. È necessario che gli studenti arrivino a scuola sereni. Il più grande torto che si può fare ad un alunno (e questo, pur nella sua semplicità, è un mio ricordo negativo) è non essere creduto quando dice la verità.















