Pubblicato in: Sab, Set 21st, 2013

Il Salento in classe. Nella fabbrica della cultura

“GLI ESAMI? SE LI FATE SIATE LEALI” 

Dott. Frigoli, non una domanda ma un invito, supponga di essere un redivivo Don Milani e di poter scrivere libe­ramente tutto quello che pensa sulla scuola e sui docenti, in una moderna e attuale “Lettera a una professoressa”.

Quella di don Milani è una lezione che ancora oggi ha una gran parte di attualità nella analisi e applicabilità nelle pro­poste. Certo da quel 1967 l’Italia è cambiata, il mondo è cambiato. Non è cambiata l’esigenza del rapporto leale tra educatore ed educando. Non mi chieda di scrivere una im­maginaria lettera a una professoressa, mi permetta di citare qualche passo, indicandolo quale spunto per una opportuna riflessione: “Del resto bisognerebbe intendersi su cosa sia la lingua corretta.

Le lingue le creano i poveri e poi seguitano a rinnovarle all’infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfot­tere chi non parla come loro. O per bocciarlo”. Accogliamo ciò che appare diverso da noi, avviciniamoci a quello e go­verniamo il cambiamento se questo è necessario e opportuno.

“Gli esami vanno aboliti. Ma se li fate, siate almeno leali. Le difficoltà vanno messe in percentuale di quelle della vita. Se le mettete più frequenti avete la mania del trabocchetto”.

La scuola non è il gioco del tiro a segno con un giocatore di vantaggio che va su un bersaglio fermo. Deve essere la scuola della formazione e della inclusione. E infine “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali fra disuguali”. La riferisco ai bisogni educativi speciali!

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