Il Salento per l’Unità d’Italia/Il Patriota Madaro, testimone del Risorgimento
Gaetano, nativo di Monteroni e morto a Lecce il 19 agosto del 1898.
Gaetano Madaro (Lecce nel 1848 – N.Bernardini)
Cajetanus Salvator Vincentius Madaro nacque a Monteroni l’8 gennaio 1808 alle ore 23, da Antonio Madaro fu Cajetani sposo di Rosae Miglietta, et Apollonia Podo figlia di Josephi et Magdalena Zilli. Padrini di battesimo furono Dr. Phys. D. Salvator Miglietta, et Raphaëla Podo fu Orontii. Il 1808 accomuna il Nostro al più noto patriota Alessandro Pino, uniti insieme nella lotta per la libertà e promotori del movimento insurrezionalista che sfociò nei moti del 1848. Gaetano Madaro, di professione sarto, nel 1847 si trasferì a Lecce. Il motivo di questo trapianto in città fu il suo matrimonio con Donata Maria Castelluccio, giovane ventenne del posto nata il 12 giugno 1827 (aveva quindi la metà dei suoi anni), figlia del fu Oronzo e di Lorenza Marti.
Lecce-arch. Storico matrim-recto-G.Madaro 1747
Il matrimonio venne celebrato il 7 agosto 1847 nella Cattedra le alla presenza dei testimoni don Salvatore Quarta e don Giuseppe Balzani di Lecce, il rito civile invece si tenne presso la Casa del Comune davanti al sindaco Pasquale Personè. Risulta singolare la professione di Antonio, padre di Gaetano Madaro, definito salassatore. Testimoni civili furono Salvatore Quarta di anni 32 scrivano, Giuseppe Balsamillo di anni 40 cappellaro, Andrea Calabrese di anni 40 sarto e Gaetano Zimmari di anni 23 sarto, tutti di Lecce. Aderì alla massoneria e divenne membro attivo di quei settari riscaldati che furono il motore del movimento patriottico salentino. Il 6 maggio 1848 nacque il primogenito al quale fu imposto il nome di Gaetano Antonio Luigi Achille Madaro, quindi Gaetano figlio di Gaetano. Forse per il timore che potesse succedere qualche triste evento, perché nell’aria soffiavano venti di rivolta, (dopo gli avvenimenti di giugno con l’azione al Sedile dove furono strappate le liste elettorali e i ritratti di re Ferdinando) Gaetano Madaro venne arrestato il 20 settembre dal caporale Vitantonio Susca.
Lecce-arch. Storico matrim-verso- G.Madaro 1847
Il 12 ottobre 1849 fu presentato l’atto di accusa contro di lui per cospirazione e fu condannato a 4 anni di carcere. Il 6 aprile 1850 risultava recluso nelle carceri centrali, volgarmente conosciute come l’Udienza, stesso luogo dove era stato imprigionato inizialmente il duca Sigismondo Castromediano – ivi vi si trovava il 30 ottobre 1848 – che chiese ed ottenne di essere trasferito successivamente al S. Francesco dove erano stati inviati gli altri compagni arrestati. Dopo aver scontato la pena il Nostro tornò in famiglia e di tanto in tanto scriveva a Michelangelo Verri in carcere a Procida. Nello Stato delle anime del circondario della Cattedrale di Lecce del 1854/55 a pag. 54 c’è riportato 18° Isola dell’Incrociata – dalla casa di Silvestro Corona – 2° gruppo familiare composto da Madaro Gaetano. Sono gli anni che preludono all’Unità d’Italia, i fermenti patriottici animavano i circoli e si viveva in un clima di continua tensione. Bisogna aspettare gli anni dopo l’Unità per constatare che la speranza di un futuro migliore spingeva verso la crescita demografica. Ci si prodigava a mettere al mondo nuove forze, e il Nostro non fu da meno.
Lecce-arch. Storico reg. morti G.Madaro 1898
Nel 1863 nacque Amalia, nel 1866 Achille, nel 1874 Lorenza. Purtroppo, tante creature nascevano, ma tante morivano prematuramente; le condizioni igienico-sanitarie lasciavano molto a desiderare e la cittadinanza non era abituata alle necessarie precauzioni. Non si conoscono le cause della morte, ma la famiglia di Gaetano Madaro soffrì la perdita di Antonia, Achille e Lorenza; divennero adulti solo Gaetano e Amalia. Gaetano, figlio di Gaetano, si sposò il 31 dicembre del 1877 a Trepuzzi con Maria Miglietta di Vincenzo, del luogo, nata il 9 agosto 1854.
Monteroni -arch. Matrice G. Madaro nato 1808
Purtroppo il giovane Gaetano Madaro morì il 12 agosto 1889 all’età di soli 41 anni. Il padre quindi gli sopravvisse, e conduceva la sua modesta esistenza insieme alla moglie Donata e alla figlia Amalia quando passò a miglior vita il 19 agosto 1898, alle ore 4 antimeridiane nella sua casa leccese posta, per ironia della sorte, in via Regia Udienza, n° 4. Aveva già compiuto 90 anni. Con lui scompariva un altro dei tanti nostri patrioti del Risorgimento che hanno contribuito alla costruzione dell’Italia Unita fondata sui principi della libertà e dell’uguaglianza di un popolo.
Carlo Miglietta




















