Pubblicato in: Sab, Set 21st, 2013

Il Salento in classe. Nella fabbrica della cultura

Quale ruolo, e soprattutto quali meriti e quante colpe, ha la scuola nel declino mo­rale e sociale ancor prima che economico?

Non credo ci siano colpe da parte della scuola rispetto ai valori che oggi sembrano essere imperanti. Basta andare in uno dei tanti istituti di ogni ordine e grado per rendersi conto del grande lavoro che fanno quoti­dianamente tutti coloro che ci lavorano, dai collaboratori sco­lastici ai dirigenti. Tutt’al più è dalla scuola che si cerca di ri­partire! Ripeto: lo fanno quoti­dianamente migliaia di docenti e operatori che lavorano sui ra­gazzi per educarli all’amore per la legalità e la ricerca. Ancor meno trovo che la scuola possa in qualche modo esser respon­sabile del declino economico del nostro Paese. I dati dei “cervelli” in fuga dicono che la scuola è in grado di produr­re. Non c’è fuori dalla scuola la capacità di tesaurizzare que­ste risorse.

Come si potrebbe spiegare il rapporto inversamente pro­porzionale che esiste in Ita­lia tra il corpo docente che è il più sottopagato d’Europa, seppur con un livello di pre­parazione abbastanza alto rispetto allo standard euro­peo?

Queste sono state scel­te politiche. Noi facciamo gli amministratori pubblici, non i politici. Prendiamo il dato per quello che è. Da cittadino dico che si tratta di una categoria che andrebbe valorizzata, an­che se nell’ottica del merito, ma il come attiene a scelte politiche che non competono all’amministratore pubblico. È il decisore politico che deve individuare quei percorsi che possano anche in questo ren­dere più europea la scuola ita­liana. ma salvaguardando la continu­ità didattica nei confronti degli alunni.

Se fosse Ministro della Pub­blica Istruzione quali sareb­bero i provvedimenti che adotterebbe nell’immediato?

È un problema culturale. Occorre ridare solidità e credi­bilità all’istituzione Scuola. La risposta è semplice: più docen­ti e maggiori risorse. Da non trascurare la necessità di una razionalizzazione e semplifi­cazione delle procedure. Due esempi: anticipare i tempi delle iscrizioni degli alunni con con­seguente anticipo dei tempi per la definizione dell’assegnazione dei docenti alle scuole; costitu­zione di un organico plurian­nuale riducendo, forse qualche legittimo interesse dei docenti, ma salvaguardando la continu­ità didattica nei confronti degli alunni.

Quale è il suo ricordo più bello e l’esperienza peggiore come ex studente?

La mia vita di studente è co­stellata da una miriade di episo­di positivi. La mia carriera sco­lastica credo sia stata serena e ricca di soddisfazioni. Sono cre­sciuto in un piccolo paese dove la scuola (allora ce lo potevamo permettere, non oggi in tempi di spending rewue) era a misura d’uomo e ogni passaggio da un grado di scuola all’altro com­portava la frequenza in paese e città via via più grande. Forse, anche questo ha segnato i ter­mini e le tappe dei vari passaggi arricchendo, ogni volta, la pro­pria esperienza e le proprie co­noscenze. È necessario che gli studenti arrivino a scuola sere­ni. Il più grande torto che si può fare ad un alunno (e questo, pur nella sua semplicità, è un mio ricordo negativo) è non essere creduto quando dice la verità.

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